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Crotone, ecco il “manifesto” dei Popolari-liberali-riformisti della provincia

Documento firmato da 18 esponenti rappresentativi di vari comuni. I fondatori si ispirano al modello Occhiuto alla Regione

Pubblicato il: 21/08/2023 – 20:19
di Gaetano Megna
Crotone, ecco il “manifesto” dei Popolari-liberali-riformisti della provincia

CROTONE Pubblicato il “manifesto” che dà vita ai “Popolari-liberali-riformisti” della provincia di Crotone. Il documento è firmato da 18 esponenti rappresentativi di diversi comuni della provincia pitagorica. Si tratta di un “manifesto politico e programmatico”con il quale si intende rilanciare l’idea di una “Calabria nuova”, “ripartendo dall’ultima della Polis”, individuata dai fondatori del movimento politico nella città di Crotone e nella sua provincia. Nel “manifesto” i fondatori, scrivono: “Una sorta di laboratorio mutuando, tuttavia, ciò che già avviene a livello regionale rispetto alla Giunta guidata da Roberto Occhiuto, che raccoglie intorno alla sua leadership tutta l’area moderata”. Il progetto politico del presidente Occhiuto, quindi, rappresenta il modello da seguire. “In questa prospettiva e nella consapevolezza che Crotone debba esercitare un ruolo propositivo e di guida del territorio di riferimento, – si legge nel manifesto – serve riorganizzare l’offerta politica intorno ad una comune e condivisa base politico-programmatica”. L’idea è quella di ridare alla città e alla sua provincia un ruolo diverso a quello attuale, che è quello della marginalizzazione anche all’interno del territorio calabrese. “La spinta regressiva, – scrivono – stante gli indicatori economici e sociali, sembra non incontrare ostacoli né discontinuità, se si eccettuano iniziative giovani, di piccole imprese nel settore della ristorazione e del tempo libero che vanno monitorate nel breve e medio termine e, in ogni caso, generano occupazione part-time e precaria”. Continuando aggiungono: “Una condizione economica e sociale che diventa anche la cartina al tornasole di un sistema Istituzionale e politico, associazionistico e delle professioni che mostra i segni di una debolezza che genera irrilevanza”. Il documento è firmato da Massimo Allo’, Vincenzo Capozza, Carlo Cassano, Piero Castelliti, Antonio Castiglione, Gerardo Ceraudo, Gaetano Corrado, Domenico Critelli, Giuseppe De Tursi, Pasquale Esposito, Mario Galea, Luigi Greco, Pasquale Megna, Salvatore Pacenza, Antonio Panza, Ugo Pugliese, Gianni Saporito e Remigio Tilelli.

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