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La vicenda

Mancate cure ad un detenuto catanzarese a Secondigliano, il garante campano: «Si rispetti il diritto alla salute»

Ciambriello sul caso denunciato: «È sacrosanto, non può essere derogato a niente, men che meno alla presunta commissione di un reato»

Pubblicato il: 30/05/2023 – 15:12
Mancate cure ad un detenuto catanzarese a Secondigliano, il garante campano: «Si rispetti il diritto alla salute»

CATANZARO «Conosco la storia e le condizioni di salute di Andrea S. da diversi mesi e, più volte, sono intervenuto con l’area sanitaria per chiedere maggiore attenzione sul suo caso, più accertamenti specialistici e un monitoraggio costante». È quanto sostiene il Garante campano delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello sul caso di un detenuto catanzarese che ha denunciato le mancate cure nel Polo clinico di Secondigliano. «L’ho incontrato personalmente – spiega Ciambriello – e l’hanno incontrato diverse volte miei collaboratori e a tutti ha ribadito la sua volontà: andare via dal SAI di Secondigliano. Nessuna pretesa di tornare in Calabria, a lui e anche alla sua famiglia andrebbe bene anche un trasferimento al Nord, purché però venga curato, perché una volta fuori da quelle mura vuole essere un uomo in grado di ricominciare e non un uomo ormai ammalato in maniera irreversibile, spossato e senza alcuna possibilità di ritornare a lavorare».
«Per queste ragioni, già diverse volte, ho scritto per lui al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria – racconta il Garante – che però ha rigettato le sue richieste di trasferimento in altro carcere. Ci riproveremo. Intanto, la sua denuncia, pubblicata giorni addietro su testate locali calabresi, suona come una denuncia in nome di un diritto alla salute che non viene garantito e che va oltre il singolo caso, ma che accomuna tutti i detenuti che, oltre alla privazione della libertà personale, vivono anche il dramma di essere reclusi gravemente ammalati».
«Un diritto sacrosanto quello alla salute – conclude Ciambriello – che, purtroppo, non viene garantito, per mancanza di medici, pochi posti letto per i detenuti negli ospedali»,

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