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Farmabusiness, chiesti 7 anni e 8 mesi di carcere per l’ex assessore regionale Tallini

Il politico, assolto in primo grado, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso

Pubblicato il: 17/02/2023 – 16:00
Farmabusiness, chiesti 7 anni e 8 mesi di carcere per l’ex assessore regionale Tallini

CATANZARO Il sostituto procuratore della Dda Domenico Guarascio, applicato come sostituto procuratore generale in appello, ha chiesto la condanna a 7 anni e 8 mesi per l’ex consigliere e assessore regionale Domenico Tallini, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso.
Il procedimento in esame, noto col nome di Farmabusiness, è incentrato sull’affare della vendita all’ingrosso di farmaci che sarebbe stata organizzata da componenti della cosca cutrese dei Grande Aracri i quali avrebbero investito i proventi delle attività illecite del clan con l’aiuto di sodali tra i quali imprenditori, esponenti politici e funzionari pubblici.
In primo grado, con rito abbreviato, Tallini era stato assolto con formula «perché il fatto non sussiste».
Chiesta una condanna a 4 anni di reclusione anche per Tommaso Aprile, anche lui assolto in primo grado dall’accusa di violenza e minaccia a pubblico ufficiale.
Nel resto il pg ha invocato la conferma della sentenza emessa dal gup il 18 febbraio 2022 che ha portato pene pesanti per i sodali della cosca Grande Aracri di Cutro, in particolare Domenico Scozzafava, condannato a 16 anni, ex antennista Sky considerato il fulcro della truffa dei farmaci e il trait d’union tra la cosca Grande Aracri e i colletti bianchi. Scozzafava sarebbe stato così vicino al clan di Cutro da partecipare agli incontri, veri e propri summit per organizzare le attività criminali, nella tavernetta del boss Nicolino. L’antennista è inoltre considerato il supporter politico di Domenico Tallini per il quale si sarebbe prodigato nella raccolta di voti. «Un formidabile portatore di voti», secondo l’accusa, che si sarebbe impegnato in questa attività anche in tempi recenti, fino alle penultime elezioni regionali.
Secondo l’accusa, a organizzare l’affare dei farmaci per conto della cosca si sarebbe particolarmente prodigato Salvatore Grande Aracri, classe 1978, condannato a 11 anni e 8 mesi.
I reati ipotizzati nei confronti degli indagati sono, a vario titolo, associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, tentata estorsione, ricettazione e violenza o minaccia a un pubblico ufficiale.
In abbreviato hanno ricevuto condanne pesanti i familiari del boss Nicolino Grande Aracri come la moglie Giuseppina Mauro, 14 anni di reclusione, la figlia Elisabetta Grande Aracri, 10 anni e 8 mesi, e il fratello Domenico Grande Aracri, 2 anni e 8 mesi.
Chiesta la conferma delle condanne anche per Santo Castagnino 10 anni e 8 mesi; Giuseppe Ciampà, 10 anni e 8 mesi; Pasquale De Sole, 8 anni e 4 mesi; Donato Gallelli, 4 anni; Salvatore Grande Aracri, (1986) 10 anni e 8 mesi; Pancrazio Opipari 8 anni e 6 mesi; Salvatore Francesco Romano, 11 anni e 4 mesi; Maurizio Sabato, 2 anni e 8 mesi; Domenico Villirillo, 10 anni e 8 mesi. (ale. tru.)

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