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Alibrandi: «Il sindaco di Sant’Onofrio? Un pilota senza brevetto»

Il capogruppo di “Costruiamo il Futuro” replica al primo cittadino: «Sorvola le questioni che gli abbiamo posto senza darne nessuna risposta»

Pubblicato il: 26/11/2022 – 21:12
Alibrandi: «Il sindaco di Sant’Onofrio? Un pilota senza brevetto»

SANT’ONOFRIO «Si sente libero di volare il sindaco di Sant’Onofrio Antonino Pezzo, e probabilmente lo è, solo che evidentemente non si è reso conto che sta affrontando un volo lungo quattro anni con poco carburante, rivelando ulteriormente la sua incompetenza di pilota dell’amministrazione comunale». Non tarda ad arrivare la replica al primo cittadino del centro Vibonese a firma di Giuseppe Alibrandi, capogruppo in consiglio comunale di “Costruiamo il Futuro”. Alibrandi aggiunge: «Professandosi un pilota in grado di volare liberamente, il sindaco, ignora che dopo appena un anno, smarrendo completamente la rotta, è riuscito a far scontrare il velivolo facendo perdere quegli stessi pezzi che gli hanno permesso di prendere il volo. Del resto, la popolarità e la simpatia del sindaco erano note a tutti e senza i giovani al suo fianco, il suo più grande sogno di diventare primo cittadino, sarebbe rimasto solo un sogno. Il fatto che il sindaco si è ritrovato a rinnegare coloro i quali hanno sostenuto il suo stesso percorso politico, non è certamente una novità, le pagine dei libri di storia sono piene di casi come questo, d’altronde, anche “duemila anni fa, un signore con i sandali e la barba” fu rinnegato tre volte da Pietro». Il capogruppo insiste e si pone un interrogativo: «Siamo compiaciuti del fatto che il sindaco, talmente immedesimato nel ruolo del pilota di aereo, sorvoli le questioni che gli abbiamo posto senza darne nessuna risposta. Proviamo compassione per lui e ne comprendiamo la situazione di forte difficoltà, ma la domanda rimane: dicci perché? Considerando che spiegazioni non ce ne sono, comprendiamo le sue difficoltà a dare motivazioni per il gesto violento che ha commesso nei confronti dell’assessore Annamaria Donato facendogli gli auguri di buon lavoro mercoledì 16, e revocandola improvvisamente dall’incarico venerdì 18. Se non è ipocrisia questa…
Considerando che il sindaco ha più volte affermato pubblicamente, anche in sedi istituzionali, che sarebbe favorevole ad un inceneritore, ne comprendiamo le difficoltà a smentire tali affermazioni ai cittadini che l’hanno votato per non vedere sversare rifiuti sul territorio di Sant’Onofrio. Nella sua nota il sindaco scrive degli interventi volendo dire che sarebbe un male minore la realizzazione di termovalorizzatore rispetto ad una discarica (su questo saremmo curiosi di conoscere dati scientifici probatori), dopodiché da garanzia ai cittadini che nessuna discarica né un termovalorizzatore sarà realizzato sul nostro territorio.Sindaco non si arrampichi sugli specchi, ci ascolti, dica a tutti i cittadini che è vero. Aveva pensato (e accordato) che realizzare un inceneritore a Sant’Onofrio potesse essere una cosa buona, e dopo che la notizia è uscita all’esterno, ed ha cominciato a ricevere disprezzamenti dai cittadini, ha deciso di ritirare il tutto facendola passare come una bufala».

«L’inadeguatezza del sindaco è confermata dall’incapacità di trovare alternative valide»

Alibrandi si dice convinto che «di quello che è stato fatto in un anno di amministrazione comunale, ne rivendichiamo in parte i meriti, ma consideriamo anche le cose sbagliate che sono state fatte e quelle che non ci sono state permesse di fare. L’inadeguatezza del sindaco è confermata dall’incapacità di trovare alternative valide nell’interesse del paese e dei cittadini agli atti, nati per dispetto politico, che hanno visto violentare le associazioni del territorio, senza, ripeto, trovare valide alternative per far funzionare i servizi. Alla protesta deve essere sempre accompagnata una proposta. Quando si critica legittimamente un modo di agire, poi bisogna essere in grado di agire meglio. Da novembre 2021 abbiamo posto all’attenzione dell’amministrazione il decreto che stanziava i buoni spesa, affitti e utenze per le famiglie bisognose, buoni che sono stati erogati da tutti i comuni d’Italia. Abbiamo sollecitato più volte di mettere in pratica tutti gli atti che avrebbero consentito ai cittadini di ricevere un aiuto concreto. Ci siamo sostituiti agli assessori per preparare la bozza di delibera di giunta, la bozza dell’avviso e il modello di domanda senza che nessuno mai si sia interessato della questione. Dopo aver preparato tutti gli atti, che ripeto non ci competevano, cosa potevamo fare di più? Evidentemente il sindaco, non ha interesse per i bisogni dei cittadini in difficoltà ma piuttosto, pensa che fare il sindaco sia soltanto stilare un progetto o compilare un quadro economico. Fare il sindaco è una cosa, fare l’architetto è un’altra. Da oggi, su ogni atto e fatto perpetrato dall’amministrazione, in particolare modo su quei fatti delicati che potrebbero subire ingerenze esterne e avere secondi fini e interessi personali, saremo attenti a vigilare e all’occorrenza segnalare per il principio di legalità che ci appartiene».

La smentita: «Nessuna alleanza con gli avversari»

Poi la smentita: «Il tentativo del sindaco di accreditare una strampalata teoria secondo la quale avremmo creato un asse politico con l’opposizione, trova la stessa credibilità di quella teoria che sostiene che gli asini possano volare. Abbiamo contestato un modo di amministrare della passata amministrazione che non condividevamo e non rinneghiamo, a differenza di altri, quello che abbiamo detto. Noi rimaniamo coerenti. L’alludere che noi ci siamo alleati con gli avversari, considerando che non ci sono altre buone motivazioni, è un tentativo maldestro per cercare di screditarci. Il sindaco mente sapendo di mentire e, chiariamo, che non c’è e non ci sarà nessuna alleanza con chi abbiamo criticato fino ad oggi». Quindi la conclusione: «Gli avversari politici rimarranno avversari e il sindaco e la sua amministrazione sono diventati i nostri nuovi avversari politici per loro scelta e per scelta dei suoi due “consigliori”, uno interno e uno esterno, che hanno esclusivamente altri tipi di interessi e non di certo il bene del paese».

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