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la strage dei migranti

Naufragio di Cutro, l’avvocato dei parenti delle vittime Verri: «Enorme sottovalutazione»

Il legale: «Nel 2020 nelle acque crotonesi ci fu un’operazione congiunta Finanza-Guardia Costiera, stavolta no. Perché?»

Pubblicato il: 17/03/2023 – 11:20
Naufragio di Cutro, l’avvocato dei parenti delle vittime Verri: «Enorme sottovalutazione»

ROMA «Nel settembre 2020 la Guardia di Finanza e la Guardia costiera escono insieme, congiuntamente, e vanno a intercettare un’imbarcazione che si trova al largo di Isola Capo Rizzuto, la soccorrono e la conducono in salvo al porto di Le Castella. Ci sono 5 metri d’onda ma è estate e le temperature di quella notte sono tra I 29 e i 26 gradi. Quindi un’operazione mista, polizia e soccorso insieme. lo scorso 26 febbraio, con le onde altre due metri mezzo e le acque gelide, acque che uccideranno delle  persone. Invece questa situazione non si ripete». Così l’avvocato Francesco Verri, legale del pool che assiste i parenti dei migranti vittime del naufragio di Cutro, a “Piazza Pulita” su La7. «Noi ovviamente – prosegue Verri – ci domandiamo perché, lo domandiamo agli inquirenti e agli investigatori di Crotone, ottimi professionisti che si stanno occupando di questa indagine, non derubricando questa vicenda come un semplice incidente, perché gli incidenti possono succedere ma si possono anche prevedere ed evitare». Verri inoltre riferisce che «una giornalista ha intervistato Assad, un giovane di 22 anni, che ha raccontato di essere stato in acqua tre ore con il fratellino di 6 anni e il fratellino gli è morto tra le braccia dopo un’ora, non è riuscito a riscaldarlo e il fratellino è morto per quello. Poi ho ritrovato queste stesse parole in un verbale predisposto dalla polizia giudiziaria, e in effetti risulterebbe che alcune persone siano state soccorse alle 6.50 del mattino. I carabinieri erano lì alle 4,30, quindi più di due ore prima, da soli, a cercare di recuperare qualche persona in mare, immergendosi senza mezzi. Noi pensiamo che ci sia stata un’enorme sottovalutazione, da quando l’Italia ha ricevuto la segnalazione di Frontex alle 23.03 arrivando fino al momento dei primi soccorsi a mare. Perché quando si parla delle 6.50 o del fatto che la Guardia costiera scrive di essere intervenuta per la prima volta con le motovedette e i gommoni in mare alle 5.35, in tutto questo spazio noi intravediamo una grande sottovalutazione. Anche perché – aggiunge il legale dei parenti delle vittime – Frontex segnala un’imbarcazione che sta solcando nello Jonio ma è noto, certo, scontato che stia trasportando migranti. A Crotone facciamo i processi per gli sbarchi e contro gli scafisti, non per il contrabbando. Quindi i precedenti, abbinati a quella segnalazione, dicono una cosa sola: su quella barca c’erano migranti. E la raccomandazione della commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa dice una sola cosa: in questi casi bisogna intervenire». (redazione@corrierecal.it)

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