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Accoglienza, fondi ed emergenza migranti. Zito: «Il sistema così non funziona»

Il sindaco di Roccella: «Non vorrei che ci fossero complicazioni nella catena delle decisioni. Mancano i fondi che noi anticipiamo»

Pubblicato il: 30/03/2023 – 17:05
Accoglienza, fondi ed emergenza migranti. Zito: «Il sistema così non funziona»

LAMEZIA TERME «La situazione è tale per cui se stiamo qui a non parlare di una tragedia simile a quella di Cutro è un puro caso perché tre notti fa un peschereccio è entrato nel porto e grazie al fato il pilota è riuscito ad accostare sul molo, tra l’altro del distributore di carburanti, e i migranti sono rimasti illesi perché si fosse arenato all’entrata del porto, lì c’è una secca e quindi sarebbe stato possibile, saremmo qua discutere una tragedia». 

Sbarchi continui a Roccella Jonica

A parlare è il sindaco di Roccella Jonica, Vittorio Zito, ospite de “L’altra Politica”, il talk di approfondimento de L’altro Corriere Tv in onda ieri sera. Il riferimento del primo cittadino è all’emergenza sbarchi a Roccella Jonica e soprattutto al peschereccio, non segnalato, arrivato con 650 persone mentre era ancora in corso la gestione di uno sbarco della sera prima di 350 migranti. «Questo per dire che la situazione è difficile da controllare, non possiamo dire che è una situazione fuori controllo, ma certamente è una situazione difficile. La tendenza ci dice – ha spiegato Zito – che dovremmo aspettarci 400mila sbarchi e parte di questi avverranno sullo Jonio e a Roccella e questo, ovviamente, ci mette in grande difficoltà. Roccella, nel tempo, ha messo in piedi un sistema molto originale per gestire questo fenomeno perché non ha un hotspot, non ha non ha una struttura ministeriale che gestisce il primo soccorso a terra, i migranti assistiti a Roccella poi vanno nei circuiti di accoglienza, non fa accoglienza, non è un posto di prima accoglienza, non è nella rete della prima accoglienza, fa primo soccorso che non ha una sua cornice normativa».

La solidarietà

In queste settimane è stata registrata una grande attività di solidarietà e vicinanza da parte dei sindaci dei Comuni limitrofi, se non addirittura confinanti a Roccella. Anche perché il problema impatta direttamente sulla sua comunità e sul suo territorio, è un problema che riguarda una fascia litorale e più istituzioni: «Questo fa parte di quella struttura originale che è stata messa in piedi grazie al lavoro che fa la Prefettura, e grazie soprattutto alla disponibilità dei sindaci e delle comunità che hanno messo a disposizione alcune strutture presso le quali ricoverare i migranti. Questa è una cosa di cui andare fieri perché i miei colleghi potrebbero benissimo dire di no e invece ci dicono di sì, con uno slancio encomiabile». «Già a Cutro la tragedia immane che è stata vissuta ha comunque restituito un’immagine assolutamente positiva della nostra gente e del nostro territorio, senza andare nella retorica dell’accoglienza».

I fondi

E sui fondi Zito spiega: «Ci sono fondi che l’onorevole Furgiuele, promotore dell’emendamento, voleva mettere a disposizione delle comunità e ricalcano la decisione che è stata presa in finanziaria che ha stanziato 300mila euro per circa 20 Comuni credo in Sicilia, alcuni dei quali sinceramente mai assurti alle cronache per essere stati impegnati in attività di soccorso migranti. Giustamente è stato previsto per il comune di Lampedusa un contributo straordinario di oltre un milione, ma sono fondi riconosciuti per il ristoro in qualche modo del disaggio che le comunità hanno nel dover gestire questo fenomeno, cosa ben diversa è la restituzione delle somme che noi spendiamo sostanzialmente su mandato del Governo per il soccorso, e non solo non ci sono fondi per il ristorare le comunità, e questo è già scandaloso di per sé, ma addirittura ci sono difficoltà ad avere i fondi che noi anticipiamo per fare qualcosa che ci compete istituzionalmente».

La tragedia di Cutro

Su quanto avvenuto a Steccato di Cutro, il sindaco ha spiegato: «Probabilmente è successo per una sottovalutazione, per una forte sottovalutazione, e ho quest’idea per un motivo. La cosa che mi ha convinto poco è la continua ricerca di motivazioni, di solito quando succedono queste cose si sta in silenzio e dopo un giorno di approfondimento si dà una versione che poi magari può essere messa in discussione. Prima si è detto che la Guardia di Finanza è uscita e poi c’era il mare agitato ed è tornata indietro ma sappiamo che la Guardia di Finanza non fa salvataggi e tutti ci siamo chiesti perché non sia andata la Capitaneria di Porto il perché non lo so, ma non vorrei che ci fossero complicazioni nella catena delle decisioni che rendono non operativo il sistema di soccorso a mare per come dovrebbe essere». (redazione@corrierecal.it)

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