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l’intercettazione

I 900 chili di droga caduti assieme al ponte Morandi e il progetto della ‘ndrangheta. «Vogliamo fotterli ai neri…»

Due degli indagati dell’operazione “Blu notte” parlano del carico di droga coinvolto nel cedimento del ponte. Era destinato alla camorra

Pubblicato il: 14/12/2022 – 18:19
I 900 chili di droga caduti assieme al ponte Morandi e il progetto della ‘ndrangheta. «Vogliamo fotterli ai neri…»

GENOVA Nel crollo del ponte Morandi a Genova del 14 agosto 2018 era rimasto coinvolto anche un camion frigo carico di hashish che ‘ndrangheta e camorra cercarono di recuperare. È quanto emerge dalle pagine dell’ordinanza dell’operazione “Blu notte” della Dda di Reggio Calabria che ha portato all’arresto di 47 persone e 93 indagati in tutto. Nelle intercettazioni parlano due degli indagati riferendosi al video del crollo. «Al primo pilone che cade, nel secondo c’è questo camion giallo… Lo vedi benissimo…».
I due parlano di 900 chili di fumo «da fottere ai neri» da cui li avevano comprati e a cui avevano detto di averli persi appunto nel crollo. Gli indagati parlano anche di recuperare il camion tramite agganci nel mondo del recupero dei rottami. Una volta recuperata la droga sarebbe stata divisa a metà tra i due interlocutori.
Quel carico di droga, sempre stando alle intercettazioni, era destinato una cosca di camorra. Secondo quanto riferito, i soggetti dell’hinterland partenopeo avevano ingaggiato Benito Palaia Francesco allo scopo di effettuare un tentativo di recuperare la droga.
Dalle indagini svolte dalla Distrettuale, l’uomo grazie alle proprie aderenze nel settore del recupero rottami, avrebbe potuto individuare e trasportare la carcassa del mezzo contente il notevole quantitativo di hashish. L’accordo avrebbe in seguito previsto, appunto, una spartizione della sostanza stupefacente al 50%.

«Come è caduto il ponte gli è caduta una macchina di sopra»

«Come è caduto il ponte, si è seduto .. automaticamente gli è caduta una macchina di sopra». A parlare, in una intercettazione ambientale del marzo 2020 sono Francesco Benito Palaia e Rosario Caminiti, entrambi tra gli indagati nell’operazione “Blu notte”. E raccontano come il guidatore del furgone carico di hashish si sarebbe salvato dal disastro. «Nel discutere dei futuri traffici di stupefacente da organizzare – scrive il gip Vincenza Bellini – (Palaia, ndr) faceva riferimento al fatto che nel triste evento del crollo del ponte Morandi avvenuto a Genova il 14 agosto 2018, era stato coinvolto un cargo frigo imbottito di numerosi chili di hashish che erano destinati a dei malavitosi campani». Il detenuto domiciliare, scrive ancora il giudice, «con le proprie aderenze nel settore del recupero rottami, avrebbe potuto individuare e trasportare la carcassa del mezzo contente il notevole quantitativo di hashish».

L’intercettazione. «Io questi 900 chili glieli voglio fottere»

«Allora quando è caduto il ponte Morandi, se tu vai al primo video, il primo pilone che cade, al secondo c’è questo camion.. lo vedi benissimo, giallo con una cella frigorifera, piccolino. Ora questi marocchini sanno che il fumo non c’è più! Hai capito? Insomma – spiega Palaia al sodale – dice che i neri lo sanno che si è perso… noi stiamo ancora comprando da loro. Quindi io questi 900 chili glieli voglio fottere, dice, e tu hai la possibilità di prendertelo tutto… Gli ho chiesto in che senso. Io posso fare una cosa, gli ho detto, facciamo 50 e 50, io lo vendo e il 50% de lo prendi tu, tanto tu non l’hai pagato».

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