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«Rilanciare Amaco con una nuova vision e un piano industriale condiviso»

«In merito all’articolo apparso sugli organi di stampa negli scorsi giorni, nel quale il sindaco Caruso stigmatizza come “ingenerose” le riflessioni delle organizzazioni sindacali che, a suo dire,…

Pubblicato il: 12/09/2022 – 11:02
di Umberto Calabrone
«Rilanciare Amaco con una nuova vision e un piano industriale condiviso»

«In merito all’articolo apparso sugli organi di stampa negli scorsi giorni, nel quale il sindaco Caruso stigmatizza come “ingenerose” le riflessioni delle organizzazioni sindacali che, a suo dire, sarebbero rimaste, negli anni passati, nelle retrovie di fronte alle storiche problematiche dell’Amaco, ci preme evidenziare che sarebbe sufficiente leggere i verbali delle commissioni nelle quali si è discusso della suddetta questione per rilevare, anche in maniera lampante, chi è stato nelle retrovie, chi si è sempre appiattito sulle posizioni aziendali e chi le ha contrastate. La nostra organizzazione, insieme alla Filt Cgil, non solo è stata quella che puntualmente ha sollecitato i tavoli di discussione ed i confronti, ma anche quella che ha espresso le maggiori perplessità in merito alle rassicurazioni che l’amministratore unico dell’azienda ha sempre opposto circa lo stato di salute di Amaco, considerando le nostre preoccupazioni infondate. Allo stato dell’arte, evidentemente, le nostre riflessioni non erano né infondate né catastrofiste. Già allora non era difficile prevedere che la rinuncia da parte dell’azienda a crediti già iscritti in bilancio senza una posta in entrata, almeno di pari importo, avrebbe comportato un ulteriore aggravamento della situazione economica, già di suo non florida. Per non voler parlare di tutta una serie di operazioni che si sono perpetrate negli anni e che la Cgil ha sempre evidenziato come inopportune se non del tutto errate: dai contratti per consulenza esterne ai concorsi interni per incarichi apicali che, di fatto, hanno ridotto all’osso il personale di guida, dall’esternalizzazione dell’officina al mancato recupero degli introiti da traffico, dalla mancata riparazione delle macchine emettitrici di biglietti alla conseguente impossibilità di verificare i titoli di viaggio, il taglio del salario dei lavoratori attraverso il blocco arbitrario del contratto di secondo livello e la messa in Cig dei lavoratori, per finire con l’eliminazione quasi in toto dei servizi ausiliari che, preme dirlo, negli anni precedenti avevano garantito importanti entrate economiche. Ha ragione il Sindaco Caruso quando afferma che le problematiche di Amaco affondano le radici nelle passate gestioni e che si sono aggravate con la pandemia e la guerra in corso nel centro dell’Europa, ma proprio perché ne siamo consapevoli, e per un forte senso di responsabilità nei confronti degli utenti della collettività, abbiamo inteso sospendere lo sciopero proclamato prima dell’insediamento di questa amministrazione. Abbiamo dato fiducia a fronte delle dichiarazioni da parte del Sindaco in commissione che entro questo settembre si sarebbero fornite risposte e novità positive per l’azienda. Auspichiamo che l’assenza, che condividiamo, del Comune all’assemblea dei soci che avrebbe dovuto portare all’approvazione del bilancio in assenza di una relazione esplicativa che ne precisasse i contenuti, possa essere il primo passo per una riflessione su quello che è stato, e vorrebbe continuare ad essere, il modus operandi dell’azienda, nell’attesa di conoscerne anche noi i contenuti. Siamo convinti che il trasferimento di beni dal valore di circa 2 milioni di euro, comunque utili, non risolleveranno le sorti di Amaco, la crisi è profonda e strutturale ed il risanamento dovrà necessariamente passare dalla discontinuità di gestione e nell’interesse dei lavoratori e della collettività cosentina. Il sindaco, che siamo sicuri, tiene fortemente alle sorti dell’azienda, visto che ha inteso incontrare tutti i lavoratori in azienda poche settimane fa, apra una discussione con le organizzazioni sindacali finalizzato a rilanciare l’azienda attraverso un piano industriale, esigibile e di prospettiva. Il salvataggio dell’Amaco dei posti di lavoro e la garanzia dei servizi passano da una nuova visione di trasporto pubblico locale che non può prescindere anche da un confronto con la Regione Calabria!».

*Segretario generale Cgil Cosenza

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