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Pediatria, l’accordo Regione-Bambino Gesù entra nella fase operativa: attività al via dal 9 gennaio – VIDEO

Presentato il protocollo d’intesa che prevede un forte supporto al sistema calabrese: l’obiettivo è ridurre drasticamente l’emigrazione sanitaria

Pubblicato il: 19/12/2022 – 13:34
Pediatria, l’accordo Regione-Bambino Gesù entra nella fase operativa: attività al via dal 9 gennaio – VIDEO

CATANZARO Potenziare la rete pediatrica in Calabria e ridurre drasticamente l’emigrazione sanitaria, che in questo settore è doppiamente costosa e dolorosa per i suoi risvolti umani. A questo tende il protocollo d’intesa siglato tra la Regione Calabria e l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e presentato oggi in una conferenza stampa alla Cittadella alla quale hanno partecipato il governatore, e commissario della sanità calabrese, Roberto Occhiuto, è il presidente del Bambino Gesù Mariella Enoc. L’accordo, della durata triennale e del costo di circa 1,5 milioni all’anno, entrerà nella fase operativa dal 9 gennaio, e prevederà un’attività di collaborazione, supporto e affiancamento dei professionisti del Bambino Gesù al sistema pediatrico calabrese: l’ospedale capofila sarà il Policlinico universitario Mater Domini di Catanzaro. L’accordo si può scaricare e consultare alla fine di questo articolo.

Occhiuto: accordo per noi molto importante

«Un accordo per noi molto importante», ha sostenuto Occhiuto. «Ringrazio il Bambin Gesù, la sua presidente Enoc, perché qualche mese fa, dopo la tragedia di Mesoraca, ci incontrammo e raccontai alla presidente la mia volontà di investire sul sistema della pediatria in Calabria e fui colpito dalla sensibilità della presidente che mi mostrò subito grande disponibilità. Questo accordo – ha specificato il governatore e commissario – non risolve il problema del potenziamento e della riorganizzazione della pediatria in Calabria, ma è un accordo molto importante per noi perché dà la possibilità ai pediatri calabresi di acquisire competenze specialistiche in raccordo con la prima struttura d’eccellenza di pediatria in Italia, il Bambino Gesù, darà la possibilità di assicurare un’assistenza territoriale, e darà una possibilità a tante famiglie che si rivolgono al Bambino Gesù e poi tornano al Bambin Gesù anche per visite ambulatoriali (sono ben 10mila all’anno) di essere seguite in Calabria in stretta connessione con il Bambino Gesù. Un accordo che ci stimola a proseguire sulla strada di potenziare il sistema sanitario della nostra regione anche nella pediatria valorizzando le eccellenze che ci sono e mettendole in connessione con un’eccellenza quale è il Bambino Gesù». Quanto ai costi, Occhiuto ha ricordato che «sono contenuti, anzi questo accordo consentirà di ridurre i costi della mobilità passiva oltre a venire incontro alle famiglie calabresi, che potranno rivolgersi al sistema regionale e non emigrare con tutto quello che questo comporta anche sul piano umano».

Enoc: non siamo qui per restare ma per aiutare

Lo stesso concetto ribadito dalla Enoc, che ha ricordato come «la Regione Calabria fa un investimento in favore dei bambini e delle famiglie di questa regione». La presidente del Bambino Gesù ha poi osservato: «Abbiamo accolto molto volentieri questa ipotesi di lavorare con la Regione Calabria dove ci sono grandi eccellenze sanitarie ma sulla pediatria c’è probabilmente bisogno di una migliore organizzazione: noi non veniamo a insegnare ma a portare una modalità di lavorare molto legata anche al territorio. Cercheremo di lavorare con tutte le province in modo che tutti possano capire che possono restare nella loro regione, con l’aiuto dei nostri specialisti. Verranno qui i primari, i medici che almeno da 5 anni lavorano con il Bambino Gesù, quindi il meglio che abbiamo, proprio per ridare fiducia alle famiglie verso la sanità calabrese. Non siamo qui per restare ma per aiutare i pediatri ospedalieri e del territorio calabresi a riprendere anche loro vigore. Quando sarete pronti, i bambini verranno a Roma in pochi e verranno solo per le cure effettivamente necessarie. Dal 9 gennaio – ha sostenuto la Enoc – si comincerà con la cardiologia. È comunque un progetto in divenire: ci sarà una possibilità di collegamento tra pediatria di famiglia e quello ospedaliero, dovrà quindi essere un lavoro di integrazione e cooperazione. Il nostro obiettivo è che le famiglie possano evitare di fare viaggi della speranza spendendo molto denaro per venire a Roma». Alla conferenza stampa hanno partecipato inoltre Massimiliano Raponi, direttore sanitario, e Alberto Villani, direttore di Emergenza, Accettazione e Pediatria generale dell’Ospedale romano, e poi la dg del Dipartimento regionale Tutela della Salute Iole Fantozzi e il consulente del presidente Occhiuto Agostino Miozzo. (c. a.)

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