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scienza e salute

Inibitore di MicroRna in pazienti oncologici, all’Università di Catanzaro la nuova frontiera nella lotta ai tumori

Prima sperimentazione clinica a livello internazionale. Lo studio, realizzato da Oncologia Medica dell’Umg, apre notevoli prospettive

Pubblicato il: 13/07/2023 – 14:07
Inibitore di MicroRna in pazienti oncologici, all’Università di Catanzaro la nuova frontiera nella lotta ai tumori

CATANZARO Una nuova frontiera nella terapia delle neoplasie umane: a raggiungerla l’Università Magna Graecia e l’azienda ospedaliera universitaria Dulbecco di Catanzaro, nel cui ambito è stato sviluppo uno studio pioneristico per il trattamento sperimentale dei tumori fondato sulle terapie basate su Rna. Si tratta in pratica della prima sperimentazione clinica a livello internazionale di un inibitore di microRna in pazienti oncologici. I dati dello studio, che è in Fase 1 ed è stato realizzato a Oncologia Medica dell’Umg, sono statu  pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Hematology&Oncology, avendo dimostrato la sicurezza e l’attività biologica e clinica dell’inibitore del microRna-221, Lna-i-miRna-221, in un campione di pazienti portatori di neoplasie avanzate.

Da sinistra Tagliaferri e Tassone

Gli interventi di Tassone e Tagliaferri

«Siamo partiti una decina di anni fa con l’idea di identificare e correggere la regolazione alterata di microRna oncogenici, ossia piccoli Rna  non-codificanti, caratterizzati, in condizioni normali, da importanti funzioni di regolazione dell’espressione di geni. Dopo aver individuato uno dei microRna candidati e progettato uno specifico agente terapeutico, abbiamo percorso tutte le fasi di sviluppo preclinico avanzato, seguendo le procedure regolatorie internazionali e nazionali per l’approvazione dei farmaci. Abbiamo quindi ottenuto un prodotto finale pronto per uso clinico sperimentale per la prima volta negli esseri umani», ha affermato il professore Pierfrancesco Tassone, ordinario di Oncologia Medica dell’Umg, e coordinatore di uno dei programmi speciali approvati nell’ambito del bando “Molecular Clinical Oncology 5 per mille” di Fondazione Airc. I risultati di questa sperimentazione di Fase 1, che rappresenta il primo gradino dello sviluppo clinico di un farmaco ed è sottoposta a rigidissime regole di monitoraggio, hanno dimostrato che il farmaco sperimentale è pronto per le successive fasi di sperimentazioni di Fase 2 e 3. Per Tassone è «la realizzazione di un progetto ambizioso, portato a termine esclusivamente con il contributo di Airc e dei suoi sostenitori, e che testimonia la possibilità di portare a termine un percorso di ricerca traslazionale indipendente, partendo da un’idea e dal laboratorio, sviluppando un farmaco, rendendolo disponibile in formulazione farmaceutica, per arrivare al trattamento dei pazienti. Un percorso che nel nostro Paese è prevalentemente industriale e raramente accademico e indipendente, soprattutto nelle fasi di sviluppo e caratterizzazione del nuovo farmaco». A sua volta il professore Pierosandro Tagliaferri, di Onologia Medica dell’Umg, sostiene: «E’ il coronamento di un sogno. Abbiamo lavorato allo sviluppo di un farmaco che percorre una strada completamente nuova, perché è un inibitore dei famosi microRna, che sono importantissimi regolatori della crescita cellulare e tumorale e quindi sono importanti bersagli terapeutici.  La prospettiva è quella delle fasi ulteriori di sperimentazione: noi abbiamo concluso la fase 1, quella iniziale, quando la molecola va nell’uomo, quando ci chiediamo se la molecola sicura, se è in grado di dare segni di attività anti-tumorale. Bene, noi abbiamo visto tutto questo: il farmaco è adesso pronto per la sperimentazione di fase 2 e 3 che sono quelle che porterebbero il farmaco in clinica».  La dimostrazione della sicurezza e delle prime evidenze di attività di questo farmaco first-in-class stimolerà la comunità internazionale a investire risorse umane e finanziarie nell’ottica dello sviluppo di nuovi scenari terapeutici. Conclude il Tassone: «Il risultato non è ovviamente solo personale, ma condiviso innanzitutto con il professor Pierosandro Tagliaferri, ordinario di Oncologia Medica della stessa Umg, che ha contribuito alle varie fasi di questa lunga e complessa storia. Soprattutto il risultato è di tutto il Team dei nostri clinici e giovani ricercatori sostenuti da Airc che hanno permesso di realizzare concretamente la visione di integrazione dei saperi, che il compianto Rettore Salvatore Venuta aveva posto alla base della missione del nostro Ateneo. Non un punto di arrivo quindi ma una partenza verso uno scenario promettente, che speriamo si traduca presto in trattamenti sempre più efficaci per i nostri pazienti».

La soddisfazione del Rettore e di La Regina

Soddisfatto il rettore dell’Università di Catanzaro Giovambattista De Sarro: «E’ un orgoglio per l’Ateneo, per l’Azienda “Dulbecco” iniziare con uno studio di questa portata è importante, è una delle tante attività che vengono a volgersi a concretizzarsi in un Ateneo giovane, tra poco faremo 25 anni, e che dimostrano quanto è cresciuto l’Ateneo. Non riusciamo nemmeno a seguire tutte le cose che si fanno e che ci assicurano che possiamo fare qualcosa di utile non solo per Catanzaro ma per l’intera Calabria. L’attività formativa si deve fare a livello regionale e quindi è importante che ci impegniamo per tutto il territorio non che ci fermiamo ad un’area ristretta. Magari – aggiunge De Sarro – riuscissimo ad avere l’aiuto che ci serve a cambiare la tendenza soprattutto a livello assistenziale perché potremmo diventare, visto che questa è una struttura relativamente moderna, e tra quelle relativamente moderne è tra le più importanti nel meridione, ci potrebbe portare a cambiare la storia e a ridurre l’emigrazione sanitaria: l’importante è ragionare tutti con una testa di collaborazione e allora ce la faremo. Il commissario dell’azienda Dulbecco, Vincenzo La Regina, parla di «un grandissimo risultato fatto di sacrifici, a volte anche di disponibilità e quindi l’Azienda, l’Università deve tanto alle unità operative di Oncologia ma soprattutto ai professionisti che hanno messo in moto nonostante tanti sacrifici e difficoltà un grande processo che è arrivato ad un risultato: fa ben sperare che la ricerca possa essere centrale nella Dulbecco». «Oggi restituiamo alla collettività un esempio concreto dell’impatto che la ricerca scientifica d’eccellenza ha sulla cura dei pazienti – dichiara il professor Federico Caligaris Cappio, direttore scientifico di Fondazione Airc – Siamo orgogliosi di avere contribuito a questo importante traguardo raggiunto dal Professor Pierfrancesco Tassone e dal suo gruppo che Airc sostiene in maniera continuativo da oltre quindici anni. Sappiamo bene che la ricerca non si improvvisa ma si costruisce nel tempo con rigore e metodo. Per questo è fondamentale poter offrire ai migliori scienziati stabilità finanziaria su progetti di lungo respiro proprio come accade con i programmi speciali “5 per mille” che Airc ha potuto progettare e sostenere nel corso degli anni grazie alla fiducia milioni di cittadini».

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