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il processo

In coma dopo il pestaggio a Crotone, il 21 aprile la sentenza

L’aggressore di Davide Ferrerio sceglie il rito abbreviato. Il gup dovrà decidere sul rinvio a giudizio di altri due coimputati

Pubblicato il: 03/04/2023 – 18:10
In coma dopo il pestaggio a Crotone, il 21 aprile la sentenza

CROTONE Sarà processato con il rito abbreviato il 6 aprile Nicolò Passalacqua, il 23enne accusato del tentato omicidio di Davide Ferrerio, il giovane bolognese aggredito e ridotto in fin di vita l’11 agosto 2022 a Crotone. La richiesta è stata avanzata stamani dal suo difensore, l’avvocato Salvatore Iannone, nell’udienza davanti al gup di Crotone Elvezia Cordasco. Iannone ha anche presentato una perizia medica secondo la quale una patologia ossea della quale Ferrerio soffre avrebbe aggravato le conseguenze del colpo inferto da Passalacqua. Perizia non accolta dal gip.
Il rito abbreviato, comunque, potrebbe essere revocato in caso di morte di Davide, ricoverato in coma irreversibile a Bologna. Gli altri due coimputati, una 42enne e Andrej Gaju (35), difesi dagli avvocati Mauro Buono e Michele Lo Prete, invece non hanno presentato richiesta di riti alternativi e il pm Pasquale Festa ha chiesto il loro rinvio a giudizio per concorso anomalo in tentato omicidio.
Il 21 aprile ci sarà la sentenza dell’abbreviato e la decisione sul rinvio a giudizio. Passalacqua venne arrestato qualche ora dopo il fatto dalla Squadra mobile di Crotone che lo aveva individuato come autore dell’aggressione nata per uno scambio di persona. La vicenda scaturisce da un appuntamento che una 17enne (per la quale si terrà mercoledì l’udienza preliminare davanti al gup del Tribunale dei minori di Catanzaro), istigata dalla mamma, aveva dato ad un uomo – Alessandro Cutro (32), anche lui imputato di concorso anomalo in tentato omicidio, che sarà davanti al gup il 17 aprile – il quale, utilizzando un falso account con il nome dell’ex della ragazza, le faceva la corte attraverso i social. Per questo la mamma aveva organizzato una sorta di spedizione punitiva. Il 31enne, però, capite le intenzioni del gruppo di cui faceva parte anche Passalacqua, per distogliere da sé le attenzioni ha inviato alla 17enne il messaggio: «Ho una maglietta bianca» causando lo scambio di persona con Davide. In tribunale erano presenti anche il padre ed il fratello di Davide – assistiti dagli avvocati Fabrizio Gallo e Gabriele Bordoni – che hanno criticato la concessione dell’abbreviato a Passalacqua. (Ansa)

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