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«La proroga del Decreto Calabria non è una buona notizia»

Continuare a commissariare il commissario per ulteriori sei mesi non è per niente una buona notizia. Il prolungamento degli effetti del Decreto Calabria dimostra che nessun passo in avanti ancora …

Pubblicato il: 06/05/2023 – 14:00
di GIUSEPPE MAZZUCA*
«La proroga del Decreto Calabria non è una buona notizia»

Continuare a commissariare il commissario per ulteriori sei mesi non è per niente una buona notizia. Il prolungamento degli effetti del Decreto Calabria dimostra che nessun passo in avanti ancora è stato fatto, né sul fronte dei Livelli essenziali di assistenza, rimasti molto al di sotto della soglia minima di adempienza, né su quello del caos organizzativo, gestionale e finanziario. Nonostante i poteri straordinari, ad esempio, perché ancora non sono stati approvati i cinque Bilanci consuntivi dell’Asp di Cosenza? Per non parlare dell’assistenza territoriale e delle assunzioni di personale.  Nel triennio 2019-2022 l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza ha espletato 17 concorsi su 44 pubblicati, il tempo medio trascorso tra la pubblicazione del bando e la graduatoria finale è di 974 giorni. Il blocco del turn over, invece, ha fatto diminuire il personale sanitario del 17,29 per cento, quello tecnico dell’8,3 per cento e quello amministrativo del 45,53 per cento. Tutto ciò ha compromesso, forse irreversibilmente, il buon funzionamento del sistema sanitario. Bastano già questi pochi dati a far capire che la situazione non è affatto migliorata. Il rischio è che anche le risorse stanziate nell’ambito del Pnrr, per la creazione di 61 Case di Comunità e 20 Ospedali di Comunità, restino inutilizzate. E per evitare che queste strutture non rimangano involucri vuoti è necessario assumere, secondo i parametri previsti dal DM 77/2022, almeno 356 infermieri, 361 impiegati socio amministrativi, 201 assistenti sociali, 200 operatori sociosanitari, 50 medici.  La Calabria rischia di fallire anche sul Pnrr, ciò che più volte è stato detto e acclarato è rimasto sulla carta. Non sono bastati tredici anni di commissariamento a riportare la sanità calabrese alla normalità, ora ci aspettano altri sei mesi della legge speciale sulla sanità. Nulla di nuovo si vede all’orizzonte. Ci auguriamo che, trascorsi questi sei mesi, non si faccia più ricorso ad ulteriori “escamotage”. Non abbiamo più bisogno di super poteri, né di finti eroi che alla fine si troveranno costretti ad ammettere il fallimento della missione.
* Presidente del Consiglio comunale di Cosenza

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