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«La città unica è un sogno per tutti i cosentini, ma è un procedimento complesso»

«La città unica è un sogno per tutti i cosentini. Non è qualcosa da fare nel futuro, ma qualcosa che andava fatto ieri. Un anno fa. Dieci anni fa. Chiunque abbia studiato, lavorato, fatto il milit…

Pubblicato il: 10/05/2023 – 17:34
di Francesco Graziadio*
«La città unica è un sogno per tutti i cosentini, ma è un procedimento complesso»

«La città unica è un sogno per tutti i cosentini. Non è qualcosa da fare nel futuro, ma qualcosa che andava fatto ieri. Un anno fa. Dieci anni fa. Chiunque abbia studiato, lavorato, fatto il militare fuori Cosenza ha incontrato all’estero altri conterranei. Potevano essere di Rende e Castrolibero, ma anche di Mendicino, Carolei, Montalto o Marano, ma a domanda: “Di dove sei?”, rispondevano sempre: “Di Cosenza”. Una volta attraversato il Pollino, tutti gli abitanti di questa vasta area urbana dicono di essere di Cosenza. Non credo che tutte queste persone si dicano cosentine pur non essendolo in virtù del fascino culturale, del carisma della città capoluogo. Queste persone vengono a Cosenza per lavorare, per fare acquisti, per andare al teatro, per prendere l’aperitivo, in un flusso che prima era unidirezionale e che è poi diventato circolare, con i cosentini che vanno a lavorare a Mendicino, a fare acquisti a Rende, a prendere l’aperitivo a Castrolibero. Noi l’avevamo nel programma, ci stavamo lavorando, poi è arrivata la notizia dell’iniziativa dei consiglieri regionali di centrodestra. Quanta retorica in quell’iniziativa. Ma soprattutto che orribile sgarbo istituzionale. La Regione, un Ente sovracomunale arido, lontano dai cittadini, chiuso nei suoi palazzi di Catanzaro. Che partorisce un’iniziativa brutale, muscolare, una roba alla Cetto Laqualunque figlia di un disperato bisogno di farsi notare. E poi, parliamo con chiarezza: strumentale. Dettata dal desiderio di riprendersi una Cosenza che hanno perduto nelle urne. Un’iniziativa fredda, burocratica che tradisce, nella sua fretta, una totale assenza di visione. I cosentini devono capire che noi non abbiamo paura. Qui si ragiona sulle difficoltà di un procedimento complesso, perché complesse sono le strutture che si devono mettere insieme, non si fa melina per arrivare alla fine del mandato. Responsabilità, non paura. Che poi, di chi dovremmo avere paura?
Questa è una destra arrogante e pasticciona, che sta dimostrando la sua incapacità di governare ad ogni livello istituzionale, dalla Regione al Governo Meloni. E contro una destra così vinceremo sempre».

Gruppo PD Consiglio Comunale CS*

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