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Iniziati i lavori per il nuovo reparto oncologico. Occhiuto: «Merito dei cittadini della Locride»

Un sogno che si trasforma in realtà e che dovrebbe prendere forma in 9 mesi. Il presidente della Regione presente a Locri per complimentarsi

Pubblicato il: 14/07/2023 – 15:21
di Mariateresa Ripolo
Iniziati i lavori per il nuovo reparto oncologico. Occhiuto: «Merito dei cittadini della Locride»

LOCRI «Una giornata davvero importante per la Locride». È stato ribadito più volte nel corso della conferenza stampa sull’avvio dei lavori per la realizzazione del nuovo reparto oncologico. Presente per complimentarsi dello straordinario risultato anche il presidente della Regione Roberto Occhiuto. Il progetto vede direttamente coinvolti i cittadini del territorio che hanno contribuito attivamente alla raccolta delle somme iniziali necessarie. Il lavoro dall’Associazione Angela Serra, guidata dal professor Massimo Federico, con il supporto di cittadini, associazioni e istituzioni, ha portato al raggiungimento dell’obiettivo: un sogno che si trasforma in realtà e che dovrebbe prendere forma – da programma – nel giro di nove mesi.

Il progetto

L’associazione ha fatto a proprie spese prima un progetto di massima e poi la progettazione esecutiva. Illustrato lo scorso luglio, il progetto proposto è su un’area di circa 1000 metri quadrati, dove sono previste tre distinte aree: una ambulatoriale per le visite e i controlli ambulatoriali, una di Day Hospital per infusione farmaci e una di degenza. La nuova oncologia sarà collegata al cuore dell’ospedale tramite un corridoio interno ed è stata realizzata per essere di facile accesso, con parcheggio e area verde dedicati. Dopo l’accordo raggiunto con l’Asp di Reggio Calabria per l’ottenimento del diritto di superficie, l’ottenimento del finanziamento e adesso l’avvio dei lavori.

Massimo Federico, presidente dell’Associazione Angela Serra

«Sono molto felice di essere nuovamente a Locri – ha detto ai microfoni del Corriere della Calabria Massimo Federico, presidente dell’Associazione modenese – per dare la buona notizia che è stato aperto il cantiere. Era un impegno che abbiamo preso con i cittadini e per fortuna abbiamo potuto superare anche i piccoli intoppi che in queste avventure si trovano sempre». Presenti alla conferenza stampa a Locri – oltre al presidente Occhiuto e al professore Federico – anche l’assessore regionale Giovanni Calabrese, il commissario dell’Asp di Reggio Calabria Lucia Di Furia, il sindaco di Locri Giuseppe Fontana, il presidente dell’assemblea del Comuni della Locride Vincenzo Maesano, il responsabile regionale dell’Associazione Angela Serra Attilio Gennaro, il progettista Franco Maghenzani e Fabio Auddino, membro del comitato promotore del progetto.

Occhiuto: «Merito dei cittadini della Locride»

«Sono qui per testimoniare la mia gratitudine come presidente della Regione ai cittadini di Locride, perché per questo progetto la Regione non ha alcun merito, tutto il merito è dei cittadini che hanno saputo dimostrare solidarietà e amore per la loro sanità», ha detto a margine della conferenza stampa il presidente Occhiuto, che ha aggiunto: «Voglio giusto ringraziare la dottoressa Di Furia, il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale, che ha saputo accompagnare questo progetto che oggi si appresta a diventare realtà. Grazie. Lo ripeto: soltanto alla generosità della comunità di Locri e all’impegno di alcuni professionisti, come il professor Federico, che hanno saputo coordinare tutta questa solidarietà, tutta questa disponibilità dei cittadini per realizzare questo sogno».

«In atto un lavoro di ricostruzione della sanità calabrese»

Sulla situazione della sanità calabrese Occhiuto ha poi spiegato: «Ho trovato un sistema che ho definito più volte in macerie, lo sto ricostruendo dalle fondamenta. Abbiamo riorganizzato la rete ospedaliera, la rete territoriale. Abbiamo questo gigantesco problema del reclutamento perché per dodici anni non sono stati assunti medici, quando era più facile farlo. In questo anno e mezzo siamo riusciti ad assumere più di 2.300 unità di personale sanitario, mentre sono andati in pensione dal nostro sistema sanitario 1.700 persone. Questo vuol dire che se si fosse proceduto con il ritmo dei commissari precedenti oggi tutti gli ospedali della Calabria sarebbero chiusi, per cui ce la stiamo mettendo tutta, ma è un lavoro davvero difficile e faticoso. Credo di aver dimostrato che la voglia di impegnarmi alla determinazione non mi manca. Quindi sono convinto che anche in quest’opera difficile della ricostruzione della sanità otterremo buoni e grandi risultati». (redazione@corrierecal.it)

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