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la vertenza

Corap, i sindacati proclamano lo stato di agitazione: incertezze sulla sorte dei 74 dipendenti

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl sollecitano chiarezza e interventi risultivi dalla Regione e preannunciano anche una giornata di sciopero

Pubblicato il: 19/05/2023 – 15:15
Corap, i sindacati proclamano lo stato di agitazione: incertezze sulla sorte dei 74 dipendenti

CATANZARO I sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori del Corap, il Consorzio regionale attività produttive.  «Stante il lungo tempo trascorso – scrivono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – risulta indispensabile capire come la Regione Calabria, nel quadro della procedura di liiquidazione coatta amministrativa avviata, intenda collocare i suoi 74 dipendenti ormai stanchi, gli stessi hanno subito un iter che ha portato alla messa in Lca solo dopo una serie di goffi scivoloni da parte della politica; infatti la prima procedura è avvenuta nel 2019 e poi dichiarata incostituzionale nel marzo 2021, ritornato in bonis poi nel mese di Settembre 2021 viene di nuovo posto in Lca questa volta interviene il Tribunale amministrativo regionale dopo poco più di un mese…. Fino ad arrivare all’attuale procedura avviata a novembre 2021 ed oggi inopponibile, ma con dentro crediti vantati dai dipendenti per circa 6 stipendi arretrati, insieme ai riconoscimenti previsti dagli altri istituti contrattuali. La Regione Calabria in tutta questa vicenda è il grande assente mai un tavolo con la presenza di un rappresentante regionale. Non si comprendono ad oggi le reali intenzioni dei dipartimenti regionali parti di questa vicenda, atteso che bisognerebbe comprendere dove era la burocrazia regionale quando nel 2016 è stata fatta la capestro fusione tra le 5 Asi calabresi, il tutto senza vedere un documento delle vecchie Asi, senza conoscere le varie situazioni debitorie, ignorando scientemente la relazione dell’allora commissario straordinario Monea dalla quale veniva fuori numeri importanti che anticipavano la fine del Corap anni prima della sua istituzione. I dipendenti del Corap sono ancora oggi impantanati in questa vicenda, senza un futuro e con in mano un cedolino paga con su la scritta “In liquidazione coatta amministrativa” continuano a lavorare in silenzio producendo i documenti richiesti dalla Regione e sostituendo che è andato in pensione o è riuscito a “salvarsi” approdando in altri porti perché un ente in Lca non può giustamente assumere garantendo il turnover. In relazione alle funzioni strumentali in capo al Consorzio, la discussione assume i toni e i contorni di una sgrammaticatura istituzionale che merita una trattazione più approfondita… È evidente che il tempo risulta ormai scaduto abbondantemente».

Preannunciati sciopero e sit-in alla Regione

Inoltre – proseguono – «il protrarsi della gestione in continuità e nei termini dell’esercizio provvisorio rischia di gravare sulla realizzazione dell’attivo della procedura, appesantendo le spese della gestione in continuità. Sono mesi che a certe latitudini della cittadella regionale, e non già mai dalla sede del Consiglio regionale, si parla di una nuova Agenzia, senza specificarne mai la natura giuridica, scopi, funzioni e personale della nuova agenzia. In verità – proseguono i sindacati – non vi è traccia di alcuna proposta di legge in questo senso; nel concreto non è stato fatto alcun passo in avanti, non è dato sapere se esiste un progetto di legge regionale ufficiale e sappiamo tutti che questo percorso prevede una serie di adempimenti che richiedono tempi procedurali molto lunghi. Inoltre, le lungaggini nonché le liturgie che abitualmente bisogna consumare, appaiono evidenti anche agli osservatori più distratti, figuriamoci ai dipendenti che da anni attendono la definizione di questa vertenza. Se non fosse che i dipendenti pagano il costo più alto, quasi, quasi, dovrebbero ringraziare i vari governi regionali per averli avviati alla letteratura della speranza. Il meglio dell’intera vicenda deve ancora essere chiarito. Altra questione è quella riguardante il ramo d’azienda che deve confluire in Sorical S.p.A. che ad oggi, dagli atti posti in essere dal cronoprogramma della predetta, dovrebbe avvenire con switch-off nel mese di ottobre 2023. Altra questione riguarda l’attuale gestione commissariale che ha in mano un attivo a disposizione dei creditori ad oggi consistente e che permetterebbe la soddisfazione almeno degli arretrati dei dipendenti dal 2019, tali somme non possono per norma di legge essere utilizzate per la gestione ordinaria dell’Ente, quindi la Regione Calabria non può finanziare la Depurazione del periodo estivo con i soldini dei dipendenti e con il loro Tfr. Si precisa che ad oggi i dipendenti sono solo 74, per loro sono previste le tutele dell’articolo 51 del Ccnl Ficei 2022-2024 – in materia di mobilità dei lavoratori e riordini aziendali –  soprattutto vanno  dallo stesso art. 15, c. 1, del dl  98/2011convertito dalla legge 15 luglio 2021 numero  111. Norme e procedure che, a stato passivo oramai depositato, devono essere solo avviate a tutela dei dipendenti. Considerato quanto sopra esposto, si chiede di definire entro e non oltre la fine del mese di calendarizzando un tavolo sindacale operativo che porti allo smistamento del personale.  In caso contrario – concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – l’amministrazione regionale deve collocare il dipendenti Corap nelle forme previste della normativa nazionale di riferimento che ha posto il Corap in Lca, ovvero nei ruoli della Regione Calabria. L’1 giugno  sarà data comunicazione di una giornata di sciopero dei dipendenti del Corap e di un sit-in sotto la sede regionale, aggiungiamo ci piacerebbe tanto essere smentiti in ognuno dei passaggi sottolineati dalle organizzazioni sindacali nella presente nota, la nostra speranza e quella dei dipendente dell’Ente è di chiudere questa vicenda in tempi brevi e soprattutto con chiarezza da parte della Regione Calabria». A sottoscrive la nota Alessandra Baldari (Fp Cgil), Luciano Giordano (Cisl Fp) e Walter Bloise (Uil Fpl).

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