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Il diario della guerra

Zelensky all’Onu: «Subito un processo come a Norimberga»

Il presidente ucraino ha parlato in video conferenza alle Nazioni unite: «Russia fuori dal Consiglio di sicurezza»

Pubblicato il: 05/04/2022 – 20:01
Zelensky all’Onu: «Subito un processo come a Norimberga»

KIEV Nel 41esimo giorno di guerra in Ucraina a tenere banco ancora le atrocità registrate a Bucha, la cittadina nordest di Kiev. Sulla vicenda ucraini e russi si accusano reciprocamente sulle responsabilità di quanto successo. Con Kiev che denuncia come quel che è successo rappresenta «un esempio dei crimini di guerra» perpetrati dalle truppe di Putin nel conflitto, e Mosca che nega le proprie responsabilità annunciando che dimostrerà davanti l’Onu le prove della sua innocenza. Sul caso, Ursula von der Leyen ha annunciato l’istituzione di un task force congiunta Ue-Ucraina per indagare su quanto successo. Intanto i bombardamenti da parte delle forze armate russe non si arrestano. Ad essere colpita maggiormente l’area est dell’Ucraina. Mentre l’esercito ucraino accusa i russi di aver colpito anche «un ospedale pediatrico a Mykolaiv, causando la morte e il ferimento di civili, tra cui bambini».

Zelensky: «Subito un processo come a Norimberga»

«La Russia vuole uccidere più civili possibili. I russi si sentono colonizzatori, vogliono la nostra ricchezza, vogliono ridurci in schiavitù, vogliono farci diventare schiavi muti. Stanno rubando tutto, dal cibo ai gioielli». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlando all’Onu che ha aggiunto: «La Russia porta avanti azioni terroristiche e sta commettendo i peggiori crimini di guerra. Dove sono le garanzie che deve dare l’Onu? Dov’è la pace che il Consiglio di sicurezza deve costruire?».
«Il proposito di questa organizzazione è garantire la pace», ha sottolineato il leader ucraino.
Per questo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto al Consiglio di sicurezza dell’Onu di «rimuovere la Russia» così che non possa «mettere il veto» sulle risoluzioni contro «le sue aggressioni».
«Centinaia di migliaia di ucraini sono stati deportati in Russia. Serve un tribunale sul modello di Norimberga per processare la Russia per i suoi crimini di guerra in Ucraina», ha proposto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlando all’Onu. Un applauso ha accompagnato la fine del discorso di Zelensky al Consiglio di sicurezza dell’Onu. Dopo qualche problema tecnico, alla fine il video del presidente ucraino Zelensky ai membri del Consiglio di Sicurezza è stato trasmesso. Il filmato ha mostrato immagini raccapriccianti di civili, inclusi bambini, uccisi in città dell’Ucraina come Irpin, Dymerka, Motyzhin. «Quello che abbiamo visto a Bucha lo abbiamo visto in altri posti», ha commentato Zelensky.

Usa a Onu: «Russia fuori dal Consiglio dei diritti di Ginevra»

C’è una «montagna di prove» dei crimini di guerra commessi da parte della Russia nel conflitto in Ucraina. Lo ha sostenuto l’ambasciatrice americana all’Onu, Linda Thomas-Greenfield, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. «Ci sono rapporti credibili» che decine di migliaia di civili ucraini sono stati «rapiti e mandati in campi di smistamento, per poi essere deportati in Russia», ha detto. Da qui la proposta lanciata ufficialmente dall’ambasciatrice di sospendere la Russia dal consiglio dei diritti umani di Ginevra, sostenendo che «mina la credibilità del consiglio di sicurezza stesso».

Di Maio: «Espulsi 30 diplomatici russi»

«Abbiamo espulso 30 diplomatici russi per motivi di sicurezza nazionale». Lo ha annunciato il ministro degli esteri Luigi Di Maio a Berlino. «Il Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri, Ambasciatore Ettore Sequi, ha convocato questa mattina alla Farnesina, su mia istruzione, l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergey Razov, per notificargli la decisione del Governo italiano di espellere 30 diplomatici russi in servizio presso l’Ambasciata in quanto “personae non gratae”», ha detto Di Maio.
«Tale misura, assunta in accordo con altri partner europei e atlantici, si è resa necessaria per ragioni legate alla nostra sicurezza nazionale, nel contesto della situazione attuale di crisi conseguente all’ingiustificata aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa», ha spiegato il ministro. 

La replica di Mosca a Roma: «Risponderemo con misure adeguate»

La Russia risponderà all’espulsione dei 30 diplomatici da parte dell’Italia, sulla base del principio di reciprocità. Lo ha annunciato oggi il ministero degli Esteri russo, citato dalla Ria Novosti.

A Borodyanka oltre 200 morti civili sotto le macerie

Ci sono molti palazzi crollati a Borodyanka, a venti chilometri da Bucha. Gran parte della città, dalla quale i russi si sono ritirati il primo aprile, è stata distrutta dai bombardamenti degli aerei russi e si stanno recuperando i corpi sotto le macerie. In un altro punto è stato trovato il cadavere di un uomo con segni di torture: aveva le mani legate e una busta alla testa. È quanto ha appurato l’inviato dell’agenzia Ansa sul posto. Secondo il presidente Zelensky, nella cittadina «il numero delle vittime potrebbe essere ancora maggiore» che a Bucha.
«Ci sono i corpi di circa 200 civili sotto le macerie dei palazzi colpiti a Borodyanka dai bombardamenti russi — ha spiegato il sindaco di Borodyanka, Georgiy Erko, all’inviato dell’Ansa — . Il 24 febbraio siamo stati la prima città ad essere bombardata. Stiamo cominciando adesso a portare via i corpi perché i russi non ce lo hanno permesso fino a quando c’è stata l’occupazione. Ci hanno detto che potevamo evacuare ma sparavano a chiunque uscisse in strada, affiggendo cartelli affinché restassimo in casa e disegnando il simbolo dell’occupazione ovunque».

Sanzioni Ue a Mosca da 10 miliardi

Stop all’import di carbone dalla Russia, che vale 4 miliardi di euro l’anno e divieto di accesso ai porti europei per le navi di Mosca o comunque appartenenti a compagnie russe con alcune eccezioni riguardanti il trasporto di prodotti alimentari, aiuti umanitari ed energia. Sono due dei sei pilastri del quinto pacchetto di sanzioni preparato dalla Commissione Ue e illustrato dalla presidente Ursula von der Leyen. Anche per le compagnie di trasporto su strada russe e bielorusse sarà vietato l’accesso in Ue. Tra le misure ulteriori divieti all’export di prodotti verso la Russia, tra i quali i semiconduttori avanzati.
«Il quinto pacchetto di sanzioni va a colpire l’export dall’Ue alla Russia per un valore complessivo di 10 miliardi». Lo annuncia la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, sottolineando che i divieti colpiranno prodotti innanzitutto tecnologici, diretti in «aree in cui la Russia è vulnerabile. Continueremo a degradare la capacità tecnologica e industriale della Russia», ha aggiunto.

Stoltenberg: «Fase cruciale della guerra, ora spinta per il Donbass»

«Vediamo le truppe russe che si ritirano da Kiev, si raggruppano, si rifocillano, e si concentrano sull’est del Paese. Siamo a una fase cruciale della guerra, in cui Mosca tenterà di prendere tutto il Donbass e l’area di terra che arriva in Crimea». Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg alla vigilia del consiglio atlantico. «Le immagini dei civili uccisi a Bucha rappresentano una brutalità non vista in Europa in decenni».

Pesanti bombardamenti nel Donbass

Serhii Haidai, responsabile dell’amministrazione militare nell’area della regione di Lugansk ancora in mano alle forze di Kiev, ha dichiarato alla Cnn: «Né i soccorritori né le ambulanze riescono a raggiungere alcuni distretti di Popasna e Rubizhne, i bombardamenti sono molto pesanti, continuano i combattimenti nelle strade. A Rubizhne i morti vengono seppelliti nei cortili». La città di Lugansk, insieme con Donesk, guida una delle due zone separatiste nel Donbass, nate nel 2014 dopo l’occupazione della Crimea e riconosciute da Mosca. Parte delle regioni corrispondenti rimangono invece sotto il controllo del governo ucraino.

Kiev, oggi 7 corridoi: russi impediscono entrare a Mariupol

Per la giornata di oggi sono previsti in Ucraina sette corridoi umanitari, compresa la città assediata di Mariupol. Lo annuncia la vice prima ministra Iryna Vereshcuk su Telegram. Il percorso da Mariupol è diretto a Zaporizhzhia (circa 200 chilometri a nord-ovest), con mezzi propri, spiega Vereshchuk, precisando che le forze russe, «nonostante le promesse, non consentono a nessuno di recarsi a Mariupol».

Zelensky: «Possibile che non ci sia un incontro con Putin»

È possibile che non ci sia nessun incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente russo Vladimir Putin. Lo afferma il leader ucraino parlando alla tv del suo Paese, come riporta il Guardian. La questione, ha detto Zelensky, non è se ci saranno negoziati, ma quanto si è forti al tavolo dei negoziati. Il presidente ucraino intanto si rivolgerà al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per denunciare le uccisioni dei civili a Bucha ed in altre parti del paese da parte dei russi. «Attualmente, nella sola Bucha, sono state uccise e torturate più di trecento persone. È probabile che l’elenco delle vittime sarà molto più ampio quando verrà ispezionata l’intera città. E questa è solo una città», ha affermato Zelensky in un video intervento notturno, aggiungendo che «ci sono già informazioni che il numero delle vittime degli occupanti potrebbe essere ancora più alto a Borodyanka e in alcune altre città liberate». E il suo impegno è «identificare quanto prima tutte le persone coinvolte nell’esercito russo in questi crimini. E per punirle tutte», in «un lavoro congiunto con l’Unione Europea e le istituzioni internazionali, in particolare con la Corte penale internazionale».

Sindaco di Bucha: «Civili uccisi come a un safari»

«Questo è il secondo esercito al mondo, dei professionisti. Ma siccome non sono riusciti nell’operazione militare, i russi hanno organizzato un safari sui civili». Così Anatoly Fedoruk, sindaco di Bucha, sul denunciato massacro di civili nella città Ucraina. «Non pensavo che la mia gente sarebbe stata uccisa per divertimento o per rabbia. I russi hanno sparato a tutto ciò che si muoveva», attacca Fedoruk, secondo cui «Bucha è la vendetta dei russi alla resistenza ucraina».

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