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Muro contro muro sull’autonomia differenziata. Occhiuto: «La Calabria ora non gioca più di rimessa»

Lungo dibattito in aula. Centrosinistra: spacca il Paese e danneggia la regione. Il governatore: grazie a noi il testo Calderoli è cambiato

Pubblicato il: 10/03/2023 – 21:53
Muro contro muro sull’autonomia differenziata. Occhiuto: «La Calabria ora non gioca più di rimessa»

REGGIO CALABRIA «La Calabria ha oggi un atteggiamento senza complessi e di questo ne sono orgoglioso, come calabrese. Ecco cos’è cambiato da novembre: il testo è cambiato ed è cambiato perché l’abbiamo fatto cambiare noi dicendo: prima i Lep, i livelli essenziali delle prestazioni, e poi l’autonomia differenziata». Con queste parole il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha concluso il lungo dibattito sull’autonomia differenziata in Consiglio regionale. Un dibattito che ha registrato uno muro contro muro tra  centrodestra e opposizioni di centrosinistra, che hanno lanciato l’allarme sul rischio che «il Ddl Calderoli, cancellando il principio di solidarietà nazionale, possa rompere l’unità del paese, alla luce anche dei divari che già oggi separano la Calabria dal resto del Paese e del timore che i Lep non saranno mai garantiti né tantomeno finanziati» e hanno contestato al governatore Occhiuto di «aver votato sì in Conferenza delle Regioni senza aver prima coinvolto il Consiglio regionale»: tesi ovviamente respinte dalla maggioranza, per la quale quella dell’autonomia differenziata in realtà «può essere un’opportunità».

Centrosinistra all’attacco: la Calabria sarà penalizzata

Il dibattito  parte con un botta e risposta tra il capogruppo del Pd Mimmo Bevacqua e il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso. «Avremmo preferito che Occhiuto parlasse prima e non alla fine del dibattito», dice Bevacqua, con Mancuso che sottolinea come «la richiesta non può essere accolta visto che sei stato assente dalla Conferenza dei capigruppo». Quindi gli interventi. Ecco l’opposizione. Ernesto Alecci (Pd) afferma che l’autonomia differenziata come predisposta da Calderoli «spacca il Paese, e si prevede una cabina di regia assoggettata ai voleri del governo». Amalia Bruni (Misto): «Avevamo richiesto a novembre questo dibattito ma non ci è stato accordato, il presidente della Regione si è mosso da solo, è una grave mancanza di rispetto il fatto che l’abbia votato in Conferenza delle Regioni. In Calabria c’è un divario enorme tra spesa storica e fabbisogni standard. Non siamo contro l’autonomia ma purché sia un’autonomia unitaria per il Paese, invece dal Ddl Calderoli traspare una deriva secessionista». Per Ferdinando Laghi (DeMa) «i Lep sono obbligatori secondo la Costituzione mentre non lo è l’autonomia differenziata». Antonio Lo Schiavo (Misto) si dice «convinto che il presidente Occhiuto sa che non porta alcun vantaggio alla Calabria. Davvero si pensa che dare oggi alle Regioni la possibilità di legiferare su scuola e sanità possa tenere unito il Paese? Penso di no. Il Sud vuole resistere a una partita truccata fin dall’inizio. Chiedo una posizione non di parte ma nell’interesse dei calabresi».  Franco Iacucci (Pd) osserva: «Noto che il presidente Occhiuto ha cambiato nell’ultimo mese la propria posizione, all’inizio era molto perplesso ma ora ha detto sì: cos’è cambiato?». Per Francesco Afflitto (M5S) «la proposta di Calderoli è un premeditato raggiro perché non definisce preventivamente le regole». Raffaele Mammoliti (Pd): «Il Ddl Calderoli, che mi sembra uno scalpo che la Lega chiede al governo, migliora gli attuali indicatori dei servizi in Calabria? No, perché non prevede nessun euro per affrontare i divari già esistenti sui diritti sociali e civili. Sono preoccupato, il presidente Occhiuto si prepari a una dura battaglia». Davide Tavernise (M5S): «Io invece sono poco preoccupato perché la proposta di Calderoli è solo propaganda. Siamo tutti d’accordo sul tema della definizione dei Lep e del superamento della spesa storica. Quello che mi preoccupa è che a Roma c’è ancora chi punta alla secessione. A Occhiuto ricordo solo che non è più il capogruppo di Forza Italia alla Camera ma è il presidente di ogni calabrese anche e soprattutto di chi non l’ha votato». Mimmo Bevacqua (Pd): «In realtà Occhiuto ha già assunto una posizione politica votando in Conferenza delle Regioni il Ddl Calderoli. Si va dietro l’onda della Lega creando un mostro che dividerà il Paese. Invitiamo il presidente Occhiuto a trovare una soluzione che lo aiuti a tenere insieme la sua posizione politica, che è legittima, e la difesa della Calabria».

I banchi delle opposizioni

La posizione del centrodestra

Dai banchi del centrodestra il primo a intervenire è Mancuso, che ricorda che «la riforma del titolo V della Costituzione è stata realizzata dal centrosinistra, e l’autonomia differenziata non è stata tirata fuori dal cilindro dal governo di centrodestra con l’intento di spaccare il Paese. Oggi il nuovo governo dà avvio a un progetto previsto dalla Costituzione con un testo perfettibile in Parlamento. Auspico anche che il dibattito non sia condizionato da speculazioni politiche ma avvenga nel merito. L’autonomia differenziata non è un vulnus all’unità del Paese: bisogna misurarsi senza demonizzarla». Giacomo Crinò (Forza Azzurri): «È una sfida che dobbiamo accettare, la Calabria non si batte in ritirata». Giuseppe Graziano (Azione), ritiene che l’autonomia differenziata «può essere una opportunità per la Calabria. Non regge poi la considerazione che Occhiuto avrebbe dovuto avere il mandato del Consiglio regionale, perché nemmeno altri governatori l’avevamo avuto». Per Peppe Neri (Fratelli d’Italia) «l’obiettivo resta che si arrivi a giocare ad armi pari». Giuseppe Gelardi (Lega): «Il Ddl Calderoli dà corso all’attuazione del titolo V della Costituzione e agli articoli 116 e 117 che sono una grande opportunità per le Regioni». Francesco De Nisi si rivolge alle opposizioni: «Pensate che sia più utile che il presidente della Regione Calabria diventi un Masaniello e abbandoni i tavoli? Così saremmo relegati a quello che ci tocca tocca». Antonello Talerico: «All’opposizione faccio presente che le condizioni della Calabria sono drammatiche anche senza autonomia differenziata. Basterebbe leggere attentamente il testo del Ddl per capire che qualsiasi intervento applicato senza la definizione dei Lep sarebbe impossibile». Michele Comito (Forza Italia): «Se non si cambia ora quando si cambia per la Calabria? Il presidente Occhiuto saprà far valere le nostre regioni in tutti i tavoli nazionali. Non c’è nessuna spaccatura dell’Italia. Non vogliamo una Calabria che scappa, vogliamo una Calabria che vuole rinascere».

I banchi della maggioranza di centrodestra

Le conclusioni di Occhiuto

A concludere l’intervento del presidente Occhiuto. «Preliminarmente tranquillizzo l’opposizione, io sono rispettoso delle prerogative del Consiglio regionale e penso di averlo dimostrato. Anche io volevo parlare all’inizio di questo dibattito ma ho rispettato la decisione della Conferenza dei capigruppo. Sono sempre stato disponibile al confronto e ho detto sempre sì al dibattito sull’autonomia differenziata. Ma ho grande rispetto anche delle mie prerogative e alla Conferenza delle Regioni ho esercitato le mie prerogative; hanno fatto così anche altri presidenti delle Regioni, anche quelli che hanno detto no al Ddl Calderoli. È ingiusto dire che assumo decisioni in ragione della mia appartenenza politica: in altri contesti ho assunto decisioni in contrasto con il governo nazionale, a esempio dicendo che era un errore tagliare il reddito di cittadinanza senza che ci fosse un’alternativa. Nella tragedia che ha colpito Cutro e la Calabria molti hanno evidenziato che il mio contegno non è stato di parte ma è stato improntato prima alla necessità di essere solidali. Credo – prosegue il governatore – di aver dato dimostrazione in un anno e 4 mesi di aver esercitato il mio ruolo di presidente e della Regione non di dirigente politico. Così è cambiato da novembre? È cambiato il testo, perché il presidente della Regione Calabria ha presentato degli emendamenti facendoli recepire al ministro Calderoli. Nel testo di novembre – che non avrei votato, l’ho detto chiaramente sia a Calderoli sia al mio partito – era scritto che si faceva l’autonomia differenziata, poi c’era un anno per definire i Lep e se in un anno non fossero stati definiti si poteva procedere alle intese con le Regioni facendo ricorso alla spesa storica. Dissi che era un testo profondamente ingiusto e siamo riusciti a fare in modo che gli emendamenti da me presentati venissero recepiti. Mi sembra che qualcuno non abbia letto il nuovo testo: oggi non è più possibile fare le intese con le Regioni se prima non si definiscono i Lep, i diritti sociali e civili, garantiti secondo fabbisogni standard, lo dice chiaramente l’articolo 4 nel nuovo testo. In sostanza non si fa l’autonomia differenziata se prima non si definiscono i Lep, e questo grazie a questi nostri emendamenti che sono un macigno. Se si valuta questo si vede che il piatto della bilancia penderebbe più a favore del Sud». Occhiuto poi aggiunge: «Tutto il dibattito oggi è stato incentrato sui divari, che ci sono, ma voglio ricordare che ci sono perché nelle Regioni del Sud i diritti sociali e civili sono stati finanziati secondo la spesa storica. La verità è che anche la perequazione in questi anni è stata falsata perché costruita sulla spesa storica e non dei fabbisogni. E allora aver fatto inserire nel testo l’impegno a superare questa ingiustizia è secondo me un grande merito politico e ne sono orgoglioso, e credo di aver dimostrato che oggi la Calabria ha un governo regionale che riesce a farsi valere nel dibattito nazionale. Ho detto più volte che sono stanco di una letteratura che vuole i presidenti delle Regioni del Sud avere solo un approccio lamentoso o rivendicativo, magari minacciando di incatenarsi da qualche parte, ma voglio raccogliere la sfida, questo dicevo quando dicevo che non voglio scappare. Molti di altre Regioni del Nord si lamentano che interi capitoli di provvedimenti approvati in Parlamento riguardano la Calabria e servono spesso a modificare le cose anche per le altre regioni: pensiamo  ai medici cubani, quando abbiamo denunciato le storture delle cooperative, e ora ci seguono in tanti. La Calabria ha dunque oggi un atteggiamento senza complessi e di questo ne sono orgoglioso, come calabrese più che come presidente. Ecco cos’è cambiato da novembre: il testo – ribadisce il presidente della Regione – è cambiato ed è cambiato perché l’abbiamo fatto cambiare noi dicendo: prima i Lep e poi l’autonomia differenziata. Oggi questo testo probabilmente costa 70-80-90 miliardi allo Stato, risorse che vanno trovate e bisogna vedere se ci sono nel bilancio dello Stato, ma se ci fossero andrebbero soprattutto al Sud perché farebbero sostituire il criterio della spesa storica con il finanziamento dei servizi attraverso i fabbisogni standard. E poi non ho una considerazione così smisurata di me stesse per pensare che il mio voto avrebbe cambiato le cose, ma intanto grazie a noi abbiamo prodotto questi cambiamenti, che sono positivi. Sono i calabresi e non io che dicono che la Calabria ha macerie, sto cercando di governare per non lasciare altre macerie, lasciando a chi verrà dopo di me una Calabria migliore di quella che mi è stata consegnata.  La sanità è già di competenza delle Regioni, ma non mi parlate della sanità in questo contesto. Lo dico da commissario, anche in rapporto conflittuale con i tavoli ministeriali: se penso a come è stata governata dal centro negli anni del commissariamento, allora dico che più autonomia c’è qui meglio è, è la posizione anche di un mio predecessore del Pd, che aveva anche minacciato di incatenarsi per dire basta al commissariamento. La questione è: oggi siamo competitivi senza autonomia differenziata? No. Io credo che l’approccio tradizionale di chi ha governato le Regioni del Sud sia stato finora quello di giocare sempre di rimessa e questo approccio ha creato ancora più divari e più sperequazione. Se volete un presidente in linea con questo modo tradizionale di intendere il rapporto tra Regione e comunità nazionale io non sono un presidente in linea, è evidente. Se volete un presidente che vuole essere autorevole nel rapporto con il governo senza complessi, io – conclude Occhiuto – cerco di essere questo presidente». Prima del dibattito sull’autonomia differenziata il Consiglio regionale ha approvato una proposta di legge sui Cammini di Calabria e la proposta di legge che istituisce il Garante delle vittime di reato. (c. a.)

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