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Niente opposizione né alter ego, perché Stasi “rischia” di (ri)vincere le elezioni di Corigliano Rossano

Solo il centrodestra realmente unito potrebbe scalfire le difese del sindaco che sta vincendo facile anche per demerito degli avversari

Pubblicato il: 17/01/2023 – 9:19
di Luca Latella
Niente opposizione né alter ego, perché Stasi “rischia” di  (ri)vincere le elezioni di Corigliano Rossano

CORIGLIANO ROSSANO Da qualche mese è ripartita la campagna elettorale. E mentre il sindaco di Corigliano Rossano sembra avere il dono dell’ubiquità – è presente ovunque – regna in città una strana e ovattata calma (apparente).
Il centrodestra timidamente inizia ad annusarsi. Sulla carta sono tutti pronti a remare come gli Abbagnale, ma con una grande incognita: trovare l’accordo tra il centrodestra rossanese e quello coriglianese. Un dato mai analizzato in precedenza – vista l’unicità di una (appena) seconda sfida elettorale cittadina – che fungerà certamente da termometro per le ambizioni della coalizione e le possibilità di una seconda vittoria di Stasi. Il centrodestra è l’unico fronte, insieme a Civico&Popolare del leader e già candidato a sindaco Gino Promenzio, a muovere qualche passo verso prossima competizione amministrativa, prevista tra poco più di un anno.
In lontananza si intravedono, poi, incontri di varia natura, tutti sottotraccia per il timore di “bruciare” nomi e situazioni varie (ne abbiamo parlato qui) e qualche timidissimo movimento tra gli stasiani (a proposito, pare che la “storica” sede di via Telesio sia stata già bloccata come ai “vecchi” tempi «perché “porta bene”»).
Sgomitano, ancora, al Cra – il movimento autonomista coriglianese che sta provando a ritagliarsi un posticino al sole pur consapevoli che non si torna indietro dalla fusione così facilmente – mentre qualche volto già noto prova a (auto)riciclarsi. Poi il buio. E non da oggi.
Ecco perché Flavio Stasi è talmente avanti da poter vincere la partita, per utilizzare un’altra metafora sportiva. Perché, in fondo, la sta giocando senza avversari. Le opposizioni consiliari – tutte – hanno abdicato al loro ruolo da tempo. Nessuno più profferisce parola se non su temi scontati e con poco appeal, mentre Stasi continua ad imperversare per strada e soprattutto sui social, dove la fa da padrone, dall’alto della sua posizione.
Basterebbe prendere ad esempio un suo post di questa domenica, in cui racconta di un problema ereditato dal comune di Corigliano, dal 1989, che tra sabbie mobili della burocrazia, ricorsi e controricorsi si è ritrovato tra i piedi nel 2023.
«Nel 1993 – scrive il primo cittadino – il comune di Corigliano Calabro venne condannato a realizzare una sistemazione idrogeologica dell’area che nel corso degli anni non realizzò, così, dopo tante traversie, nel 2014 il Tar nominò un commissario ad acta ed il Comune si impegnò a contrarre un mutuo per realizzare le opere. Potrei andare avanti a lungo. Sintesi: noi ci siamo insediati nel 2019. Nel 2020 – scrive il sindaco abbiamo contratto il mutuo ed avviato la progettazione. Il 13 gennaio, l’altro ieri, è stato approvato il bando di gara per la realizzazione dei lavori di sistemazione del Vallone Sant’Antonio. Si chiude una vicenda bloccata da 33 anni. Un lavoro invisibile a gran parte dei cittadini, una parte dei quali nel 1989 non erano nati o avevano meno di dieci anni come me, ma serve a farvi capire che tipo di situazioni stiamo affrontando e che tipo di lavoro stiamo facendo», chiude Stasi. Stop.
Un post che ovviamente gioca a suo (stra)favore, anche legittimamente, mentre tutti gli altri in città tacciono. Non sull’argomento, ovviamente, ma su qualunque altro – e non sono pochi – che potrebbero essere utilizzati come grimaldello per “fare” opposizione. Tace chi è seduto in consiglio comunale dall’altra parte della staccionata, tace tutto quel sottobosco movimentista e politico che pur si muove e che emergerà con forza solo a qualche settimana dal voto per poi gonfiare il petto e chiedere consensi. Già, ma sulla base di cosa? Un sindaco forte e onnipresente è difficile da contrastare se i giocatori della squadra avversaria si sono già ritirati dalla partita al 40’ del primo tempo.
E poi anche per “strada”, nessuno “combatte”, nessuno parla di politica, nessuno racconta cosa succede in Municipio o in consiglio comunale, cosa c’è scritto in quella delibera o in quell’altra determina, come se si fosse preoccupati di scottarsi o di finire nelle forche caudine per lesa maestà. Stasi, insomma, sta approcciandosi alla “finale” giocando sul velluto. Ecco i motivi per i quali è lo strafavorito. È in forte recupero anche perché l’amministrazione sta dimostrando di “fare” (e “come” toccherebbe dirlo alle opposizioni…) – anche se a Corigliano questo progresso va al rallentatore – e senza alcun ostacolo davanti.
Flavio Stasi, insomma, in questi quattro anni di governo della città è stato bravo a fare terra bruciata. In tutti i sensi. Attorno a sé e anestetizzando gli avversari. Tra i suoi non ha fatto crescere nessuno ed anche tra gli avversari non si intravede – al momento – un gioco di squadra che potrebbe metterlo in seria difficoltà, anche in zona Cesarini.
L’unica difficoltà vera potrebbe crearla quel centrodestra, ma solo se capace di serrare le fila e sostenere una candidatura che convinca tutti.
Stasi, nelle vesti di lìder maximo – abito che si è cucito su misura da tempo nel suo movimento e nella sua amministrazione, dove tutto deve essere avallato da lui – è stato un abile stratega, in una di quelle partite che si vincono anche grazie ai demeriti dell’avversario.
Resta il problema – non per lui che così già gongola – ma per i rivali: il valido antagonista che (quantomeno) pareggia al 90’. E qui entriamo nelle responsabilità di una deficitaria classe dirigente cittadina che sostanzialmente se n’è lavata le mani senza nemmeno provarci, non riuscendo nemmeno a far crescere e far esordire in prima squadra i pur validi ragazzi del vivaio che come sempre rimangono ai margini.
La seconda vittoria di Flavio, dovesse giungere, sarà meritata ma è la sconfitta di tutti gli altri. (l.latella@corrierecal.it)

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