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Il Pd si mette di traverso e blocca i lavori, è caos all’Anci Calabria. Il nuovo presidente sarà eletto a fine marzo – FOTO

Assemblea tesa e senza esito a Lamezia Terme. Lite sulla platea congressuale determina il rinvio. Caruso: interferenze di altre istituzioni. Limardo: incursioni politiche

Pubblicato il: 10/02/2023 – 14:11
Il Pd si mette di traverso e blocca i lavori, è caos all’Anci Calabria. Il nuovo presidente sarà eletto a fine marzo – FOTO

LAMEZIA TERME È stata rinviata l’assemblea dell’Anci Calabria chiamata a eleggere il nuovo presidente. L’inizio dei lavori era fissato questa mattina alle 9 in prima convocazione e alle 10 in seconda convocazione ma la riunione è stata aggiornata al pomeriggio e poi definitivamente aggiornata al 31 marzo. In primo luogo – secondo quello che si è appreso – si sarebbe cercata anzitutto una soluzione unitaria che superasse la contrapposizione tra i due candidati alla presidenza dell’associazione dei Comuni calabresi, il sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo, di Forza Italia, e il sindaco  di Cosenza Franz Caruso, espressione del centrosinistra: la mediazione però non avrebbe sortito effetti.
A complicare ulteriormente il quadro una discussione particolarmente accesa sarebbe in atto sulla platea congressuale, che non sarebbe stata definita alla vigilia: in sostanza non ci sarebbe l’accordo sul far votare un consistente gruppo di sindaci che solo nei giorni scorsi ha regolarizzato l’iscrizione all’Anci. A mettersi di traverso – a quanto si è appreso – sarebbero essenzialmente gli amministratori di area Pd, che temevano una sconfitta. Per dirimere la questione è stato convocato ad horas il comitato direttivo regionale dell’Anci, che ha convenuto – a quanto sembra all’unanimità – per il rinvio al 31 marzo considerata la sostanziale impraticabilità di campo. A comunicare lo slittamento dei lavori il delegato Anci che ha traghettato l’associazione fino all’odierno congresso, il sindaco di Cassano allo Jonio Gianni Papasso.

I motivi (tecnici) del rinvio

Così Gianni Papasso motiva il rinvio: «Ci siamo trovati davanti alla richiesta di tantissimi sindaci che volevano partecipare in maniera attiva e votare. Poiché non avevano fatto in tempo a regolarizzare la posizione economica, ci hanno chiesto la possibilità di votare e allora abbiamo discusso e unanimemente è uscita la linea di rinviare l’elezione del presidente dell’Anci al prossimo 31 marzo, in modo tale da riaprire i termini per regolarizzare la posizione dei Comuni che ancora non l’hanno fatto, fino al 10 marzo. Il 20 marzo – aggiunge Papasso – il Consiglio direttivo dell’Anci si riunirà per approvare la platea congressuale definitiva. Abbiamo esercitato un diritto alla democrazia e alla partecipazione di tutti».  
Questa mattina, all’assemblea, si erano profilate due candidature alla presidenza dell’Anci Calabria: quella del sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo, espressione del centrodestra, e quella del sindaco di Cosenza, Franz Caruso, espressione del centrosinistra. «Dal 31 gennaio a oggi – ha spiegato ancora Papasso – hanno regolarizzato la loro posizione circa 40 Comuni, e mentre stavamo discutendo arrivavano comunicazioni di altri Comuni che dicevano di aver regolarizzato e di voler partecipare. A questo punto abbiamo deciso di rinviare perché il congresso non dev’essere solo l’occasione per votare un presidente ma dev’essere l’occasione per aprire un dibattito collettivo, parlare ai calabresi e far sentire la voce dei sindaci, che hanno tanto da dire, anche per iniziare un discorso di rilancio dell’Anci. La lettera di convocazione – rileva Papasso – parlava chiaro, dicendo che potevano regolarizzare la posizione coloro che non l’avevano fatto entro il 31 gennaio, però poi si sono fatto delle aggiunte, fino a stamattina ne sono arrivare altre e allora abbiamo deciso di aprire per tutti». Quanto alle contrapposizioni politiche, Papasso osserva: «Il confronto è il sale della democrazia, guai se diventa tutto statico. Più confronto c’è e meglio è».

Parlano Caruso e Limardo

Parola quindi ai due competitor. Per Caruso «per parlare di tutti i problemi che hanno i sindaci e per fare un rilancio serio dell’azione di Anci, c’è bisogno di animi un po’ più distesi e soprattutto di una visione di Anci che vada in questa direzione. Mi auguro che questo rinvio, che ritengo non del tutto opportuno, possa servire per avviare una fase vera di confronto sui problemi, perché le conte non servono all’Anci. Indubbiamente ognuno dei noi è espressione di una posizione politica, io chiaramente sono un socialista di centrosinistra e la mia amministrazione è di centrosinistra allargata anche alla partecipazione di movimenti civici. Ma Anci non è un organismo politico, le contrapposizioni politiche non servono, la si è voluta caratterizzare in questo modo perché ci sono state incursioni di istituzioni esterne ad Anci che hanno caratterizzato in questo modo. Io – rimarca il sindaco di Cosenza – continuo a essere candidato dei sindaci, non di una parte politica, dei sindaci del territorio regionale che dal Pollino fino allo Stretto hanno chiesto un mio impegno e io lo voglio onorare rilanciando l’azione di Anci perché i temi sono importanti e bisogna tutelare tutti i Comuni della Calabria».  
La Limardo a sua volta osserva: «È bello quando il dibattito e il confronto avvengono all’interno di posizioni democratiche, cosa che oggi è stata fatta. Mi sono resa però conto di alcune interferenze: io mi sono proposta come candidato già da tempo, ho fatto una serie di telefonate agli amici sindaci, allo stesso Franz Caruso, per dire che mi sarei proposta. Non c’è dubbio che c’è una incursione politica perché stamattina abbiamo assistito ad altro. Ma sono contenta perché c’è stato un bel dibattito, all’interno del Consiglio regionale di Anci, una bella discussione, e io sono fermamente convinta che abbiamo una responsabilità molto alta di rappresentanza dei territori, come Anci. Il nostro è un territorio che ha moltissimi problemi, pensiamo all’autonomia e a tante altre problematiche: credo – conclude il sindaco di Vibo Valentia – che Anci debba acquisire autorevolezza, parlare e avere voce sia sul tavolo regionale sia sul tavolo nazionale, e auspico che la casacca politica sia lasciata al di fuori di questa assemblea, perché l’ultima cosa che importa ai territori è una caratterizzazione politica. I problemi sono problemi, a prescindere dai colori politici». (redazione@corrierecal.it)

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