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lo scontro

Lamezia, il centrosinistra si compatta e mette sotto accusa la giunta Mascaro

D’Ippolito, Bruni e Piccioni insieme mettono a fuoco problemi e criticità lametine e si scagliano contro il sindaco. «Una città che non sogna più»

Pubblicato il: 09/06/2022 – 9:58
di Giorgio Curcio
Lamezia, il centrosinistra si compatta e mette sotto accusa la giunta Mascaro

LAMEZIA TERME Un’amministrazione «sotto attacco», quello cioè scagliato da un’opposizione politica di centrosinistra che appare stavolta granitica e non frammentata e che (prova) a mostrare i muscoli mettendo in evidenza quelle che considerano le maggiori mancanze di una politica, dicono, assente a Lamezia Terme sotto ogni punto di vista. Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Lamezia Bene Comune hanno così messo nel mirino il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, e tutta la sua giunta, sottolineando a matita blu tutti i passi fatti finora ma soprattutto quelli non compiuti affatto. Errori e mancanze, politiche ma soprattutto amministrative, esaminati in controluce e filtrati da ogni legittimo impedimento come, ad esempio, i due anni difficili della pandemia da Covid-19.

L’alleanza

Scavando il terreno per una futuribile alleanza anche a Lamezia nelle prossime elezioni amministrative, ancora lontane salvo colpi di scena improbabili, il deputato Giuseppe D’Ippolito, il consigliere regionale Amalia Bruni, il consigliere comunale di minoranza Rosario Piccioni e il segretario cittadino del Pd, Gennarino Masi, dallo stesso lato della barricata non hanno risparmiato bordate pesanti, puntando l’operato di Mascaro, utilizzando come trampolino il caso legato alla Cantina sociale per fiondarsi su tutta una serie di problemi e criticità. Per D’Ippolito quello di Lamezia Terme è in particolare un «Comune nel quale ci sarebbe bisogno di tantissime cose, di interventi veri e seri» mentre stiamo assistendo come al solito in queste settimane «a tutta una serie di passerelle, inaugurazioni di sagre e mostre, partecipazioni a convegni con messaggi di saluti ma intanto l’amministrazione vera di questa città in realtà non la stiamo vedendo».

I due temi principali

D’Ippolito punta poi a due grossi temi in particolare: il Psc, il piano strutturale comunale, e le criticità segnalate a suo tempo dalla commissione d’accesso antimafia. «L’amministrazione – ha sottolineato D’Ippolito – dice che sta lavorando su un progetto di più di 15 anni fa. Ma al di là della bontà del progetto, non possiamo ignorare che la Calabria e l’Italia sono cambiate in questi anni, e quindi dobbiamo adeguare questa città ai princìpi della transizione ecologica, renderla sostenibile, una città dove lo sviluppo sia conforme alle esigenze dei cittadini e dell’ambiente, ma innanzitutto abbiamo bisogno che si riapra un confronto pubblico su questi temi». «C’è bisogno di consultare i cittadini perché è della vita e dello sviluppo di famiglie e imprese che si discute nel Psc e omettere questo passaggio significa negare una delle fasi più importanti nella dialettica democratica». «L’altra cosa importante era ripartire da tutte le segnalazioni inserite nella relazione della commissione antimafia come criticità e vedere di superarle, tra cui proprio il caso dell’ex Cantina sociale. Ma come nel caso del Psc, abbiamo un dato: la sottrazione all’utilizzo pubblico e comune di un bene importante».

«Mascaro ha lasciato il niente e ha ripreso con il niente»

Il deputato del M5S ha quindi messo in fila tutte le problematiche dell’amministrazione Mascaro: l’incapacità di intervenire su progetti importanti, l’interesse dei cittadini messo in secondo piano, i beni pubblici e quelli comuni e le attività a favore dell’intera cittadinanza «scomparse dai radar di questa amministrazione, così com’era avvenuto anche prima del terzo scioglimento». «L’elemento caratterizzante della gestione Mascaro è che da dove ha lasciato, con il niente, ha ripreso, ancora con il niente. E non ci sono scuse: ogni qual volta vengono presentate istanze in città, ci sentiamo rispondere sempre “non abbiamo personale” o “abbiamo una serie di adempimenti”, dimenticandosi delle risorse che abbiamo messo a disposizione di questo Comune che sono completamente inutilizzate; abbiamo dato la possibilità di assumere personale con la specifica indicazione di rendere progettualità per il Pnrr e non risulta che sia stato fatto. Questo è lo stato dell’arte rispetto al quale chiediamo una inversione di rotta anche se siamo poco fiduciosi che questo accada, ma almeno assolviamo il compito di rendere partecipi i cittadini di questo stato di cose».  

«Si diventa sindaco per risolvere i problemi»

Altro durissimo attacco è quello lanciato dal consigliere regionale d’opposizione Amalia Bruni. «Quella di Lamezia è una collettività morta dal punto di vista culturale e professione e lo dicono tutte le valutazioni. Ci saremmo aspettati un’amministrazione che riuscisse far sognare questa città per come meritava e per come tuttora merita. Ho presentato al sindaco e al vicesindaco alcune ipotesi di sviluppo, parlavamo di “smartcity” nel 2015, ma parliamo di un livello esistente in Europa a cui se partecipa una città del nord Italia delle stesse dimensioni, perché mai non può farlo anche Lamezia, entrando in una cinta di opportunità che questa città avrebbe di fare ed essere aiutata negli sviluppi progettuali, di essere accompagnata». «Capisco le difficoltà – spiega ancora Amalia Bruni – anche quelle delle persone con cui si interloquisce, ma ci sono probabilmente tanti modi per bypassarle, affrontando una serie di concorsi, aiutandosi insieme ad altri Comuni e organizzare una vivibilità di quest’area che non è solo quella di Lamezia ma di un “Lametino” che è enorme, ma non abbiamo la contezza di una città che si muove in un’ottica di risoluzione delle problematiche. E questo ci mette in una posizione critica, pur accettando le scuse del periodo difficile della pandemia e della riduzione del personale amministrativo del Comune ma credo che la gente che si candida ad essere sindaco debba avere la capacità di superamento dei problemi, trovando le soluzioni perché è stato eletto proprio perché trovasse soluzioni per questa città».

«A Lamezia situazione al limite»

«Intanto sono già passati 8 mesi dal ritorno dell’amministrazione Mascaro – precisa infine Rosario Piccioni – un tempo necessario per poter ampiamente programmare gli interventi necessari. E invece basta fare un giro per la città per accorgersi del degrado, delle condizioni di parchi e spazi pubblici ormai impraticabili e inutilizzabili, erbacce ovunque. Per non parlare della spiaggia, con i lavori di pulizia iniziati solo ora, a giugno. Una situazione al limite, di grande emergenza e su questo c’è la nostra forte condanna politica perché bisognava preparare gli interventi e non intervenire all’ultimo secondo». (redazione@corrierecal.it)

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