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Verso il parco dei calanchi del Marchesato

Il presidente dell’associazione, Colosimo: «L’obiettivo è salvaguardare questa straordinaria “memoria della terra”»

Pubblicato il: 24/04/2022 – 18:48
Verso il parco dei calanchi del Marchesato

CROTONE Numerosi blogger della Calabria (E-Jamu, Mistery Hunters, Calabria Meravigliosa, Noemi Spinetti, Luigina La Rizza, su invito di Fili Meridiani e Instaruga) si sono dati appuntamento oggi a Cutro (armati di macchine fotografiche, telefonini multitasching e droni di altissima qualità) ospiti dell’associazione “Calanchi del Marchesato”.
La lunga passeggiata nella vasta distesa dei calanchi di Cutro e Roccabernarda, l’affascinante paesaggio lunare tra le pendici della Sila e lo Ionio, ha ipnotizzato i loro sguardi ed è culminata in un’occasione di confronto sulle tecnologie informatiche più efficaci per promuovere i beni ambientali, storici e culturali di una regione dalla storia plurimillenaria.

I profondi solchi nelle rocce argillose, su cui l’acqua ha agito per cinque milioni di anni, sono tornati alla ribalta (dopo l’impegno dell’associazione “Calanchi del Marchesato” di due anni fa che ha scongiurato il pericolo che fosse insediata in quei luoghi una discarica che li avrebbe deturpati) nel centenario di Pier Paolo Pasolini, che li scelse per girare alcune scene del film “Il Vangelo secondo Matteo”, definendo questa parte della Calabria «più Palestina della Palestina stessa».
Pasolini vi giunse nell’estate del 1959, durante un viaggio lungo le coste italiane a bordo di una Fiat 1100 (raccontato nel libro “La lunga strada di sabbia”) e alla vista delle dune gialle del Marchesato, disse: «È il posto che più mi impressiona di tutto il viaggio: sembrano dune immaginate da Kafka».
L’associazione “Calanchi del Marchesato” ha, in più occasioni, con musica, reading e teatro a tema Pasolini, dato l’opportunità a centinaia di visitatori di apprezzare questo tesoro geologico conosciuto dalla comunità scientifica internazionale.
«L’obiettivo – spiega il presidente dell’associazione (nata nel 2020) Domenico Colosimo – è salvaguardare questa straordinaria “memoria della terra”, per istituire, con il supporto dell’Università della Calabria, un Parco dei Calanchi del Marchesato».
Nel frattempo, si sta lavorando ad una convenzione fra i commissari del Comune di Cutro, l’associazione “Calanchi del Marchesato” e l’Università della Calabria (Dipartimento Scienze della Terra) che ha come obiettivo la richiesta all’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) dell’inserimento dei calanchi del Marchesato tra i geositi italiani (al momento ce ne sono 3mila), in quanto «luoghi peculiari della geologia, che costituiscono un patrimonio di tracce che i territori hanno accumulato in milioni e milioni di anni e che meritano, dopo averli sottratti al fenomeno dell’amnesia dei luoghi, di essere tutelati, valorizzati e protetti dalla possibile distruzione». (redazione@corrierecal.it)

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