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«Denunciare il pizzo a Reggio conviene». Le imprese contro la mafia sono più forti

Il rapporto di Libera dimostra che entrare nella rete antimafia rafforza l’economia: «Circa 14 milioni il fatturato e oltre 350 addetti»

Pubblicato il: 17/09/2022 – 8:00
«Denunciare il pizzo a Reggio conviene». Le imprese contro la mafia sono più forti

REGGIO CALABRIA Entrare nella rete sociale “ReggioLiberaReggio la libertà non ha pizzo” conviene e rende più forte il sistema economico di chi aderisce, lanciando un forte segnale di contrasto alla ndrangheta. Il dato è emerso dallo studio elaborato da Libera “Fare impresa a Reggio Calabria tra condizionamenti mafiosi, vincoli infrastrutturali e carenza di servizi”. Si tratta di una indagine condotta tra gennaio e giugno 2020, prendendo ad esame circa 60 aderenti alla rete “ReggioLiberaReggio”, su chi hanno risposto in 20 imprese con sede nel Comune di Reggio Calabria o in Comuni limitrofi. Alla presentazione del rapporto presentato ieri hanno partecipato don Ennio Stamile, rappresentante di Libera in Calabria; Maria Rachele Bellomi, coordinatrice di ReggioLiberaReggio; e il ricercatore Dario Musolino, docente di scenari economici all’Università Bocconi di Milano.

I dati

Dallo studio è emerso che le imprese aderenti alla rete RLR hanno un peso assoluto e relativo non trascurabile nel contesto economico locale, con circa 14 milioni di euro di fatturato, impiegando oltre 350 addetti.
La forma giuridica delle imprese aderenti evidenzia che quelle di servizi sono circa il 60% del totale e sono caratterizzate da una forte varietà: grande e piccola distribuzione, turismo, ristorazione, servizi alle imprese, servizi alla persona. Seguono le imprese dell’industria e delle costruzioni, circa il 30%, e le imprese agricole, che incidono per poco più del 10%. Eterogenea è anche la composizione in termini di forma giuridica: individuali 36%, società di persone 11%, società di capitali 25%. Rilevante è anche la quota di realtà cooperative e associative. Da sottolineare che diverse di queste imprese sono a gestione familiare.
Per quanto riguarda le performance economiche, la gran parte delle imprese iscritte a RLR che hanno partecipato all’indagine gode di una buona condizione di salute economica, appena il 10% delle imprese rispondenti è in perdita, mentre circa tre imprese su dieci sono in utile, fino al 10% del fatturato, e sei imprese su dieci presentano un utile perfino superiore al 10% del fatturato. La Pubblica amministrazione ai vari livelli territoriali di governo, le più rilevanti funzioni pubbliche gestite centralmente: giustizia, previdenza, come anche i servizi collettivi in capo a soggetti pubblici e/o privati: gestione rifiuti, servizi idrici, sanità, trasporti, ICT, sono ampiamente considerati punti di debolezza del contesto reggino. Il giudizio negativo insiste in misura particolarmente evidente sui servizi collettivi: ammonta infatti all’80% circa la percentuale di imprese intervistate che li valuta come punti di debolezza del territorio. Al contrario, altri fattori di contesto quali qualità ambientale e della vita, asset culturali e artistici, e costo della vita, ricevono giudizi più bilanciati: una quota importante degli intervistati, tra il 40% e l’80%, li considera infatti dei punti di forza. Interessante è anche la valutazione dell’offerta di lavoro locale: risorse umane, che è in parte positiva o intermedia. Infine, fortemente negativo, come si poteva assumere, è il giudizio riguardo alla sicurezza e alla presenza di fenomeni corruttivi. Dalle imprese intervistate, due su tre non hanno sperimentato direttamente forme di condizionamenti da parte della mafia: danneggiamenti, minacce, estorsioni, attentati. In un caso su tre invece sono state oggetto di qualche forma di intimidazione e/o atto violento. I principali tipi di condizionamenti subiti sono danneggiamenti e minacce. Rari quindi sono gli atti maggiormente violenti e distruttivi, come gli attentati.

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