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il progetto “vagamonti”

L’Italia a piedi: il viaggio di Gianluca affetto da due malattie autoimmuni

Il camminatore toscano sta attraversando la Calabria: «Un’accoglienza splendida ma la bellezza trattata male mi ferisce»

Pubblicato il: 18/04/2022 – 17:53
di Anna Colistra
L’Italia a piedi: il viaggio di Gianluca affetto da due malattie autoimmuni

VIBO VALENTIA Da Lampedusa a piedi fino a Predoi, il punto più a Nord d’Italia, in cento giorni. E’ il progetto del pratese Gianluca Mantovani, 48 anni, che ha deciso di intraprendere questa avventura fuori dall’ordinario per rompere il silenzio sulle malattie autoimmuni e comunicare le possibilità che hanno le persone affette come lui da queste patologie. «Diciotto anni fa ho scoperto di soffrire di artrite reumatoide e sindrome di Sjögren, malattie che definisco silenziose e di cui non si parla abbastanza, basti pensare che l’artrite reumatoide è la prima causa di richiesta di invalidità civile in Europa. Il primo anno di malattia è stato duro – afferma Gianluca – avevo difficoltà anche a scendere dal letto, poi circa sette anni fa i medici del reparto di reumatologia di Prato che mi seguono mi hanno proposto dei farmaci biologici come terapia e mi hanno cambiato la vita. Il motivo per cui ho pensato di realizzare questo progetto, che ho chiamato “vagamonti”, – spiega – è che a salvarmi non sono state solo le medicine, camminare, insieme alla lentezza acquisita dal contatto con la natura, mi ha rimesso al mondo. E adesso cammino perché attraverso qualcosa che mi rende felice voglio far conoscere e comprendere queste malattie silenti».
Il viaggio vissuto come esperienza per mettersi alla prova e non lasciarsi sopraffare dai propri limiti, per praticare uno stile di vita più armonico e allenare mente e corpo alla continua scoperta. «Per realizzare il progetto ci sono voluti circa due anni di lavoro insieme ad altre otto persone – racconta-. Abbiamo creato un sito (vagamonti.it), una pagina Instagram e Facebook e un crowdfunding, perché è tutto autofinanziato. L’intero percorso comprende circa 2500 chilometri nei quali incrocerò diversi percorsi: dal sentiero Italia ai vecchi tratturi. Un intero trekking lungo gli Appennini studiato in base alle mie possibilità fisiche – chiarisce Gianluca – con pochi dislivelli e percorsi non troppo complicati. Lungo il percorso cercherò di intercettare strutture ricettive che offrono servizi inclusivi. Quando ultimerò il viaggio avrò compiuto il “cammino vagamonti” che chiunque con difficoltà fisiche saprà di poter affrontare».

«In Calabria sono stato accolto in modo splendido ma l’impatto con Reggio è stato forte»

Gianluca è arrivato in Calabria il 14 aprile insieme a Tosca, la sua cagnolina border collie e ad Andrea Foligni, fotografo che si unisce al suo trekking a giorni alterni per poter realizzare un docufilm sul viaggio. «In Calabria sono stato accolto in maniera splendida, ma devo ammettere che l’impatto con Reggio è stato forte – racconta Gianluca – lo sporco che ho trovato mi fa male al cuore, la bellezza trattata così, in qualsiasi luogo, – aggiunge – mi ferisce sempre». Commenta così l’arrivo in Aspromonte, l’entroterra selvaggio che in passato è stato meta dei viaggiatori del Gran tour e dove oggi si scorgono in alcuni tratti diversi cumuli di spazzatura.
«Ho trovato una sentieristica fantastica sulla montagna aspromontana – continua Gianluca spostando il suo racconto sulla bellezza incontrata – faggete e scorci naturali meravigliosi, proprio come mi aspettavo». Il trekker toscano attraverserà tutti e tre i parchi nazionali calabresi e da ieri sta percorrendo il Parco regionale delle Serre nel Vibonese. «Giovedì 21 arriverò a Tiriolo, nell’istmo di Marcellinara e da lì esplorerò la montagna del Reventino, in provincia di Catanzaro, grazie all’associazione Discovering Reventino. Una realtà che mi ha offerto ospitalità e mi ha aiutato molto nella ricerca di associazioni e strutture a cui fare riferimento in tutta la Calabria». E’ importante per un viaggiatore trovare accoglienza e sostegno nei luoghi che visita, accoglienza che in Calabria finora non sembra essere mancata. E non solo: «Anche in Basilicata è piaciuto il mio progetto e ci sono già tante persone che mi stanno aspettando lì» precisa.
Proprio in Calabria Gianluca dovrà sottoporsi alla prima seduta di terapia da affrontare durante il viaggio: «Secondo il programma il 26 aprile sarò a Castrovillari dove all’ospedale potrò effettuare le cure che faccio periodicamente per poi riprendere a camminare insieme a Tosca ed Andrea». L’itinerario di “vagamonti” in Calabria dovrebbe concludersi intorno al 28 aprile. «Mi piacerebbe creare un percorso caratterizzato da una sentieristica adeguata alle persone con i miei problemi – conclude Gianluca – questo porterebbe dei benefici non solo sociali data la pratica inclusiva realizzata ma anche un certo vantaggio economico alle realtà dei territori».



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