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Autonomia differenziata, Orrico contro Occhiuto e Boccia contro Calderoli. Ed i dem chiedono un Consiglio regionale

La parlamentare M5S: «Per i calabresi pesante eredità». Il senatore del Pd: «Il ministro spacca i tavoli». I dem all’attacco

Pubblicato il: 02/03/2023 – 18:59
Autonomia differenziata, Orrico contro Occhiuto e Boccia contro Calderoli. Ed i dem chiedono un Consiglio regionale

CATANZARO «La Conferenza delle Regioni approva il ddl Calderoli sull’autonomia differenziata. Parere contrario di Campania, Puglia, Emilia Romagna, Toscana. La Calabria che ne piangerà le conseguenze zitta e prona ai diktat del Cdx. Occhiuto lascia una bella eredità ai nostri figli. Grazie». Lo scrive su twitter la parlamentare M5S Laura Orrico. Sul tema dell’autonomia differenziata anche il senatore del Pd Francesco Boccia, già ministro per gli affari regionali, attacca Calderoli: «Il ministro Calderoli non pago della spaccatura prodotta nel Paese, ora divide le Conferenze e spacca i tavoli di Regioni e Comuni. Se c’è un valore istituzionale prioritario, che è stato sempre preservato, è il lavoro unanime delle Autonomie territoriali nella Conferenza Stato Regioni e nella Conferenza Unificata. Il governo sul Ddl Autonomia di Calderoli prima ignora Regioni ed Enti locali e porta il provvedimento in Consiglio dei ministri, annunciando un’approvazione in realtà mai avvenuta formalmente; poi, conscio della gaffe istituzionale, non trasmette il testo (perché mai approvato) al Parlamento, ma torna indietro e trasmette il testo che aveva ricevuto solo un applauso in Cdm alle conferenze Stato-Regioni e Unificata. Il risultato di oggi – sostiene Boccia – è che il Governo Meloni anziché ottenere ‘l’intesa’ (così come avviene per ddl condivisi e provvedimenti che incidono sulla vita di Regioni, Province e Comuni) spacca le Conferenze finendo con il voto a maggioranza tra le Regioni e senza alcun voto per Comuni e Province che, invece, sospendono il parere. Oggi si consuma un ennesimo grave strappo istituzionale che Calderoli tenta di coprire falsificando anche la comunicazione pubblica parlando di approvazione. Non c’è alcuna ‘Intesa’. Per le Conferenze o c’è l’intesa o non c’è. E su un provvedimento così delicato per la vita del Paese, il governo Meloni ha deciso di andare avanti a testa bassa. Saremo conseguenti in Parlamento. Troviamo grave anche la mancanza di dibattito preventiva sul Ddl spacca Italia da parte dei consigli regionali delle Regioni che hanno dato il loro assenso. Nei prossimi giorni chiederemo a tutti i gruppi consiliari del Partito democratico di chiedere conto nei rispettivi consigli regionali ai Presidenti che hanno votato a favore. Soprattutto le Regioni del sud, quelle con alta densità di aree interne e di montagna a guida centrodestra dovranno giustificare pubblicamente il loro voto favorevole su un provvedimento che farà danni evidenti sociali ed economici».
E anche i dem calabresi vanno all’attacco del governatore: «Occhiuto ha svenduto la Calabria per interessi politici e di partito, lo ha fatto esprimendo parere favorevole, in Conferenza delle Regioni, all’approvazione del progetto di legge per l’Autonomia differenziata, proposto dal ministro leghista Roberto Calderoli».
«Il presidente della Regione Calabria – spiegano i dem – avrebbe dovuto farsi promotore, presso la sua parte politica, di cui è esponente di prim’ordine, quantomeno di una proposta di modifica del testo che contenesse la definizione del costo dei Livelli Essenziali di Prestazione, superando la spesa storica e quantificando le risorse occorrenti per garantire eguale qualità di servizi a tutti i cittadini italiani. Prima, non dopo! Sanità, istruzione, infrastrutture, tutela dell’ambiente: su tutte non sono materie su cui il Paese può permettersi di andare a velocità diverse, è inaccettabile. Il Partito democratico, totalmente contrario a questo disegno di legge, porterà avanti in aula una battaglia dura e inflessibile».
Sulla stessa linea Enza Bruno Bossio, componente della Direzione nazionale del Pd: «È inaccettabile che il ministro Calderoli abbia voluto accelerare l’iter di approvazione della legge sulla autonomia differenziata, non accogliendo la richiesta delle rappresentanze degli enti locali per avviare un confronto su un tema che riguarda la sopravvivenza di centinaia di enti locali».
«Oggi, nel corso della Conferenza Stato-Regioni, è stato approvato un testo fortemente divisivo delle istituzioni – prosegue – A votare contro quattro Regioni: Toscana, Emilia Romagna, Campania e Puglia. È evidente il vulnus di voler perseguire la riforma di alcuni capisaldi di organizzazione dello Stato a colpi di maggioranza. Un provvedimento che spacca il Paese. I territori più deboli saranno resi ancora più fragili, quelli più forti ancora più ricchi. Una legge che accentua le diseguaglianze e nega la parità all’accesso dei diritti, anche di quelli primari e universali. Di fatto, non vengono assicurati i livelli essenziali di prestazione, con la conseguenza di una competizione impari tra i territori».
«Ma è ancora più grave – aggiunge Enza Bruno Bossio – che il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, si sia fatto guidare dalla logica, quella di appartenenza allo schieramento di Governo e non dal principio di lealtà verso i calabresi. Solo una mobilitazione popolare e dei consigli comunali può essere un deterrente per bloccare l’approvazione di questa iniqua ed odiosa proposta di legge. Intanto, sarebbe opportuno che il presidente Occhiuto consenta al Consiglio regionale e a quello delle Autonomie Locali di potersi pronunciare».

Bevacqua: «Chiediamo una convocazione urgente del Consiglio regionale»

«La decisione del Presidente Occhiuto di non dare parere contrario, nella Conferenza delle Regioni, al progetto Calderoli sull’autonomia differenziata è gravissima: chiediamo la convocazione immediata del Consiglio regionale. La Calabria non può acconsentire al proprio suicidio solo perché il suo Presidente non sa dire No alla sua parte politica». È quanto dichiara il capogruppo Pd in Consiglio regionale, Mimmo Bevacqua, che aggiunge: «Ci eravamo illusi che i dubbi espressi dallo stesso Occhiuto nelle scorse settimane si trasformassero in un voto chiaro a favore della nostra terra e dell’unità nazionale (come hanno fatto Campania, Puglia, Emilia Romagna, Toscana): e, invece, si è allineato a una operazione che mira a spaccare le istituzioni e il Paese e ad accondiscendere ai desideri della peggiore propaganda leghista. Si tratta di un atto inaccettabile. Se il governo Meloni vuole andare avanti su questa strada scellerata a colpi di maggioranza, Occhiuto deve ricordare di essere stato eletto dai calabresi: per rappresentarne interessi, non per affossarli. Venga in Consiglio – conclude Bevacqua – e ci spieghi le ragioni di una decisione che appare davvero incomprensibile; e dia a tutti i consiglieri la possibilità di interloquire e di dire la loro. Che ognuno si assuma le proprie responsabilità alla luce del sole e nella sede appropriata».

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