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Rifiuti e liquami interrati, discariche non autorizzate: le attività illecite tra Curinga, Amaroni e Cotronei

Inchiesta della Dda di Catanzaro avviata da una segnalazione dei carabinieri di Maida. Scoperti i traffici illeciti e incontrollati e i Fir falsi

Pubblicato il: 15/06/2023 – 12:30
di Giorgio Curcio
Rifiuti e liquami interrati, discariche non autorizzate: le attività illecite tra Curinga, Amaroni e Cotronei

LAMEZIA TERME Tutto è iniziato da una segnalazione arrivata dai Carabinieri della Stazione di Maida: un deposito incontrollato di rifiuti fognari, trasportati attraverso un veicolo della società “G&D Ecologica” di Acconia di Curinga. Poi il Nor dei Carabinieri di Lamezia Terme ha controllato un altro mezzo della stessa società che perdeva liquami, scoprendo un formulario identificativo dei rifiuti, ovvero il Fir, del tutto falso. Attraverso le intercettazioni telefoniche effettuate sui dispositivi dei fratelli Rutigliano e dei dipendenti della G&D Ecologica”, gli inquirenti sono riusciti a far luce su un traffico illecito di rifiuti gestito da Gioacchino Rutigliano.

Le attività di smaltimento illecito

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Catanzaro, hanno consentito di delineare l’attività illecita gestita da Gioacchino Rutigliano, finito agli arresti domiciliari, in collaborazione con i propri dipendenti e gli autisti dell’azienda, ma anche di altre società conniventi come la “Costruzioni Bova srl”, la “Eco Rec” e Sabatino Salvatore D’Angela, titolare della ditta individuale “Eco Saba Service”, finito anche lui ai domicilairi. Quest’ultimo, secondo quanto scrive il gip nell’ordinanza, avrebbe svolto anche il compito di intermediario per Rutigliano al costo di 5 euro a tonnellata, senza però essere in possesso delle autorizzazioni richieste. Rutigliano, secondo gli inquirenti, avrebbe effettuato abitualmente lo stoccaggio non autorizzato di rifiuti nella sede della propria azienda, compilando documenti falsi che attestavano il transito spesso mai avvenuto negli impianti della “Eco Rec” e della “Costruzioni Bova srl” che, a loro volta, preparavano Fir falsi sulla ricezione dei fanghi che, in realtà, o non venivano mai conferiti o, con riferimento alla “Costruzioni Bova srl”, venivano conferiti e non smaltiti secondo la procedura di “end of waste” di cui si aveva l’autorizzazione, ma al contrario venivano interrati vicino allo stabilimento.

Il modus operandi

Dall’inchiesta è emerso, poi, il ruolo particolarmente attivo di Antonietta Vescio Campisano, anche lei finita ai domiciliari. Era lei, sempre secondo gli inquirenti, ad interfacciarsi direttamente con i titolari delle altre società oltre che con Rutigliano. Ma non solo: avrebbe raggiunto accordi sui conferimenti con la «piena consapevolezza dell’attività illecita svolta» scrive il gip, esprimendo anche riserve «nei confronti del proprio datore di lavoro». Allo stesso modo, anche Alessandro Anello, risulta ben consapevole dell’illecita attività dì stoccaggio svolta dalla “G&D Ecologica s.p.a.”, intervenendo più volte nella risoluzione delle problematiche. E poi il ruolo degli autisti: anche loro, sempre secondo il pm, erano «consapevoli dell’attività illecita» anche perché erano proprio loro a firmare i Fir falsi emessi dalla società e sottoposti sia alla “Costruzioni Bova srl” che alla “Eco Rec”.

I sequestri

Il gip del Tribunale di Catanzaro, Gabriella Pede, ha così disposto il sequestro preventivo del complesso immobiliare a destinazione industriale ad Acconia di Curinga di proprietà della Società “G&D Ecologica S.p.A.” e i relativi automezzi. Dell’impianto di recupero rifiuti speciali non pericolosi ad Amaroni di proprietà della società “Costruzioni Bova s.r.l.” ma anche l’impianto di trattamento rifiuti con attività di recupero e riciclo per la produzione di compost con “vermi compostaggio” della Eco Rec srl di Cotronei. (g.curcio@corrierecal.it)

La nota dell’avvocato difensore

Di seguito la nota inviata dall’avvocato Giuseppe Di Renzo, avvocato difensore di Egidio Lista. «In atti – scrive il legale – non esiste la prova di un traffico illecito di rifiuti gestito dal dott. Lista in concorso (con il cautelato Gioacchino Rutigliano, che saprà auspicabilmente chiarire la sua posizione), come, parimenti, non esiste alcun elemento probatorio o indiziario che asseveri il ruolo del Lista come intermediario non autorizzato nella gestione dei rifiuti. Di contro, evidenzio che la Procura Distrettuale non ha avanzato alcuna richiesta di misura cautelare personale per il dott. Lista, così come nessuna misura cautelare reale è stata applicata sui beni a lui riconducibili e ciò difettandone financo la richiesta». «Dal titolo custodiale emerge, in realtà, un ruolo estremamente marginale del Lista, e totalmente extravagante rispetto al complesso delle altre imputazioni. Il dott. Lista è uno stimato professionista, con notevoli interessi imprenditoriali, totalmente incensurato, che non ha mai patito alcun procedimento penale, e che, in ragione della sua corretta e specchiata condotta, avanzerà per mio tramite, richiesta di “presentazione spontanea per rendere interrogatorio” davanti ai magistrati della Procura Distrettuale e ciò per lumeggiare in modo rapido ed efficace la sua, pur sfumata, posizione. Il dott. Lista rappresenta, per il mio tramite, totale fiducia nelle capacità della Procura Distrettuale di discriminare le singole condotte, distinguendo le individuali responsabilità».

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