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Crisi di governo

M5s non vota la fiducia al Senato? Occorre un “sussulto” per ridare dignita’ al Paese…

Nella metà degli anni novanta dello scorso secolo, Berlusconi e anche altri, ripetevano ossessivamente che con la fine della “prima” Repubblica veniva smontato il “teatrino” della politica .Il nuo…

Pubblicato il: 14/07/2022 – 8:44
di Mario Tassone
M5s non vota la fiducia al Senato? Occorre un “sussulto” per ridare dignita’ al Paese…

Nella metà degli anni novanta dello scorso secolo, Berlusconi e anche altri, ripetevano ossessivamente che con la fine della “prima” Repubblica veniva smontato il “teatrino” della politica .
Il nuovo corso, si diceva, avrebbe dato vita a una stagione di stabilità, di semplificazione con la diminuzione delle formazioni politiche e dei gruppi parlamentari.
Nessuno negli anni 1993/4 ha compreso che l’approdo alla “seconda” repubblica era il prodotto della rivoluzione di alcuni procuratori.
Una fase di democrazia azzoppata.
Il Parlamento fatto di nominati perdeva la centralità e tante energie si disperdevano.
Si impose una casta che ha presunto che la propria visione coincidesse con quella dei cittadini, ridotti ad affollare le platee.
Voci spente scomparsi i partiti strumenti di formazione, di elaborazione progettuali e veicoli di idee. Oggi il teatrino è divenuto un teatro stabile.
Non si era mai giunti a un tale degrado.
Il Movimento 5Stelle non vota un provvedimento importante alla Camera (ha votato la fiducia per rimanere nel pantano dell’equivoco) e, cadendo nel ridicolo, nelle dichiarazioni di voto il Movimento fa una critica violenta ai contenuti del provvedimento in esame e non solo.
La serietà avrebbe consigliato un diverso comportamento per una formazione che sta al governo da sempre ed è stata la prima forza in Parlamento.
Nelle prossime ore i pentastellati pensano di non votare la fiducia al Senato.
A questo punto ci vuole un sussulto per restituire dignità al Paese.
Se una forza politica si dissocia su un provvedimento importanti come e’ il Dl Aiuti, il presidente del Consiglio si dimette.
La pantomima di un Movimento eversivo deve finire.
Al Presidente della Repubblica, con la saggezza e l’equilibrio ampiamente riconosciuti, spetta la decisione.
Nella prima Repubblica con il dissenso comunque espresso nelle sedi istituzionali e di partito, da parte di una componente anche minore della maggioranza, il Presidente del Consiglio traeva le conseguenze.
Un altro mondo.
Oggi la ragione è stata oscurata.
Ci sono tanti che recitano e continuano a farlo con i riflettori spenti in una sala vuota!

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