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La “scoperta” di Silvio Greco: «Mare inquinato per gli scarichi illegali»

Lo scienziato: «La maladepurazione influenza il fenomeno per il 45-50%, il resto dipende dalle cattive abitudini dei calabresi»

Pubblicato il: 13/06/2022 – 12:14
La “scoperta” di Silvio Greco: «Mare inquinato per gli scarichi illegali»

LAMEZIA TERME Mari inquinati? Per il 50% dipende dalla maladepurazione, per l’altra metà dalle abitudini dei calabresi che «pensano che il mare sia una discarica».
Lo ha detto questa mattina nel corso di Buongiorno Regione, andato in onda su Rai 3 Calabria, Silvio Greco, direttore della stazione zoologica Anton Dohrn, consulente ambientale della Regione Calabria.
«Quest’anno, rispetto al passato c’è una novità: da novembre scorso, grazie ad un accordo tra il presidente della Regione, Roberto Occhiuto e la stazione zoologica Anton Dohrn, abbiamo iniziato una serie di osservazioni su tutta la fascia costiera calabrese con particolare attenzione tra Tortora e Nicotera. E con una grande sorpresa. Pensavamo – ha spiegato Greco – che la maladepurazione potesse essere il 100% della causa dei mari inquinati di questi anni ed invece, dopo aver effettuato 150 prelievi, abbiamo notato che la maladepurazione influenza il fenomeno solo per il 45-50%. Significa che tutto il resto è frutto di una serie di posizioni assurde dei calabresi che pensano di poter sversare a mare, impunemente, di tutto e di più. Dai sopralluoghi quotidiani individuiamo fonti di scarico illegali che nulla hanno a che fare con la depurazione. Questo significa che i calabresi devono iniziare ad assumersi le loro responsabilità, altrimenti è inutile ripetere ogni anno che “il mare è sporco”».

Gli scarichi illegali di proprietari di case sulla spiaggia e imprenditori

«Questi scarichi illegali – ha sottolineato Greco – interessano tutti, dai proprietari delle case sulla spiaggia che non utilizzano gli autospurghi, da alcuni imprenditori poco lungimiranti che nottetempo scaricano le loro vasche, fino a tutta una serie di attività come le lavanderie industriali che riversano tutte a mare. La notizia è questa. Il risultato è scientifico perché abbiamo caratterizzato le acque di scarico dei depuratori. Con un termoscanner ed un elicottero siamo andati a verificare tutti questi reflui e le azioni dei carabinieri e della capitaneria di porto convergono tutti verso questo dato: oltre il 50% dei punti interessati non sono collegati ai depuratori ma a scarichi familiari, agricoli o di piccoli opifici dell’industria».

«Nei depuratori tonnellate di sabbia e fanghi. Ora sono stati svuotati»

Dagli impianti di depurazione sembrano giungere anche buone notizie. «Grazie all’ordinanza della giunta Occhiuto con cui i comuni sono dovuti intervenire per ripulire i depuratori dai fanghi e la sabbia – ha evidenziato il direttore della stazione zoologica Anton Dohrn – ne abbiamo individuati alcuni in cui si erano depositati oltre 100 tonnellate di sabbia oltre ai fanghi. Significa che quei depuratori non erano mai stati gestiti in maniera corretta. Ora sono stati svuotati ed è come se quei depuratori possano ripartire a regime. Ovviamente c’è il tema della gestione, sul quale si sta lavorando. Così come stiamo lavorando, sempre su indicazione delle Regione, anche sulla pulizia dei fossi e dei torrenti e sulle condotte, alcune delle quali danneggiate. Ma ciò che mi ha sconvolto – ha concluso Silvio Greco – è l’atteggiamento, il malcostume di noi calabresi che pensiamo che il mare sia una discarica».   

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