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Curia: «La partecipazione come strumento per una riforma organizzativa ed etica della sanità in Calabria»

Il portavoce di Comunità Competente: «Questa è la Calabria che chiede risposte. Così si contrasta il malaffare e la ‘ndrangheta»

Pubblicato il: 16/10/2022 – 18:06
Curia: «La partecipazione come strumento per una riforma organizzativa ed etica della sanità in Calabria»

«La bellissima e festosa iniziativa di oggi a Catanzaro Lido della “Prima Passeggiata in Rosa” per valorizzare la Breast Unit dell’A.O Pugliese Ciaccio di Catanzaro il cui Direttore è il dottore Abbonante, il sit in della settimana scorsa delle donne di San Giovanni in Fiore, grazie all’Associazione Donne e Diritti, perché il Presidio Ospedaliero di San Giovanni in Fiore avesse un mammografo e fosse dotato di sufficiente personale, la manifestazione molto partecipata di ieri presso la piazza San Rocco di Scilla del Comitato per la Casa della Salute perché, finalmente, si avesse una risposta definitiva sulla costruenda Casa della salute dopo la relazione tecnica negativa in merito al parere antisismico, la mobilitazione continua del Comitato per la Casa della salute di Siderno perché il Progetto definitivo sia consegnato all’Asp e della tenace Associazione Prosalus a favore del Nuovo Grande Ospedale della Piana e di tanti altri “focolai di partecipazione” ci dicono, da tempo, che i calabresi vogliono partecipare al rinnovamento della sanità calabrese alfine di abbattere le diseguaglianze di accesso alle cure di cui la nostra Regione è purtroppo malata da molto tempo». E’ quanto afferma in una nota il portavoce di Comunità Competente Rubens Curia.

«Così si contrasta il malaffare e la ‘ndrangheta»

«Questa – aggiunge – è la Calabria positiva, la Calabria del fare, lontana da stereotipi di rassegnazione, vicina ai fragili che vogliono che le Cure Domiciliari siano diffuse sul territorio regionale, alle persone che chiedono Consultori familiari funzionanti ogni 20.000 abitanti (assumiamo subito gli psicologi, gli assistenti sociali e le ostetriche perché ci sono), alle famiglie che chiedono Centri Diurni, ai medici di Medicina Generale ed ai Sindaci che chiedono che si attivino le Aft h12, agli ospedalieri in trincea che attendono dal 2017 che si acquistino con gli 86 milioni di euro disponibili le apparecchiature medicali. Questa è la Calabria che chiede risposte alla Regione e ai management aziendali in un confronto positivo e continuo, soprattutto così si contrasta il malaffare e la ‘ndrangheta».

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