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Lamezia, assenze sistematiche e malumori: i sei consiglieri “dissidenti” mettono in crisi Mascaro

Due Consigli retti solo dalla minoranza che intanto raccoglie successi. Il sindaco vuole evitare il commissariamento ma gli oppositori insorgono

Pubblicato il: 07/04/2023 – 17:09
di Giorgio Curcio
Lamezia, assenze sistematiche e malumori: i sei consiglieri “dissidenti” mettono in crisi Mascaro

LAMEZIA TERME Due Consigli comunali, entrambi in seconda convocazione, con una maggioranza presente con solo la metà degli effettivi. Se in passato ci si chiedeva chi realmente potesse mettere in crisi la leadership del sindaco Paolo Mascaro, da qualche settimana abbiamo la risposta. A Lamezia Terme c’è un caso politico inaspettato e, dopo i primi timidi tentativi di nascondere la polvere sotto al tappeto, ora bisogna fare i conti con una realtà che lascia aperti scenari, al momento, imprevedibili. A cominciare dalla tenuta della maggioranza in Consiglio.

Le assenze sistematiche

Alla base delle assenze ormai sistematiche – come raccontano i rumors di via Perugini – ci sarebbero diversi malumori e mal di pancia di sei consiglieri comunali. Si tratta di Zaffina, Gatto, Mastroianni, Costantino, Saullo e Saladini. Ormai nascondersi non serve più e, nonostante Mascaro abbia sempre parlato di «grande partecipazione e condivisione», l’idea dell’uomo solo al comando, del leader in grado di reggere il peso di un’amministrazione alle prese con problemi, emergenze e qualche risultato positivo, non piace più come all’inizio. Stare in disparte, o al massimo alla guida di qualche commissione consiliare, evidentemente non basta più e c’è chi chiede più spazio, soprattutto nelle decisioni. A costo di mettere in crisi la tenuta dell’amministrazione e far crollare tutto il castello.

L’ultimo Consiglio

Il primo cittadino lametino prova ancora a mettere acqua sul fuoco ma l’incendio ormai sta divampando. L’ultimo episodio è stato registrato ieri quando ancora una volta il Consiglio comunale si è svolto in seconda convocazione e in ritardo. Presenti solo 17 consiglieri ma, soprattutto, solo sette di maggioranza, con il numero legale che ha retto – nonostante i saluti a lavori iniziati di Lucia Cittadino e Aquila Villella – solo grazie alla minoranza. Discussioni, dubbi, ritardi e poi al via i lavori. E ad approfittarne è stata proprio la minoranza con una serie di mozioni e proposte votate all’unanimità: la sostituzione e/o modifica delle barriere che delimitano le tribune e il rettangolo di gioco dello stadio D’Ippolito, il Piano di Eliminazione delle Barriere architettoniche, la riqualificazione di piazza Mercato vecchio, il rinnovo e stabilizzazione dei contratti del personale sanitario Covi (comunque di competenza regionale). E ancora la riqualificazione dell’area termale di Caronte e all’interrogazione sui finanziamenti all’edificio scolastico Maggiore Perri, tutto approvato all’unanimità, richiamando ad una certa “responsabilità” politica. Ma è evidente che i consiglieri di minoranza non potranno reggere le stampelle a lungo all’amministrazione Mascaro e allora bisognerà ragionare per trovare la quadra all’interno della maggioranza e appianare le divergenze, ammesso che sia ancora possibile.

Evitare un nuovo commissariamento

L’aria in via Perugini è però tesissima, con il sindaco Paolo Mascaro intenzionato a non fare sconti a nessuno, escludendo rimpasti e nuove nomine, e non vorrebbe certo un nuovo commissariamento, ipotesi che, a Lamezia, solo a nominarla fa paura. L’obiettivo è allontanare i fantasmi ma resta da capire se un muro contro muro potrà eventualmente portare a risultati diversi da un crollo della maggioranza. Ma intanto ieri in Consiglio il primo cittadino lametino è stato chiaro, manifestando l’intenzione di spendersi per evitarlo. Con i cittadini lametini sempre più frastornati e lontani dalla politica e con un quadro tutt’altro che esaltante, il “ricatto” dei sei consiglieri comunali di maggioranza rischia di trasformarsi in vero e proprio boomerang. Bisognerà capire fino a che punto tireranno la corda anche perché una mozione di sfiducia è già pronta nel cassetto, toccherà solo alla minoranza capire quando (e se) sferrare un eventuale colpo mortale, tenendo conto anche della volontà dei singoli, alcuni dei quali allettati dall’idea di passare tra i banchi della maggioranza.  

L’affondo della minoranza

Si sfregano le mani gli esponenti di minoranza e i partiti di opposizione che, cristallizzata la crisi, si sono scatenati. In una nota, Gennarino Masi, segretario del Partito democratico lametino, ha incalzato proprio Mascaro: «I Consiglieri della sua maggioranza – scrive – gli fanno fare la figura dell’urlatore solitario. Invero, a noi poco interessa delle questioni tutte interne alla maggioranza, ci preoccupano, piuttosto, gli effetti su una città che ancora una volta sconta le conseguenze della cattiva amministrazione Mascaro: prima due anni e mezzo di commissariamento per mafia, ora tre anni e mezzo di immobilismo. Mascaro si assuma le proprie responsabilità e dica ai cittadini verso dove sta andando lui e la sua amministrazione». Critiche durissime anche da Mimmo Gianturco attraverso una lettera aperta alla città di Lamezia: «Ci troviamo ad essere amministrati da un sindaco – evidenzia Gianturco – che non intende dialogare con parte della propria maggioranza, li tiene relegati in un angolo senza un chiaro motivo. Probabilmente anche i dissidenti, peccano di comunicazione, dovrebbero spiegare politicamente alla città cosa sta succedendo, il perché di questo strappo istituzionale, quali sono le loro considerazioni sugli scarsi risultati raggiunti, le proposte e loro legittime rivendicazioni senza acuire il pericoloso braccio di ferro a cui tutti stiamo assistendo. In questo momento storico, dove la città si trova a dover gestire importanti finanziamenti PNRR, che potrebbero cambiare il volto ed il futuro del territorio, tutti siamo chiamati alla responsabilità. Se nessuno delle due parti in causa ha la volontà di ricucire lo strappo politico ed istituzionale – conclude – allora se ne prenda atto, firmiamo una mozione di sfiducia e torniamo subito al voto, restituiamo la parola ai cittadini, che meritano di certo un’amministrazione comunale migliore poiché, se si dovesse continuare così, al di là di chi vincerà fra i contendenti, ci sarà un unico perdente, ossia la Città di Lamezia Terme». «Il Sindaco e la sua maggioranza – scrivono gli attivisti del Movimento 5 Stelle – innanzitutto chiariscano nella sede deputata del Consiglio Comunale i motivi reali della crisi nei loro rapporti, perché non possono costringere la città a morire di asfissia sotto i miasmi dei loro appetiti di potere. Dall’altra le forze progressiste, con le quali stiamo conducendo giuste e necessarie battaglie contro il PSC e contro le ombre che stanno dietro alla svendita ed alla demolizione dell’ex Cantina Sociale di Sambiase, chiariscano, non a noi ma agli elettori progressisti, se vogliono continuare sul terreno del confronto leale e lineare o invece giocare alle tre carte, facendo a fasi alterne a volte gli oppositori ed a volte le stampelle di questa moribonda amministrazione». Il gruppo consiliare “Nuova Era” composto da Lucia Cittadino ed Eugenio Guarascio, infine, invita Mascaro a «prendere atto della crisi della sua maggioranza». «Il nostro atteggiamento finora – scrivono – è sempre stato costruttivo e guidato dal profondo rispetto verso Lamezia, verso gli elettori tutti che si aspettano che chi guidi la città e indossi la fascia tricolore governi, si dedichi ai problemi del territorio, valorizzi le vocazioni e individui nuove opportunità. «Tutto ciò non sta accadendo, in realtà non è mai accaduto da quando è in piedi questa amministrazione. Lamezia però non può attendere, né il gruppo consiliare “Nuova Era” è disposto a prestare il fianco a una maggioranza divisa e dannosa per la città. Non ci voltiamo dall’altra parte ed è per questa ragione che oggi la nostra consigliera Lucia Cittadino ha abbandonato i lavori dell’assemblea. Non vogliamo essere in alcun modo complici di questo odioso teatrino. Invitiamo, dunque, il sindaco Mascaro a porre in atto ogni necessaria iniziativa a fare chiarezza al proprio interno: i cittadini lametini devono sapere e hanno diritto ad avere un’amministrazione reale». (g.curcio@corrierecal.it)

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