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I nodi della Sanità

L’Asp che non riesce ad assumere: il “caso Crotone” emblema di un sistema nazionale in tilt

Carenza di specialisti, bandi deserti, commissioni infruttuose e limiti normativi: lo scenario tracciato dal commissario Asp, Domenico Sperlì

Pubblicato il: 02/07/2022 – 8:00
di Giuliano Carella
L’Asp che non riesce ad assumere: il “caso Crotone” emblema di un sistema nazionale in tilt

CROTONE Un piano del personale giunto alla sua terza riformulazione. Concorsi che finiscono deserti per mancanza di candidati e che, quando poi si cerca di espletare, sono invece i commissari a latitare. Il depauperamento del personale medico-sanitario all’Asp di Crotone passa da qui.
All’origine di tutto, le solite scelte miopi dello Stato italiano che, nei decenni passati, attraverso la riduzione dei posti per i corsi di specialistica ha prodotto la mancanza di professionisti in alcuni settori a grande richiesta sanitaria. Così per l’Asp calabrese, come per le eccellenze del Sistema sanitario nazionale. Compresa la virtuosa Toscana.
Una triste e quanto mai preoccupante realtà, tracciata dal commissario dell’Asp di Crotone, Domenico Sperlì, nel corso di questa settimana.
L’Azienda sanitaria che lui dirige attende oggi l’arrivo di macchinari all’avanguardia finanziati dalla Regione attraverso il Pnrr. E nutre grandi aspettative in questo senso. Eppure, a non far trascorrere sonni tranquilli al commissario Sperlì è soprattutto la carenza di personale medico e l’impossibilità a reclutarlo. «Se intendiamo implementare le attività di tipo diagnostico e terapeutico dobbiamo tener conto anche dell’aumento del personale medico», premette il commissario. Ma la sua è una voce senza eco in quell’enorme paradosso – forse più un baratro – che ci si ostina a chiamare sanità pubblica.

Concorsi banditi e ribanditi dal 2021

«L’Asp di Crotone – precisa il commissario – sta bandendo concorsi dal febbraio del 2021. Eppure, per alcune branche specialistiche, non si riesce ad assumere il personale nel numero dei posti richiesto. Un esempio in questo senso, almeno per la mia Asp, è stato Ortopedia: un concorso per 5 ortopedici che è stato partecipato da un solo ortopedico. Non si è presentato nessuno altro. È stato ovviamente ribandito».
Colpa dell’Asp? «Su una cosa però vorrei essere chiaro – ribatte il commissario –: tutte le procedure previste dalla normativa vigente vengono attuate da questa Azienda sanitaria provinciale. Faccio un altro esempio che è più recente e che è di grande significato: è andato in pensione il responsabile della Neuropsichiatria infantile nel maggio scorso. Noi ci eravamo mossi già da gennaio per reperire risorse, quindi specialisti in neuropsichiatria infantile. Come è andata a finire? Abbiamo ottenuto una sola disponibilità di una specialista che è al quinto anno di specializzazione all’Università di Varese, che si specializzerà a ottobre e che, quindi, prima di novembre non potrà prendere servizio. Tutto da rifare!».

Il tentativo degli specialisti ambulatoriali

Il commissario riferisce di aver provato anche altre strade rispetto ai concorsi. «Abbiamo pensato di utilizzare gli specialisti ambulatoriali convenzionati – rivela Sperlì – che dovrebbero lavorare anche in ospedale. Abbiamo fatto degli avvisi per incarico a tempo determinato nelle more di poter assegnare incarichi a 38 ore. Inizialmente hanno dato disponibilità due persone che, contattate per il conferimento dell’incarico, hanno detto no. Il rifiuto, però, non è stato dettato dal fatto che fosse Crotone l’Asp l’ente proponente, ma è stato motivato dalla mancanza di convenienza ad accettare l’incarico da parte degli stessi partecipanti. Sui motivi per cui non lo ritenessero conveniente, ovviamente, non entro nel merito, ma questo è il dato di fatto».
Una tenue speranza è però giunta di recente sul fronte concorsi per l’Asp di Crotone. «Abbiamo bandito il concorso per Neuropsichiatria infantile nuovamente – rivela Sperlì – e con mia grande sorpresa, vista la carenza di cure specialistiche in diverse branche, ci sono cinque domande. Appena riusciremo a costituire la commissione valutatrice, e questo è un altro punto nodale nell’espletamento dei concorsi, spero che i componenti accettino».

AAA cercasi commissione esaminatrice

Già, perché un altro tasto dolente delle procedure a evidenza pubblica per il reclutamento del personale, sono proprio le commissioni. Almeno secondo il racconto del commissario dell’Asp pitagorica. «I commissari – chiarisce Sperlì – vengono sorteggiati dall’Asp e dalla Regione: nel momento in cui vengono sorteggiati sono dunque contattati per far parte delle commissioni. Spesso – stigmatizza –, ma questo non è un problema solo dell’Azienda sanitaria di Crotone, i sorteggiati rifiutano di farne parte. Durante la pandemia, in molti hanno espresso il loro rifiuto in ragione del rischio contagi. Anche oggi spesso continuano a rifiutare e intanto noi a non riusciamo a espletare i concorsi».
Difende però il suo operato Sperlì. «Nel momento in cui riusciamo a costituire le commissioni – ribatte il commissario – i concorsi vengono espletati e le relative date vengono fissate a brevissima scadenza, in genere in un unico giorno, chiedendo la disponibilità dei candidati perché potrebbero anche dire, come prevede la normativa, preferisco una prova oggi e l’altra fra 15 giorni. Quindi c’è tutta l’attenzione dell’azienda sanitaria provincia a risolvere questi problemi».

L’Asp ha comunque assunto 32 medici

«Non vorrei dare l’idea – mette le mani avanti Sperlì – che fino a questo momento non si sia fatto nulla. Abbiamo assunto nella nostra Asp, per quello che siamo riusciti a espletare, 32 medici. E poi ci sono altri concorsi in itinere – sottolinea – per altre figure professionali come tecnici di neurofisiopatologia, fisioterapisti, educatori sanitari che saranno destinati però a un setting particolare che riguarda sempre l’ambito della neuropsichiatria infantile».
Non quantifica a quanto ammonta il sottorganico dell’ospedale di Crotone il commissario Sperlì. «Sono tanti i medici che mancano – ammette –. Abbiamo già fatto tre volte la rimodulazione del fabbisogno del personale sulla base proprio di quello che riuscivamo ad acquisire, ma anche sulla base delle esigenze che ci sono. Adesso è stato emanato il decreto 77 che riguarda l’organizzazione territoriale. Quando parlo di concorsi – precisa Sperlì – non mi riferisco solo a livello ospedaliero, ma anche di medicina sul territorio che va sicuramente sviluppata. Dobbiamo avere la possibilità di acquisire queste risorse».

Il caso della Toscana e di Napoli

Difficoltà che Sperlì dice di non riguardare esclusivamente il territorio di Crotone ma che «affliggono anche le realtà più floride e meglio organizzate del Sistema sanitario nazionale». «Faccio l’esempio di una Regione – rilancia Sperlì – ritenuta virtuosa per l’organizzazione sanitaria: l’area centro della Toscana. Ebbene, questa azienda pubblica ha bandito un concorso per medici di pronto soccorso e anche lì non si è presentato nessuno. Tempo fa, una situazione analoga si è registrata al Cardarelli di Napoli. Quindi è una situazione – sostiene il commissario – che purtroppo vivono tutte le realtà sanitarie del Paese. Bisogna che si intervenga attraverso la politica nazionale».

Le proposte per superare l’impasse

Sperlì ha dalla sua anche qualche proposta per ovviare alla crisi di personale medico. «La butto lì – azzarda il commissario –, ci sono i medici di che fanno il corso di formazione in medicina generale per i quali non è previsto che prestino servizio nei servizi di emergenza-urgenza: perché non utilizzare loro durante questi tre anni di formazione anche nei servizi emergenza? È chiaro che questo implica una revisione della normativa vigente che non è compito dei commissari…». «Forse – suggerisce Sperlì – sarebbe bene fare un passo indietro rispetto ad alcuni decenni fa, quando fu presa la decisione di ridurre il numero dei posti delle scuole di specializzazione. Una decisione che si basò su una motivazione di tipo economico, ma che adesso l’Unione europea ha chiesto all’Italia di adeguare come Paese membro».
«Gli specializzandi devono essere equiparati – propone ancora il commissario – agli assistenti in formazione e quindi così retribuiti, eppure si è deciso che non c’erano le risorse per fare questo, senza pensare alle conseguenze che sarebbero venute. Il governo ha intanto deciso lo scorso anno di aumentare di 4.800 posti il numero degli accessi alle scuole di specializzazione. È chiaro che per il sistema sanitario significano 4.800 che però avrà a disposizione minimo fra 5 anni».
La sensazione che rimane dall’ascolto del rapporto tracciato dal commissario Sperlì è che l’offerta sanitaria, per l’immediato futuro, ha assunto tutt’altro che i toni della ripresa. (redazione@corrierecal.it)

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