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Tensioni

Venti di guerra a Taiwan: «La Cina simula l’attacco»

Le forze di Taipei denunciano la presenza di molteplici aerei e navi cinesi: «Pronti a rispondere»

Pubblicato il: 06/08/2022 – 10:46
Venti di guerra a Taiwan: «La Cina simula l’attacco»

TAIPEI Le forze armate di Taiwan hanno dichiarato di aver osservato «molteplici» aerei e navi cinesi che operavano nello Stretto di Taiwan sabato, ritenendo che stessero simulando un attacco all’isola principale della democrazia autogovernata.
Le forze di Taipei hanno «individuato più gruppi di aerei e navi comuniste che svolgevano attività intorno allo Stretto di Taiwan, alcuni dei quali hanno attraversato la linea mediana. Si è ritenuto che stessero conducendo una simulazione di attacco all’isola principale di Taiwan», ha dichiarato il ministero della Difesa in un comunicato.

La tensione tra Pechino e Washington

Nella giornata di venerdì la Cina ha annunciato sanzioni contro la speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, Nancy Pelosi, per la visita a Taiwan e ha sospeso la cooperazione con gli Stati Uniti su otto dossier, tra cui gli incontri nel campo della Difesa e la cooperazione nella lotta ai cambiamenti climatici.
La risposta di Pechino giunge nel secondo giorno di esercitazioni militari attorno all’isola, durante la quali l’Esercito Popolare di Liberazione cinese ha continuato a testare la «capacità di combattimento» delle forze impiegate nelle aree in cui si svolgono le imponenti operazioni militari. Da Taipei, il ministero della Difesa di Taiwan ha segnalato un record di 68 aerei da combattimento e 13 navi da guerra cinesi che hanno solcato la linea mediana nello Stretto di Taiwan, condannando nuovamente le operazioni militari di Pechino.

Taiwan pronta a rispondere alle minacce

Taiwan è pronta a rispondere alle minacce militari cinesi «a seconda delle necessità», ha detto la presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, che ha definito «irresponsabili» le manovre dell’esercito cinese. Il vice capo dell’unità di ricerca e sviluppo del ministero della Difesa di Taiwan, Ou Yang Li-hsing, è stato trovato morto questa mattina in una stanza d’albergo nel Sud di Taiwan, secondo l’agenzia ufficiale taiwanese Central News Agency (Cna). Cinquantasette anni, Ou Yang lavorava al National Chung-Shan Institute of Science and Technology appartenente all’esercito. Le autorità, secondo i media locali, stanno indagando sulle cause e le circostanze della morte.
Ou Yang era in viaggio d’affari nella contea meridionale di Pingtung, ha riferito la Cna, aggiungendo che il funzionario aveva assunto l’incarico di supervisionare vari progetti di produzione missilistica, all’inizio di quest’anno.
Il National Chung-Shan Institute of Science and Technology sta lavorando sul raddoppio della capacità di produzione annuale di missili per contrastare la crescente minaccia militare della Cina.

Incontro Usa-Filippine

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha intanto incontrato il Presidente filippino Ferdinand Marcos Jr nel tentativo di rafforzare la “forte” alleanza tra i due Paesi, mentre la Cina conduce esercitazioni militari intorno alla vicina Taiwan. Blinken è il più rappresentativo politico statunitense a visitare la nazione del sud-est asiatico, alleata degli Stati Uniti in virtu’ di un trattato, da quando Marcos è entrato in carica, il 30 giugno.
«L’alleanza è forte e credo possa diventare ancora più forte», ha detto Blinken a Marcos durante l’incontro nel palazzo presidenziale della capitale Manila. Marcos ha salutato la “relazione speciale” tra i due Paesi.
Gli Stati Uniti hanno un patto di sicurezza con le Filippine e hanno sostenuto la loro ex colonia nelle dispute sempre più accese con Pechino nel Mar Cinese Meridionale.  

Blinken: «Dalla Cina una sospensione irresponsabile»

La sospensione dei canali di cooperazione con gli Usa su clima e difesa deciso dalla Cina è «irresponsabile». Lo ha denunciato il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, in visita in Asia. Il capo della diplomazia americana ha poi avvertito che l’uscita di Pechino dal dialogo sui cambiamenti climatici potrebbe avere conseguenze “durature” per il futuro della regione e del pianeta.
Ieri, infatti, la Cina aveva annunciato sanzioni contro la speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, Nancy Pelosi, per la visita a Taiwan mettendo in pausa la cooperazione con gli Stati Uniti su otto dossier, tra cui gli incontri nel campo della Difesa e la cooperazione sul clima. 
Gli Stati Uniti manterranno canali aperti con la Cina per evitare «errori di comunicazione». Lo ha assicurato dalle Filippine il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, sottolineando che sia Washington che il mondo intero hanno un “interesse costante” nel mantenere aperto il dialogo.

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