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Dall’ulivo agli agrumi, dal kiwi alle zucchine: «L’economia circolare» dell’azienda Cordopatri

Ospite di “Coltiviamo capolavori”, Francesco Cordopatri, titolare dell’omonima azienda. «Trasformiamo la tradizione in attualità e futuro»

Pubblicato il: 21/09/2022 – 9:28
Dall’ulivo agli agrumi, dal kiwi alle zucchine: «L’economia circolare» dell’azienda Cordopatri

LAMEZIA TERME «Ho raccolto il testimone di una tradizione agricola che stiamo provando a trasformare in attualità e quindi in futuro. L’agricoltura di oggi è innovazione e sperimentazione». È stato questo l’incipit di Francesco Cordopatri, titolare dell’azienda omonima di Taurianova, specializzata in olivicoltura, agrumicoltura, coltivazione di kiwi e zucchine, ospite di “Coltiviamo capolavori”, andato in onda ieri sera su L’altro Corriere Tv.
«L’azienda – ha raccontato nel corso dell’approfondimento di Confagricoltura condotto da Saveria Sisto – ha radici profonde, è stata creata dalla nostra famiglia quando da Napoli si è trasferita nella Piana nel 1200. Da allora l’azienda si è sviluppata ed io provo a contribuire a questa evoluzione in termini di aggiornamenti e innovazione».

L’olivicoltura

L’azienda si estende su 150 ettari, nel cuore della Piana di Gioia Tauro. «L’olivo è la coltura principe ed i nostri ulivi rientrano in quella ondata di olivicoltura che ha preso forma a fine ‘800. In più c’è qualche esemplare che risale a periodi antecedenti di cui ritroviamo testimonianze anche nei documenti: alcuni di questi – ha spiegato Cordopatri – risalgono alla fine del ‘600».
«Questi uliveti hanno la caratteristica dell’ipertrofia – ha raccontato l’imprenditore -. L’ambiente fertilissimo unito ai genotipi locali fanno crescere i cosiddetti “ciclopi”: alberi di ulivo molto grandi che sembrano delle sculture sicuramente belle ma difficili da gestire».
«Per lavorare questi tipi di piante – ha illustrato Cordopatri – abbiamo dovuto studiare opere ingegneristiche e macchinari ad hoc. La sfida quotidiana è quella di utilizzarne i prodotti conservandone la bellezza. Le cultivar locali, la ottobratica e la sinipolese, sono molto generose e l’olio prodotto viene conferito ad alcune organizzazioni di coltivatori che ci aiutano nella lavorazione finale e nel confezionamento».

Saveria Sisto con Francesco Cordopatri

L’agrumicoltura

«L’azienda – ha specificato poi Cordopatri – si dedica anche all’agrumicultura, alla coltivazione di arance (la moro e la nevel), e delle clementine. I pezzi pregiati finiscono nei mercati del fresco, le parti sottocalibro sono invece utilizzate nella trasformazione e nella produzione di succhi biologici. E produciamo anche limoni, la cosiddetta zagara bianca, una varietà che si coltiva molto bene sotto gli ulivi».
La coltivazione di agrumi ha detto poi l’imprenditore «è nata come alternativa all’ulivo e la massima diffusione la si deve alla trasformazione degli agrumi, quindi all’industria che produce succhi».

I kiwi

«Tra le colture che ci stanno dando maggiori soddisfazione anche in termini economici – ha aggiunto Cordopatri – ci sono i kiwi. Importato in questi territori tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80, il frutto si è radicato nella Piana tanto da renderla protagonista dei mercati nazionali. Da qualche tempo abbiamo iniziato a coltivare anche il kiwi a polpa gialla, che è venduto sui mercati a più del doppio del kiwi verde, anche perché consente innovazioni particolari».
I kiwi della Piana sono ormai ricercatissimi sui mercati. «Stiamo incrementando la produzione – ha detto a questo proposito l’imprenditore – anche grazie a fondi regionali ed europei. Il nostro prodotto finisce sui mercati del fresco, in Europa e nel mondo».
Caratteristica del prodotto è la resistenza al trasporto. «È un frutto robusto e resiliente – ha specificato Cordopatri – e per questo viene raccolto prima della sua maturazione che consente di essere spedito e di raggiungere le destinazioni mostrando ancora qualità. I nostri kiwi sono facilmente conservabili fino alla primavera».

La zucchina

«Per differenziarci – ha aggiunto il titolare dell’azienda Cordopatri – abbiamo introdotto la coltivazione di una varietà antica rivisitata, la zucchina centenaria. L’idea è nata dalla costatazione della bontà della produzione. I miei studi, i confronti con altri imprenditori, i seminari e gli aggiornamenti di Confagricoltura a cui ho partecipato mi hanno incuriosito e così ho iniziato a dedicarmi a questo ortaggio. Quella curiosità si è trasformata poi in studio e quindi in progetto».
Per le qualità «chimiche, fisiche, biologiche, la zucchina è appetibile sui mercati e per le sue proprietà nutraceutiche è consigliata in molte diete, ha un apporto contenuto di calorie, viene quasi utilizzato come farmaco alimentare».
Cordopatri ha raccontato anche di aver scoperto «ecotipi» diversi di zucchine. «Grazie alla sperimentazione la nostra produzione si estende da giugno a novembre inoltrato».
Il kiwi e la zucchina, dunque, «nascono come progetto di filiale per fare rete nel territorio» e rientrano in un progetto di «economia circolare». Tecnicamente, ha specificato Francesco Cordopatri, «le serre nelle quali vengono coltivate le zucchine sono quelle delle colture obsolete dei kiwi, con alcune modifiche che ci permettono di valorizzare i terreni nello stesso anno».
«E poi la pianta della zucchina viene utilizzata anche nella cosmesi. Peraltro è tutta commestibile: la foglia, il tubero e il frutto che si mangia sia cotto che crudo».
L’azienda si occupa anche della trasformazione delle zucchine, dalla «composta utilizzabile dalla colazione sui biscotti alla cena sui formaggi; delle conserve aromatizzate sott’olio. Il prodotto fresco destinato alla lavorazione della composta e delle conserve – ha concluso Francesco Cordopatri – viene lavorato in una azienda della sezione Giovani di Confagricoltura di Benestare». (redazione@corrierecal.it)

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