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20.20 | Mammoliti: «Grande dinamismo di Occhiuto, ma rischia di “ingolfarsi”»

Il consigliere regionale del Pd: «Il governo regionale va incalzato. Sanità? I manager vanno valutati sul freno alla mobilità passiva»

Pubblicato il: 31/03/2022 – 7:06
20.20 | Mammoliti: «Grande dinamismo di Occhiuto, ma rischia di “ingolfarsi”»

LAMEZIA TERME Dal percorso sindacale fino all’ingresso agognato e “sfiorato” in un’occasione, in Consiglio regionale, infine l’elezione e l’ingresso a Palazzo Campanella. È Raffaele Mammoliti, consigliere regionale del Pd, l’ospite dell’ultima puntata di “20.20”, il talk de L’altro Corriere Tv andato in onda ieri sera, sul canale 16.

Dal sindacato al Pd

L’ex segretario della Cgil Area Vasta di Vibo, Crotone e Catanzaro non si è sottratto alle domande, rimarcando al contempo l’importanza e il valore della militanza nella Cgil che, come nel caso del segretario Angelo Sposato, ben si sposa con il Partito Democratico. «La mia elezione – sottolinea – rafforza questa scelta intrapresa. Questo partito, ricordo, quando ha attuato politiche lavorative discutibili come il “Jobs Act”, aveva visto l’allontanamento di elettori e del sindacato». Mammoliti è infatti convinto che l’ex segretario del Pd, Matteo Renzi, abbia «distrutto la tradizione del Pd, quella rete organizzativa, e la trasformazione da “sezione” a “circolo” era paradigmatica del nuovo indirizzo moderno che nascondeva una concezione antropologica distante rispetto al passato. Ho sempre pensato che tra quella idea assolutista e questa evanescente di Renzi ci potesse essere una linea mediana, di collegamento con la società reale perché spesso la politica è questa».

«La dialettica di confronto democratico l’avrei preferita»

Da qualche settimana in Calabria c’è Nicola Irto a guidare il Partito democratico, ma Mammoliti non nasconde qualche “perplessità”, non riguardo alla figura del segretario regionale, ma rispetto al metodo. «Voglio essere chiaro, ho sostenuto con convinzione la candidatura di Irto ma la dialettica di confronto democratico l’avrei preferita». Anche perché «i presupposti c’erano per un candidato avversario e aver evitato fino alla fine di avere un altro nome non ci ha permesso di sciogliere alcuni nodi organizzativi e politici all’interno dello stesso Pd». Anche perché, spiega Mammoliti, alcuni «nodi politici e strategici non li abbiamo affrontati, un Pd che ha accumulato tossine e difficoltà dopo un lungo periodo di commissariamento necessita di tempo per ricreare una sorta di connessione sentimentale con il proprio popolo. Irto ha detto che farà questo, ma credo che il concetto dovrà essere declinato ancora per molto tempo». Incalzato dalle domande di Ugo Floro, il consigliere regionale spiega: «Avrei animato il confronto democratico della rigenerazione del Pd non tanto per l’appartenenza alle correnti, ma più sul profilo strategico e programmatico del partito. Sulla sanità, ad esempio, qual è la nostra idea? Sul Pnrr, sul territorio? Avrei caratterizzato il confronto nel merito, fuori dall’appartenenza, perché il Pd per rigenerarsi deve diventare il punto di riferimento delle classi sociali meno abbienti e che devono essere ascoltate e aiutate».

«Occhiuto ha quasi un ruolo da “imperatore”»

Altro tema cruciale del confronto televisivo affrontato da Mammoliti riguarda la parte “avversaria” e quel governo regionale, targato Roberto Occhiuto, che almeno in questi primi mesi sta raccogliendo più consensi e risultati di quelli previsti. «Irto ha ragione sui troppi “annunci” di Occhiuto, ma allo stesso tempo penso che il governatore sia politicamente molto attrezzato, con molta positività lo dico, e fa il gioco della valorizzazione al massimo della sua azione governativa. Ha evidentemente impresso un’azione di dinamismo su molti temi, su sanità e Sacal su tutti, ha veicolato questo messaggio». Ma Mammoliti si fa più cauto: «La concentrazione di tutti questi settori e tenere nelle sue mani tutti questi ruoli, rischia di ingolfare la sua azione politica». Anche perché Mammoliti è convinto che Occhiuto stia «declinando in Calabria sotto certi aspetto un ruolo quasi da “imperatore”, in senso certamente positivo, c’è lui e basta, gli altri sono praticamente spariti. E fin quando durerà l’effetto luna di miele, tutto può ancora funzionare per almeno altri 6 o 7 mesi». «Sono quasi certo che prima o poi si ingolferà, soprattutto nei risultati “reali” delle scelte che ha messo in campo, non è Superman, è proporzionalmente anche legato all’azione di capacità di costruzione di un’alternativa di opposizione».

Gestione Occhiuto e lavoro in Calabria

Altro aspetto positivo della “gestione Occhiuto” e sottolineato dal consigliere regionale è che con le «forze sociali c’è un confronto propositivo, ed è un fattore positivo e credo che andrà avanti così anche su temi cruciali. Io però non credo che ci sia in gioco solo la credibilità di Occhiuto ma dell’intera classe dirigente. Per la prima volta abbiamo una quantità di risorse che mai abbiamo avuto nella storia e per la Calabria uscire da questa arretratezza è una sfida per tutta la classe politica. Noi abbiamo incalzato il governo regionale, abbiamo dibattuto punto su punto e invito tutte le altre forze politiche a fare lo stesso». Tra i temi cruciali sottolineato da Mammoliti non poteva non esserci il lavoro, vista la sua lunga esperienza tra le fila della Cgil Area Vasta. «Servono delle proposte per il “piano lavoro” – ha ricordato – il governo regionale ha presentato a dicembre la legge sulla stabilizzazione dei precari storici, io invece presentai un emendamento poi bocciato, poi sono intervenuto duramente su quella miopia politica. Occhiuto però mi fece chiamare da un assessore, mi fece trasformare quell’emendamento in un ordine del giorno poi approvato. Poi ho scritto ai sindacati per spiegare che la maggioranza aveva approvato un impegno dove si diceva che “entro 90 giorni il presidente e il governo regionale con e forze sociali, avrebbe varato un piano straordinario del lavoro per i precari ma anche i disoccupati”, è stato un bel segnale da parte di Occhiuto, ma aspettiamo di vedere come andrà a finire».

«Dg e commissari valutati su mobilità passiva e liste d’attesa»

Infine, la sanità e l’attuale situazione calabrese che, secondo il consigliere regionale, non è cambiata poi molto. «I dati della diffusione del Covid sono preoccupanti, e penso che se avessimo registrato questi numeri due anni a quest’ora avremmo già pianto migliaia di vittime». «Voglio però ricordare – ha detto Mammoliti – che nella prima ondata siamo stati dichiarati zona rossa solo per la tenuta del sistema, oggi abbiamo invece una diffusione tra le prime d’Italia, così come l’occupazione in area medica. Dal punto di vista delle assunzioni, delle risposte nel territorio, nell’utilizzo degli strumenti del dl rilancio, non abbiamo vista nulla che sia stato concretizzato». «Sto lavorando ad un disegno di legge che riguarda la nomina del dg e dei commissari – annuncia infine Mammoliti – perché bisogna valutare la riduzione delle mobilità passiva e le liste d’attesa per le nomine, basta con le appartenenze politiche, vanno misurati su questi due parametri». «Se si utilizzassero bene le risorse che abbiamo a disposizione, si potrebbero valorizzare le professionalità che abbiamo ma anche attirare competenze nella nostra regione». (redazione@corrierecal.it

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