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La lettera

Guenzi: «Ancora oggi c’è il 25 aprile, non so per quanto ma per ora c’è, quindi buona festa della Liberazione»

Lettera alla nonna del cantautore dello “Stato sociale” nel corso dell’ultima puntata de “Le parole” di Massimo Gramellini

Pubblicato il: 25/04/2022 – 7:04
Guenzi: «Ancora oggi c’è il 25 aprile, non so per quanto ma per ora c’è, quindi buona festa della Liberazione»

Nella puntata de Le Parole di Massimo Gramellini, lo scorso 23 aprile, scrittori, attori, politici, intellettuali hanno portato in tv la loro «parola» sulla «resistenza». Lodo Guenzi, il cantante dello Stato Sociale, legge la lettera indirizzata alla nonna, alla paura taciuta.

Ciao nonna,
sono passati quasi ottant’anni e non siamo messi tanto bene. Quasi ottant’anni da quando in mezzo a via Rizzoli a Bologna c’erano i cadaveri, i proiettili sui muri e le file interminabili per il pane, ma tu, dicevi, eri una ragazza carina e riuscivi comunque ad essere allegra e io non ti ho mai creduta.
Non ti ho mai creduta quando dicevi di non aver paura, di non averne mai avuta, però, comunque, che cosa grande cercare di non ammetterlo per tutta la vita.
Sono passati quasi ottanta anni e io non ho ancora imparato a far da mangiare, dormo poco e non penso abbastanza alla salute e fuori fanno ancora la guerra. Incredibile a pensarci. E ancora la guerra è un affare per un sacco di gente, ancora c’è chi muore per un pezzo di pane adesso che i supermercati sono pieni e ogni giorno si mandano al macero tonnellate di cibo a fine giornata.
Ancora oggi si lavora per due lire e se qualcuno si lamenta spostano l’azienda dove il lavoro costa la metà. Ancora oggi ci sono i poveri ma è una parola che non si dice più. Ancora oggi ci sono gli emarginati, spesso vengono da Paesi lontani e credono di trovare l’America qui da noi, a volte muoiono in mare, altre finiscono a fare gli schiavi nei nostri campi perché sì, ci sono ancora gli schiavi.
Ancora oggi la gente viene pestata per il suo orientamento sessuale, la sua etnia, le sue idee ma pare che adesso l’unica discriminazione di cui siamo capaci di parlare ogni giorno sia quella che, di volta in volta, subisce qualche ricco.
Ancora, le donne che non hanno abbastanza soldi non sono padrone del loro corpo, nonostante una legge adesso ci sia e nonostante adesso votino.
E la guerra fa ancora schifo, proprio quando tu avevi paura e non lo volevi ammettere mai. Ed ancora oggi la guerra piace a un sacco di gente, questa è la verità, un sacco di gente che vede il mondo ancora in una sorta di “o con noi o contro di noi”, eliminando le sfumature, il meticcio, il confronto, insomma tutto quello da cui nascono le idee.
Ancora oggi, al posto delle parole si scelgono le armi e tu avresti paura come quando non lo ammettevi mai e me lo ripetevi sempre, “L’importante che non tornino i fascisti” e non so come dirtelo, nonna, ma mi sa che sono tornati e non erano così in forma da un sacco di tempo.
E ancora oggi c’è il 25 aprile, non so per quanto ma per ora c’è, quindi buona festa della Liberazione, nonna. Grazie a quelli come te che mi hanno fatto credere che si potesse affrontare il mondo senza paura.

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