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Ruby ter, il pm chiede 6 anni per Berlusconi e 5 per Karima

Richieste in totale 28 condanne. La Presidenza del Consiglio, parte civile, invoca un risarcimento di 10,5 milioni

Pubblicato il: 25/05/2022 – 18:21
Ruby ter, il pm chiede 6 anni per Berlusconi e 5 per Karima

MILANO Il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio hanno chiesto una condanna a 6 anni di reclusione per Silvio Berlusconi imputato per corruzione in atti giudiziari nel processo sul caso Ruby ter e 5 anni di reclusione nei confronti di Karima El Mahroug, ovvero l’ormai ex “Ruby rubacuori” accusata di falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari, nella parte finale della requisitoria del processo milanese sul caso Ruby ter. Chieste in totale 28 condanne.
Tra le richieste quella di condannare Maria Rosaria Rossi, senatrice ed ex fedelissima del Cavaliere, a 1 anno e 4 mesi per falsa testimonianza. Accusa contestata anche al giornalista Carlo Rossella per il quale sono stati chiesti 2 anni. Chieste condanne fino a 5 anni per venti ragazze, ex ospiti delle serate di Arcore, il cui silenzio sarebbe stato comprato dall’ex premier. Chiesti 6 anni e 6 mesi per Luca Risso. Da assolvere, per i pm, solo Luca Pedrini. 
La Procura di Milano ha chiesto di confiscare una somma di oltre 10 milioni di euro, in particolare circa 10 milioni e 800mila euro, a Silvio Berlusconi nel processo Ruby ter come «prezzo della corruzione»; 5 milioni di euro a carico di Karima El Mahroug, imputata per corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza nel processo sul caso Ruby ter, come «prezzo del reato»; confisca da 3 milioni di euro, invece, è stata chiesta anche a carico di Luca Risso, ex compagno della giovane. Tra le richieste di confisca avanzate dai pm del caso Ruby ter al termine della loro requisitoria ci sono anche quelle per un totale di circa 2,7 milioni di euro a carico della ventina di ragazze, ex ospiti delle serate ad Arcore. Tra l’altro, i pm hanno anche chiesto di confiscare quattro immobili, tra cui le due ville da un milione di euro a Bernareggio, nel Milanese, messe a disposizione di Barbara Guerra e Alessandra Sorcinelli da parte dell’ex premier. I pm hanno chiesto anche ai giudici di applicare con la sentenza sequestri preventivi su tutte le somme e i beni che hanno chiesto di confiscare.
L’avvocato Gabriella Vanadia, che rappresenta la Presidenza del Consiglio, parte civile nel processo Ruby ter con al centro l’accusa di corruzione in atti giudiziari, ha chiesto che «tutti gli imputati», tra cui Silvio Berlusconi, e «ad esclusione di Pedrini», per cui la stessa Procura ha chiesto l’assoluzione, vengano condannati anche ad un «risarcimento a favore della Presidenza del Consiglio» con una «provvisionale da 10 milioni di euro per la corruzione in atti giudiziari e di 500mila euro per le false testimonianze». 

Le reazioni

«Altro processo, altra richiesta di condanna per Berlusconi per il caso Ruby. Ma basta, non se ne può più! 12 giugno, con i sì ai referendum la giustizia cambia». È il commento del leader leghista Matteo Salvini su Facebook. «Ancora una volta si usa la giustizia a fini politici. Da Milano arriva una assurda ed immotivata richiesta di condanna contro Berlusconi per una vicenda dalla quale è stato già assolto. Un accanimento inaccettabile contro un uomo che ha agito sempre con correttezza e trasparenza». Lo scrive su Twitter Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia.  
«Non sono sorpreso, questo è un processo dove la Procura da anni continua con questa impostazione accusatoria e noi abbiamo argomenti solidi per arrivare all’assoluzione, il reato non c’è, tutto quello che è stato fatto oggetto di contestazione è smentibile». Lo ha detto l’avvocato Federico Cecconi, legale di Berlusconi. La sentenza arriverà non prima di settembre. 

«Berlusconi foraggiò le spese compulsive di Karima»

«Le centinaia di migliaia di euro che Karima spendeva le venivano consegnate, tramite il suo legale Luca Giuliante, da Berlusconi; lei più di così non poteva spendere, più di così c’era solo buttare i soldi dalla finestra. Soffre in quel periodo di una vera e propria compulsione a spendere». Lo ha spiegato il pm di Milano Luca Gaglio nella requisitoria del processo sul caso Ruby ter a carico di Silvio Berlusconi, della stessa Ruby, di Giuliante e altri 26 imputati. Ruby, ha spiegato il pm, «si incontrò con Maria Rosaria Rossi», senatrice, ex fedelissima del Cavaliere e imputata anche lei, «e ricevette i soldi per andare in Messico», assieme all’allora fidanzato, anche lui imputato. Anche alle ragazze ex Olgettine «è stato assicurato che sarebbero state a posto sia come reddito, con un mensile da 2.500 euro, che per un tetto, una casa, un alloggio». Ci sono elementi e prove, ha spiegato il pm, «che dimostrano che già dal 2011», prima che le giovani andassero a testimoniare in aula, «esisteva un accordo corruttivo» tra l’ex premier e le ragazze «volto ad ottenere le false testimonianze di tutte le testimoni dei Ruby 1 e 2». Le giovani venivano «pagate anche per rendere interviste ai media non diverse da quelle in tribunale». 
«Ricordate la moglie di Mario Chiesa che va a vuotare il sacco? Ruby esplode nel 2014». Così il pm Luca Gaglio, nella requisitoria sul caso Ruby ter, ha paragonato la moglie dell’ex presidente del Pio Albergo Trivulzio (il cui arresto diede il via a Tangentopoli) a Karima El Mahroug che «esplose» quando scoprì «il tradimento» dell’allora fidanzato Luca Risso. E che, dunque, nei messaggi agli atti delle indagini in quel periodo non faceva «che ripetere che nulla era stato intestato, ma i soldi erano suoi», quelli investiti in Messico e, secondo l’accusa, a lei versati da Silvio Berlusconi, attraverso l’allora compagno, accusato di riciclaggio. Il pm, infatti, nella requisitoria ha ricostruito anche il tema di quei soldi che sarebbero arrivati fino in Messico e coi quali Ruby e Risso avrebbero messo in piedi un ristorante con annesso pastificio a Playa del Carmen e acquistato anche alcuni appartamenti. Denaro, secondo le indagini, passato per Francoforte e Lugano. «C’è la prova di un bonifico da 300mila euro che ha come beneficiario Luca Risso», ha detto Gaglio, spiegando che tra dicembre 2013 e gennaio 2014 il telefono di Risso agganciò più volte la cella telefonica di Arcore. 

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