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la conferenza stampa

La svolta di Trame: festival e nuove reti per «costruire un nuovo pensiero dell’antimafia» – VIDEO

A Lamezia il presidente Iovene traccia un primo bilancio e rilancia i “Festival Antimafia” e “Piazze Connection”

Pubblicato il: 26/05/2023 – 16:43
di Giorgio Curcio
La svolta di Trame: festival e nuove reti per «costruire un nuovo pensiero dell’antimafia»  – VIDEO

LAMEZIA TERME «Ci è sembrato doveroso tornare ai soci, alla stampa e alla città e raccontare quello che abbiamo fatto in questo anno». Anche perché i cambiamenti sono stati tanti, così come le sfide con una proiezione al futuro e alle prossime novità. Le racconta tutte il presidente della Fondazione Trame, Nuccio Iovene, ai microfoni del Corriere della Calabria a margine della conferenza stampa organizzata questa mattina a Lamezia Terme.  Tra le mura di quel “Civico Trame” che è poi il simbolo della fondazione e dell’impegno profuso con successo sul territorio, il presidente Iovene, accompagnato da Maria Teresa Morano, dall’ex presidente e ora consigliere Armando Caputo e Gioacchino Tavella ha illustrato i punti raggiunti a poco più di un anno dall’insediamento del nuovo consiglio d’amministrazione.  

Le novità

Gli occhi sono tutti puntati sul prossimo festival, uno degli eventi più importanti del panorama nazionale, ma che nelle ultime due edizioni (la 10 e la 11) non ha ricevuto alcun contributo pubblico e attende ancora il saldo dalla regione per il bando del 2020, ma, ciò nonostante, le cose a cui la Fondazione Trame ha lavorato sono davvero molte. «La prima – ci racconta Iovene – è stata ovviamente l’adeguamento alle nuove normative del terzo settore che la legge imponeva, abbiamo quindi cambiato lo statuto e questa è stata l’occasione anche per un ripensare alla fondazione, al suo modo di essere attraverso passaggi chiave. Primo: l’acquisizione della personalità giuridica, finalmente la Fondazione Trame ha la sua personalità giuridica ed è riconosciuta. Secondo: è stata iscritta nel registro unico del terzo settore e quindi opererà in base alle nuove norme che sono state definite dal legislatore negli ultimi anni. Terzo: l’abbiamo trasformata in una “fondazione di partecipazione” e questa è la nuova fase che si aprirà». Anche perché come ricorda Iovene «Trame, la Fondazione e il Festival sono patrimonio di questo territorio e quindi era giusto, fermo restando il ruolo fondamentale e centrale dell’Ala, l’associazione lametina antiracket, che è il socio fondatore della Fondazione, aprirsi ad altre esperienze ad altre realtà del territorio, singoli, privati, enti pubblici, associazioni e altre realtà per rendere ancora più forte la fondazione, la sua attività nel territorio».

La prima rete dei “Festival Antimafia”

Progetti e prospettive esaltanti, dunque, sull’impronta di Trame e del successo ottenuto nel corso degli ultimi anni, frutto di un impegno svolto sul territorio. Da qui il trampolino per creare una rete proficua e che tocca molti altri ambiti. «Ci sono alcune cose importanti che avranno dei riflessi anche sul Festival e sono le reti alle quali abbiamo lavorato, in questi mesi, per portare la Fondazione Trame tra i fondatori e protagonisti di nuove compagini associative, sui terreni della cultura, dell’antimafia e della promozione di eventi nel Mezzogiorno». Il riferimento di Iovene è alla “Rete delle culture” la principale rete che mette insieme associazioni e fondazioni grandi e piccole del terzo settore in Italia, a cui «abbiamo partecipato come soci fondatori qualche mese fa alla prima rete dei “Festival Antimafia” che avrà il suo esordio anche nel prossimo Trame». Si chiama “Piazze Connection” e mette insieme Trame, il festival più importante, altre realtà che operano su questo stesso terreno come “Restart”, che si svolge nel Lazio, “Legalitria” che si svolge in Puglia, “Noi contro le mafie” che si tiene ogni anno in Emilia-Romagna e “Raccontiamoci le mafie” in Lombardia. «È una rete che si è aperta ma che oltre alla collaborazione operativa tra le diverse realtà, si pone l’obiettivo e l’ambizione di costruire un nuovo pensiero dell’antimafia, ora necessario, indispensabile perché non c’è dubbio che c’è un calo di attenzione e di tensione sul tema della mafia, della sua pericolosità».

I pericoli

Anche perché il pericolo che l’attenzione sulla lotta alle mafie, alla ‘ndrangheta e alla criminalità organizzata in questa fase storica crolli, è molto alto. «Abbandonata la strategia stragista – spiega Iovene – forse l’opinione pubblica e i cittadini, sia le istituzioni, pensano che sia meno pericolosa del passato e invece no. Si tratta di cambiare i linguaggi, di cambiare approccio e di far capire a tutti la nuova fase che si è aperta».  

Festival del Sud

E poi c’è la terza e ultima con la quale Fondazione Trame sta collaborando ovvero “Festival del Sud”. «Non c’è dubbio che i festival siano un grande patrimonio nel panorama culturale del nostro paese, ci sono però due diverse percezioni: i grandi festival del Nord che hanno spalle molto solide, finanziamenti adeguati e una rete istituzionale e sociale che le sostiene e poi ci sono tante realtà, fatte con grande impegno, grande generosità e grande volontà in un territorio che fatica a programmare, fatica a rendere stabili le esperienze e sono i tanti festival che si svolgono nel Mezzogiorno». (g.curcio@corrierecal.it)

L’intervista a Nuccio Iovene:

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