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Autonomia differenziata, de Magistris: «Disegno eversivo, e Occhiuto dica da che parte sta»

Il leader di Unione popolare a Lamezia Terme con Laghi e Lo Schiavo: «Calderoli vuole spaccare il Paese, dal Sud il popolo ribelle dice no»

Pubblicato il: 18/01/2023 – 13:29
Autonomia differenziata, de Magistris: «Disegno eversivo, e Occhiuto dica da che parte sta»

LAMEZIA TERME L’autonomia differenzia «è un disegno eversivo» e una prova muscolare del Nord». Lo ha detto Luigi De Magistris, leader di Unione Popolare, nel corso di una conferenza stampa a Lamezia Terme convocata per ribadire il no del suo movimento al disegno di autonomia differenziata: all’incontro con i giornalisti hanno partecipato anche i due consiglieri regionali eletti nel 2021 in Calabria con DeMa, Ferdinando Laghi e Antonio Lo Schiavo (quest’ultimo oggi iscritto al gruppo misto).

«Occhiuto dica chiaramente se è dalla parte del Sud»

«Il segnale che arriva dalla Calabria, con i consiglieri regionali, il nostro movimento, da Napoli e da tutto il Sud è che questa autonomia aumenta le discriminazioni e le diseguaglianze territoriali ed economiche e spacca il Paese su temi fondamentali come scuola e sanità, consolida il fatto che chi ha di più ha ancora di più e chi meno ha ancora meno», ha spiegato in premessa de Magistris. «Non hanno fatto i Lep, non è previsto il fondo perequativo: è un disegno eversivo, non ha nulla a che vedere nemmeno con la pessima riforma del Titolo V che fece il centrosinistra. Quindi – ha aggiunto il leader di Unione popolare, già sindaco di Napoli – il Sud lancia un messaggio forte: no a ogni forma di rivendicazione sterile Sud-Nord, ma basta con un paese disunito». De Magistris, che alle Regionali 2021 in Calabria si è candidato alla presidenza della Regione, ha poi aggiunto: «Occhiuto dicesse in modo chiaro se lui è con gli apparati di potere che hanno lo sguardo verso Nord, i potentati o è con il popolo meridionale ed è davvero per le autonomie, perché chi è davvero per le autonomie vuole l’autonomia dei territori, dei popoli, dei sindaci, l’autodeterminazione. Qui invece – ha sostenuto – vogliono dare tantissimo potere ai vertici delle Regioni, quindi burocrazia, centri di potere, e sappiamo per esperienza che in Calabria come altrove gira un fiume di denaro pubblico nel quale è anche più facile la penetrazione del sistema criminale». Ancora de Magistris: «Io sono convintamente autonomista, ma la vera autonomia è quella dei sindaci, spesso lasciati con il cerino in mano, senza soldi, e dei territori. È lì che si costruisce la democrazia, nelle aree urbane, nei piccoli Comuni: questa invece è un’operazione di potere e soprattutto una prova muscolare del Nord. E anche l’opposizione dica parole chiare, perché la modifica del Titolo V l’ha fatta il centrosinistra. Bonaccini, che potrebbe diventare a breve il segretario del Pd, è per l’autonomia differenziata. Adesso chiaramente alcuni di loro fanno vedere che sono contro Calderoli ma mi sembra un asse forte, quindi dicano con chiarezza da che parte stanno. Il popolo meridionale sta organizzando la resistenza, pacifica: noi non faremmo passare l’autonomia differenziata. Lombardia, Veneto, Emilia Romagna hanno già fatto capire da che parte stanno, adesso si devono schierare chi governa a Roma e chi governa nelle Regioni del Sud, ma noi puntiamo sul popolo ribelle, sui consiglieri regionali, sui sindaci, sui consigli comunali, sul popolo: faremo una grande battaglia come ho fatto quand’ero sindaco di Napoli. Poi dipende se si vuole lottare veramente: noi adesso abbiamo il sindaco di Napoli a esempio che non si trova, non si sa da che parte sta. Bisogna invece dire le cose chiare, io le ho sempre dette, possono essere condivisibili o meno ma sull’autonomia differenziata o sei a favore o contro. Noi – ha concluso – siamo contro ogni forma di autonomia differenziata».

Gli interventi di Laghi e Lo Schiavo

A sua volta, Ferdinando Laghi, capogruppo di DeMa alla Regione, ha evidenziato: «La nostra è una posizione di chiusura assoluta all’autonomia differenziata, perché non solo lede i diritti dei cittadini ma crea anche fratture insanabili nell’unità del Paese. Non convince che i Lep siano agganciati come un grimaldello all’autonomia. I Lep sono obblighi costituzionali, mentre l’autonomia differenziata è una possibilità che non vogliamo non si concretizzi. I Lep devono essere finanziati e garantiti ai cittadini anche perché già adesso ci sono regioni a scartamento ridotto come quelle meridionali e la Calabria. Da un punto di vista della sanità poi – ha proseguito Laghi – è del tutto evidente che l’autonomia differenziata aumenterebbe enormemente il divario tra Nord e Sud: già adesso la Calabria ha una mobilità passiva di oltre 300 milioni l’anno e prestazioni di sanità pubblica carenti, i medici calabresi già adesso guadagnano meno rispetto ai colleghi del Nord e i pazienti calabresi hanno un trattamento peggiore rispetto a quello che potrebbero avere del Nord. Il Covid ha insegnato che 21 sistemi sanitari regionali sono falliti, perché in quelli più avanzati si è puntato sulla sanità privata e si è smantellata la sanità pubblica ed è un trend che verrebbe enormemente accentuato dall’autonomia differenziata, quindi c’è il rischio che la desertificazione sanitaria, già presente in Calabria, sarebbe irreversibilmente accentuata». Per Antonio Lo Schiavo infine l’autonomia differenziata è «la madre di tutte le battaglie politiche, su questa battaglia saremo impegnati nei prossimi mesi. L’autonomia differenziata non è una opportunità né una sfida per le classi dirigenti regionali, serve invece solo a cristallizzare le differenze tra Regioni e a rompere il patto di unità nazionale. Vedo il rischio che sia un tema riservato solo agli addetti ai lavori mentre invece riguarda i diritti di cittadinanza di tutti. Per la Calabria il rischio è maggiore perché l’autonomia differenziata cristallizzerebbe tutti i nostri ritardi. Noi non ce la possiamo fare da soli, abbiamo bisogno della solidarietà nazionale dello Stato. Su alcune funzioni essenziali – scuola, istruzione, energia – abbiamo bisogno della presenza dello Stato perché non possiamo competere con Regioni più forti e che vogliono trattenere sul loro territorio tutte le risorse. E da verificare quello che si può fare in consiglio regionale: io ho ascoltato alcune dichiarazioni del presidente della Regione Occhiuto, e io lo invito a non rompere il fronte delle Regioni meridionali e di essere accanto agli altri presidenti delle Regioni del Mezzogiorno perché in questa partita c’è colore politico. Noi – ha rilevato Lo Schiavo – dobbiamo difendere il principio per cui la questione meridionale è ancora aperta, il principio per cui noi abbiamo anche un ritardo nei trasferimenti dello Stato rispetto ad altre Regioni, abbiamo un ritardo strategico che va colmato. Quindi prima di parlare di autonomia differenziata dobbiamo parlare di Lep, ma anche dei diritti costituzionali ancora negati in questa terra». (redazione@corrierecal.it)

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