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L’operazione

Missione in Libano, un elicottero del “Sirio” lametino effettua evacuazione d’urgenza – FOTO

La Task Force è intervenuta per trasferire un “Casco Blu” di nazionalità straniera. È stato operato all’ospedale Saint George di Beirut

Pubblicato il: 05/10/2022 – 17:26
Missione in Libano, un elicottero del “Sirio” lametino effettua evacuazione d’urgenza – FOTO

LAMEZIA TERME La Task Force Italair è intervenuta in una missione di evacuazione sanitaria, a favore di un Casco Blu di nazionalità non italiana, che versava in condizioni particolarmente critiche. Per effettuare le operazioni sono stati adoperati elicotteri AB-212 dell’Aviazione dell’Esercito italiano, su base 2° Reggimento AVES “Sirio” di stanza a Lamezia Terme.
Il paziente, dopo essere stato stabilizzato e imbarcato su elicottero AB-212 in configurazione CASEVAC (CASualty EVAcuation) dall’Air Medical Evacuation Team che opera insieme al personale di Italair, è stato trasportato all’ospedale Saint George di Beirut, dove è stato sottoposto a un delicato intervento neurologico d’urgenza.
«Grazie alla prontezza operativa degli equipaggi e del personale di supporto a terra del 58° Task Group Italair – è detto in una nota rilanciata dal 2° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Sirio” – è stato possibile prestare le necessarie cure specialistiche. L’evacuazione sanitaria d’urgenza costituisce uno dei principali compiti svolti dalla Task Force nel Sud del Libano. Ogni giorno dell’anno, 24 ore su 24, l’assetto CASEVAC della Task Force è pronto a decollare entro 30 minuti dall’allertamento, al fine di garantire la salvaguardia della vita umana a favore del personale civile e militare in area di operazione».


«La Task Force Italair, comandata dal colonnello Fabrizio Barone, è un’unità di volo interforze – specifica la nota – che attualmente impiega elicotteri AB-212 dell’Aviazione dell’Esercito italiano, su base 2° Reggimento AVES “Sirio” di stanza a Lamezia Terme, ed equipaggi di volo e militari di supporto appartenenti principalmente all’Esercito italiano, con il concorso della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare, garantendo senza soluzione di continuità il supporto aereo alla missione UNIFIL, con missioni di ricognizione e osservazione in tutta l’area di operazione, in particolare lungo la Blue Line, la linea di demarcazione tra Israele e Libano, nel rispetto della risoluzione 1701 del 2006 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Costituita il 3 luglio 1979, rappresenta l’unità operativa più longeva delle Forze Armate italiane nell’ambito delle missioni internazionali cui il nostro paese ha partecipato».

La missione in Libano

Attualmente, la missione italiana in Libano a guida Brigata “Aosta”, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, al comando Generale di Brigata Giuseppe Bertoncello, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.
Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo. Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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