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la protesta delle toghe

Calcagno (Dda): «La riforma Cartabia rischia di addomesticare i giudici»

La magistrata: «I diritti e la giustizia sono in pericolo. Gratteri nuovo procuratore nazionale antimafia? Il nostro cuore è diviso»

Pubblicato il: 04/05/2022 – 8:41
Calcagno (Dda): «La riforma Cartabia rischia di addomesticare i giudici»

CATANZARO «Siamo critici e anche preoccupati per gli effetti negativi che la riforma Cartabia può avere sulla giustizia». A dichiararlo a Buongiorno Regione è il sostituto procuratore di Catanzaro Veronica Calcagno, che spiega i motivi della protesta portata avanti da tutta la categoria e che culminerà in una giornata di astensione proclamata dall’Anm nazionale. «L’obiettivo dello sciopero – afferma Calcagno – è riuscire ad interloquire con la ministra sulla legge e far comprendere alla cittadinanza i pericoli insiti nel nuovo decreto». Per la magistrata della Dda la riforma incide in modo negativo sui diritti e sul compimento della giustizia per diverse ragioni: giudici civili, penali e pm rischiano di venire «addomesticati» da questa riforma, perché «verranno valutati positivamente solo nel momento in cui andranno a confermare le decisioni prese precedentemente su un caso da giudici superiori». A venire minacciata, dunque, è l’autonomia di chi per mestiere applica le leggi seguendo conoscenze, competenze e l’alto valore della giustizia. Altro problema, non meno grave, è la scure della improcedibilità: in appello – secondo il testo Cartabia – bisogna giungere ad una sentenza definitiva entro i due anni dall’inizio del processo. «Ciò significa – spiega Calacagno che quando il procedimento non si porterà a termine entro i tempi previsti si avrà il mancato accertamento dei fatti da un lato e dall’altro il diniego di giustizia per la persona offesa».
Ancora un’altro aspetto della legge è oggetto di contestazione, la gestione dei rapporti con la stampa che la Calcagno commenta così: «Il rischio ricade soprattutto sul Procuratore che non potrà più interloquire in maniera diretta con i giornalisti. Immagino – continua – che davanti ad una notizia di rilevanza pubblica i cronisti non potendo conoscere i dettagli direttamente dalla fonte, il procuratore, dovranno cercarli in altro modo, e questo potrebbe portare a disinformazione. Altro effetto negativo sulla giustizia da non sottovalutare». L’intervista si conclude su un altro tema importante, la possibilità che il Procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, diventi il nuovo Procuratore nazionale antimafia: «Il nostro cuore è diviso» ha detto Calcagno sulla decisione che il Csm prenderà proprio nella giornata di oggi.

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