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Consiglio comunale

Il panem et circenses in salsa estiva: le opposizioni di Corigliano Rossano chiedono le dimissioni di Argentino

Le minoranze tuonano anche contro il superdirigente Soda: «Inaccettabile travalicamento di ruoli oltre il perimetro consentito dalla funzione»

Pubblicato il: 15/12/2022 – 20:08
di Luca Latella
Il panem et circenses in salsa estiva: le opposizioni di Corigliano Rossano chiedono le dimissioni di Argentino

CORIGLIANO ROSSANO Fuori programma sulla raccolta di firme che un gruppo di cittadini sta raccogliendo con l’obiettivo di giungere alla “scissione”. Il consiglio comunale di Corigliano Rossano, ieri sera si è aperto con l’intervento del consigliere di opposizione Vincenzo Scarcello che seppur fuori tema rispetto ai 17 punti all’ordine del giorno, ha voluto mettere in guardia il civico consesso. L’argomento ha scaldato gli animi del già candidato a sindaco Gino Promenzio che ha rinfacciato al primo cittadino la sua contrarietà alla fusione.
«Non possiamo fare finta di niente – ha sottolineato Scarcello, autore della delibera di fusione nel 2015 quando rivestiva il ruolo di presidente del consiglio comunale di Rossano – anche perché rispetto al tema della “scissione” serpeggia malcontento. Quel malcontento è però alimentato dalle politiche di questa amministrazione comunale».
La replica di Stasi, è stata sibillina: «Non enfatizzo questioni del genere – ha detto in sindaco – io rappresento la comunità da Apollinara a Pantano Martucci. Il miglior modo per rafforzare la città è lavorare».
I lavori sono poi proseguiti snocciolando tutti i punti previsti dai lavori assembleari, molti dei quali riferibili ad interrogazioni presentate dalle forze di minoranze.
Su tutte, quella che ha più scaldato gli animi, relativa al bilancio sulla stagione estiva presentata dai consiglieri Francesco Madeo, Mattia Salimbeni, Rocco Gammetta, Vincenzo Scarcello, Gennaro Scorza e Adele Olivo, la cui risposta è stata fornita non dall’assessore al Turismo, Costantino Argentino ma dal superdirigente Giovanni Soda. Il manager esterno – che al comune di Corigliano Rossano riveste i panni di una sorta di direttore generale – ha straripato in temi politici, discernendo come fosse un amministratore e non un tecnico in campi che – secondo l’opposizione – non gli competono. Soda ha però confermato come l’estate coriglianorossanese sia costata oltre 800mila euro, per molti intesa alla latina, panem et circenses.

Le opposizioni: «Preoccupati da regolarità e legittimità degli atti amministrativi»

«Ringraziamo Giovanni Soda – è quanto riporta una nota del giorno dopi a firma dei consiglieri comunali di opposizione Adele Olivo, Francesco Madeo, Luigi Promenzio, Gennaro Scorza, Mattia Salimbeni, Antonio Cassano, Rocco Gammetta, Raffaele Vulcano, Aldo Zagarese e Vincenzo Scarcello – per aver ribadito nella sostanza e nel merito, nel suo lungo intervento in streaming, al di là e nella cornice delle mille digressioni personali, soggettive e di ossequio alla Giunta Stasi, tutte ma proprio tutte le preoccupazioni, le censure e le contestazioni che da oltre un mese l’opposizione consiliare e sociale della città sta portando all’attenzione dell’opinione pubblica. Certo, nonostante i voli pindarici del Soda su argomenti non all’ordine del giorno come l’improbabile ed assurdo riferimento ai droni per misurare il successo turistico di una destinazione, o addirittura il riferimento ad un presunto cortometraggio da realizzare e di cui il reportage di un minuto già pagato 14 mila euro sarebbe solo il fantomatico trailer, precisiamo che restano intatte e saranno valutate in tutte le sedi – proseguono – tutte le altre nostre preoccupazioni in ordine alla regolarità e legittimità di atti amministrativi assunti dallo stesso dirigente. Come quelli richiamanti, ad esempio, l’urgenza di iniziative realizzate però un mese prima della pubblicazione degli stessi atti oppure quelle che autorizzano l’affidamento, come nel caso delle luminarie, a società che però realizzavano il servizio citato nella mattina stessa dell’assunzione formale della determina. Anomalie confermate e per nulla chiarite». 
«Al di là dei mirabolanti tentativi di arrampicarsi sugli specchi, cimentandosi in una imprevista lectio magistralis su temi e questioni del tutto inesatti e fuori luogo rispetto alle sole e precise domande poste dai consiglieri di opposizione sui numeri da confermare o smentire – insistono i consiglieri d’opposizione – e stendendo ancora una volta un velo pietoso sul rituale silenzio di una maggioranza che nel merito non sa mai di cosa si parla, la notizia è la seguente: l’intervento squisitamente politico e non tecnico di Soda ha di fatto sostituito quello dell’assessore al ramo, Costantino Argentino, rimasto silente per tutta la durata dell’assise, rimpiazzato alla fine anche dalle conclusioni dello stesso sindaco».

«Corigliano merita più che un “pr” come assessore al Turismo: Argentino si dimetta»

«Un assessore fantasma, quello al turismo, rimasto per oltre 40 minuti chino ad ascoltare dal superdirigente la lezione e la spiegazione della improbabile visione politica dell’esecutivo sul turismo, sostituendosi persino allo stesso sindaco – sostengono ancora Olivo, Madeo, Promenzio, Scorza, Salimbeni, Cassano, Rocco, Vulcano, Zagarese e Scarcello – che poi infatti ha divagato su altro. Una pagina squalificante per la dignità stessa dell’Amministrazione Comunale, per l’immagine dell’istituzione pubblica e per quella fondamentale distinzione tra organo politico e funzionari che sta alla base di quel principio di buon andamento della pubblica amministrazione tutelato dalla nostra Costituzione. Un evidente ed inaccettabile travalicamento di ruoli da parte del superdirigente che è andato ben oltre il perimetro consentito dalla funzione ricoperta e che si è trasformato in un altrettanto evidente ridimensionamento su tutta la linea dell’assessore al ramo, al quale non resta che dimettersi. Perché Corigliano-Rossano – concludono – merita più di un semplice “pr” come assessore al turismo. Tutti sono in grado di fare spettacolo a spese dei cittadini, ma bisogna costruire attorno agli eventi ricadute positive in termini economici e sociali, invece l’assessore Argentino, nel suo imbarazzante silenzio, lascia solo debiti ed enormi dubbi circa la regolarità amministrativa di questa pazza estate costata 800 mila euro». (l.latella@corrrierecal.it)

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