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Forestazione, l’evento Fai Cisl “Giornate della montagna”. «Sfidiamo la politica per rilanciare il settore» – VIDEO

Evento per approfondire il legame tra il mondo del lavoro e le vocazioni ambientali ed agroalimentari. Sapia: «Basta etichette»

Pubblicato il: 28/06/2023 – 16:41
Forestazione, l’evento Fai Cisl “Giornate della montagna”. «Sfidiamo la politica per rilanciare il settore» – VIDEO

A Camigliatello Silano, in provincia di Cosenza, l’appuntamento dedicato alle “Giornate della montagna” con riflessioni ad alta quota ideato dalla Fai Cisl con la sua Fondazione Studi e Ricerche e con Terra Viva – Associazione Liberi Produttori Agricoli per approfondire il legame tra il mondo del lavoro e le vocazioni ambientali ed agroalimentari. E poi la forestazione e l’acquacoltura, la bonifica, il ripopolamento dei borghi rurali e la zootecnia. Il messaggio di fondo, lanciato dal cuore della Sila, è destinato a governo e regioni è che siccità, dissesto idrogeologico, incendi, insieme al contesto internazionale che richiede maggiori e migliori capacità produttive agroalimentari, rappresentano sfide legate tra loro e accomunate dal tema del capitale umano. All’evento, patrocinato dai Ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura e dalla Regione Calabria, partecipano oltre 300 ospiti tra docenti, ricercatori, artisti, rappresentanti del mondo cooperativo e delle istituzioni locali e nazionali.

Sapia: «Basta alle etichette e ai luoghi comuni sul lavoro forestal

«Quella di oggi – ha detto ai microfoni del Corriere della Calabria Michele Sapia, segretario della Fai Cisl Calabria – è una bella occasione per stare insieme, fare rete, parlare di forestazione, delle tute verdi e del lavoro della bonifica. Un momento per sostenere l’importanza della montagna, accendere i riflettori sul lavoro forestale, ma anche sulle politiche da avviare per fare prevenzione tramite investimenti in programmazione e in pianificazione. Ma anche per dire basta alle etichette e ai luoghi comuni sul lavoro forestale e sul lavoro della bonifica che in passato hanno fatto un grande lavoro per la tutela del territorio e per un importante rimboschimento qui in Calabria».  «Oggi è una occasione per remare tutti insieme verso una unica direzione che è quella di reagire e pensare al plurale. Un’occasione per coltivare insieme».  

I problemi calabresi

Tutto questo mentre in Calabria persistono due problemi importanti e tuttora irrisolti: il turnover nel settore idraulico-forestale e l’annunciata riforma del sistema consortile. «Purtroppo – ha spiegato Sapia – 4mila lavoratori forestali per un territorio green a vocazione ambientale con oltre 670mila ettari di bosco non bastano. E non bastano perché il bosco bisogna coltivarlo, va protetto e dobbiamo evitare ulteriori tragedie per come sono avvenute in questi anni. Dobbiamo dire basta alle frane, basta agli incendi e avviare un nuovo percorso perché in Calabria serve una forestazione 2.0 e serve una riforma della bonifica che tenga conto delle tante agricolture e anche della fragilità di questo territorio». «Serve una riforma, ma serve più confronto e partecipazione per come abbiamo stabilito e per come abbiamo a più riprese proposto alla giunta regionale, vogliamo un confronto sulla riforma della bonifica, chiediamo la necessità di avviare anche nuovi momenti di partecipazione per un vero rilancio del settore della forestazione perché è necessario un vero ricambio generazionale nel sistema forestale e ambientale calabrese».

«Le risorse devono essere garantite»

A ribadire il messaggio è stato a sua volta Onofrio Rota, Segretario Generale della Fai-Cisl. «Deve essere fortissimo, non forte, perché la politica deve capire che questo settore è strategico e non può considerarlo soltanto quando gli torna utile. È qui la sfida principale, perché questa materia è demandata alle regioni e, invece, deve assumere un’attenzione anche nazionale perché aver cura del territorio nazionale fa parte della missione anche del governo. Quindi sinergie nazionali, istituzioni territoriali, però mettendo a centro seriamente il lavoro. Qui in Calabria, purtroppo, abbiamo assistito a scene bruttissime e irripetibili nei consorzi di bonifica, dove siamo di fronte a una ipotesi di una riforma che sicuramente non ci convince, così come la battaglia che facciamo nei lavoratori forestali che sono a parole detti essenziali poi, nei fatti, non trovano mai le risorse necessarie perché possano garantire la manutenzione del territorio». «La contraddizione del nostro Paese è che il bosco cresce per spopolamento delle aree interne però proporzionalmente diminuiscono le figure professionali, si invecchiano, hanno strumenti tecnici a disposizione inadeguati per garantire manutenzione e non avviene quel cambio generazionale che sarebbe interessante, utile e necessario al Paese. Noi siamo qui anche per dire che non accettiamo la linea dell’accontentarci, vogliamo sfidare la politica e ci mettiamo a disposizione anche noi come lavoratori a rimettere al centro una forestazione produttiva dove si stabiliscano matrici ben precise che dicono “per ettaro lavorato a bosco” quanti lavoratori forestali servono. Però una volta trovata questa matrice, questo equilibrio, le risorse devono essere garantite perché non possiamo permetterci che i lavoratori ogni anno devono andare ad elemosinare le risorse alle regioni per garantire le giornate e garantire un servizio essenziale al territorio».

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