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Migranti, la nave “Rise Above” verso il porto di Reggio Calabria

Ha a bordo 89 profughi. Da giorni si trova davanti alle coste orientali della Sicilia. Arrivo previsto alle 3 di questa notte. Nuovo sbarco a Roccella

Pubblicato il: 07/11/2022 – 18:35
Migranti, la nave “Rise Above” verso il porto di Reggio Calabria

ROMA La nave Rise Above, con 89 migranti a bordo, dovrebbe dirigersi – a quanto si apprende – verso il porto di Reggio Calabria. Da diversi giorni la nave della ong Mission Lifeline si trova davanti alle coste orientali della Sicilia, bloccata dal divieto di sbarco. L’arrivo è previsto per le 3 di questa notte, fa sapere la ong Mission Lifeline in un tweet.
Intanto l’Unhcr, l’Agenzia Onu per i Rifugiati, e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) continuano a sollecitare i governi europei affinché offrano rapidamente un porto sicuro e permettano lo sbarco immediato di quasi 600 persone rimaste sulle navi delle Ong dopo essere state salvate nelle zone di ricerca e soccorso (Sar) maltesi e libiche, nel Mediterraneo centrale.

Poschmann: «Sollevati dalla notizia»

«Siamo sollevati dal fatto che l’attesa in alto mare sia finita. La situazione a bordo è diventata sempre più critica negli ultimi giorni e ore. Ci aspettiamo che le autorità italiane diano a tutti l’accesso alla procedura di asilo nel pieno rispetto della legge e che le persone non debbano rimanere sulla nostra nave più del necessario». A dirlo è Hermine Poschmann, portavoce di Mission Lifeline, dopo che alla Rise Above con 89 persone a bordo è stato assegnato il porto di Reggio Calabria. L’arrivo, secondo quanto fa sapere l’ong, è previsto per le 3 di notte. «Dopo undici infruttuose richieste, il governo italiano ha almeno in parte ceduto. Con ogni probabilità, le 89 persone soccorse a bordo della nave non dovranno più passare la notte in mare aperto», spiegano dalla Rise Above. Sei persone con alcune gravi complicazioni mediche sono state evacuate dalla nave umanitaria. «Il mio ringraziamento speciale va all’equipaggio, che ha sopportato le condizioni più avverse – conclude Poschmann -. Possiamo essere contenti che questo gioco politico spietato non sia costato vite a bordo del Rise Above»

Le altre navi

«Abbiamo accolto con favore – sottolineano – gli sforzi dell’Italia per lo sbarco di circa 400 persone, le più vulnerabili a bordo di Humanity 1 e Geo Barents, tra cui minori che viaggiavano da soli e altre persone che avevano bisogno di cure mediche urgenti. Tuttavia, è urgente trovare una soluzione per tutti gli altri sopravvissuti su tutte e quattro le navi in mare. Nonostante i continui sforzi di advocacy, i sopravvissuti, alcuni dei quali sono in mare da due settimane, rimangono bloccati a bordo delle quattro navi Sar delle Ong. 234 persone sono rimaste sull’Ocean Viking, 217 sulla Geo Barents, 35 sull’Humanity 1 e altre 88 sulla Rise Above».
Le due organizzazioni chiedono «agli Stati della regione di proteggere le vite delle persone soccorse ponendo fine all’attuale impasse e offrendo un porto sicuro per lo sbarco. Lo sbarco in sicurezza dovrebbe essere seguito da una significativa condivisione delle responsabilità tra tutti gli Stati interessati attraverso accordi regionali e di cooperazione, in modo che tutti gli Stati costieri possano assolvere alle proprie responsabilità di ricerca, soccorso e sbarco. Un approccio frammentario e ad hoc in alto mare, che continui a lasciare soli gli Stati costieri, non può essere perseguito in questo modo e non è sostenibile .La priorità deve essere soprattutto quella di salvare vite e rispettare la dignità umana”. Sollecitano inoltre, “meccanismi di salvataggio dell’Unione europea sono urgentemente necessari” e continuano a chiedere “agli Stati di aumentare le risorse e le capacità per far fronte efficacemente alle loro responsabilità».
Secondo il Missing Migrants Project di Oim, «quest’anno almeno 1.337 persone sono morte o disperse lungo la rotta migratoria del Mediterraneo centrale. La maggior parte delle 88.000 persone arrivate via mare in Italia nel 2022 è stata soccorsa dalla Guardia Costiera italiana e da altre navi di soccorso dello Stato italiano o è arrivata autonomamente. Il 15% è stato soccorso da navi di Ong».
Nel 2022, circa 164 persone sono state ricollocate dall’Italia in Francia, Germania e Lussemburgo, nell’ambito del meccanismo di solidarietà volontaria. Questi sforzi sono fondamentali, ma devono essere ampliati. Sono inoltre necessari – concludono – sforzi regionali su entrambe le sponde del Mediterraneo, poiché le condizioni prevalenti in Libia e nei Paesi di origine continuano a deteriorarsi, spingendo persone disperate e vulnerabili a ricorrere a pericolose traversate in mare.

In 69 arrivano a Roccella Jonica

Nel tardo pomeriggio, a Roccella Jonica, in Calabria, c’è stato un ennesimo sbarco, il settimo negli ultimi dodici giorni e il settantesimo dall’inizio dell’anno. I migranti sbarcati, dopo essere stati soccorsi al largo dalla Guardia Costiera mentre erano a bordo di un’imbarcazione in legno con i motori in avaria, sono 69, di varia nazionalità. Del gruppo fanno parte 10 donne, di cui una incinta, e 9 bambini. Dopo lo sbarco, i migranti sono stati sottoposti a tampone molecolare e ospitati temporaneamente nella tensostruttura realizzata l’anno scorso nell’area portuale di Roccella. Sono dunque quasi 600 le persone approdate in Italia nelle ultime 24 ore senza ausilio delle ong.

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