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Il cuore di un paziente calabrese controllato a distanza dai medici del Niguarda

Device più piccolo di una moneta da 10 centesimi: si aggancia al wi-fi o allo smartphone e trasmette i dati per il monitoraggio

Pubblicato il: 30/05/2022 – 10:58
Il cuore di un paziente calabrese controllato a distanza dai medici del Niguarda

Un dispositivo miniaturizzato di 14 mm di diametro impiantato in un ramo dell’arteria polmonare di un paziente residente a oltre 1000 km di distanza. È la soluzione che permette ai cardiologi del Niguarda di Milano di tenere sotto controllo giorno per giorno i valori di pressione polmonare di un paziente di 42 anni che abita in Calabria. Il device è più piccolo di una moneta da 10 centesimi e si aggancia alle reti wi-fi circostanti o alla connessione dello smartphone per trasmettere i dati necessari per il monitoraggio a distanza.

Il dispositivo

«Il paziente è in cura a Niguarda dalla fine del 2021 per una cardiomiopatia dilatativa ed è stato messo in lista per trapianto cardiaco. Non se ne parla molto, ma questa condizione, lo scompenso cardiaco, interessa più di 1,2 milioni di italiani e ogni anno porta a 200.000 ricoveri in tutto il Paese – spiega Andrea Garascia, Direttore del reparto di Cardiologia 2 – Insufficienza cardiaca e trapianti – Un monitoraggio continuo e attento dei pazienti è la strada migliore per giocare d’anticipo ed evitare la fase acuta che porta a repentini peggioramenti con conseguenti accessi al pronto soccorso e ricoveri. Per questo motivo vista anche l’area di residenza del paziente il monitoraggio a distanza della pressione polmonare ci è sembrata la soluzione migliore per tenere sotto controllo la situazione con continuità. Eventuali anomalie registrate ci consentono di aggiustare il piano terapeutico, con l’obiettivo di tenere sotto controllo lo scompenso cardiaco e arrivare nelle migliori condizioni al trapianto di cuore». Il dispositivo grazie alle dimensioni contenute è stato impiantato con una procedura mininvasiva, veloce e condotta in anestesia locale. «Una piccola puntura a livello della vena femorale ci ha permesso di raggiungere l’arteria polmonare dove il device viene rilasciato in un piccolo ramo terminale e si aggancia stabilmente come micro-rilevatore della pressione polmonare», indica Garascia. «Il tutto si è completato nell’arco di 30-45 minuti e con il dispositivo in sede viene subito testata la funzionalità e la capacità di trasmissione dati».

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