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l’intervista

La passione per la musica e il diritto. Anzovino in Calabria, «non dimenticate di volare»

Il compositore sul palco del Festival d’Autunno. «Amo la Calabria. Mi piacerebbe scrivere la mia prima opera»

Pubblicato il: 11/09/2023 – 17:10
di Fabio Benincasa
La passione per la musica e il diritto. Anzovino in Calabria, «non dimenticate di volare»

CATANZARO Don’t forget to fly”di Remo Anzovino parte in tour. Dopo l’anteprima del 20 maggio a Piano City di Milano e le due date di giugno a Jesolo e Boccheggiano, l’artista annuncia il “Don’t forget to fly tour 2023/2024” organizzato da JM Production e CE Agency. Che farà tappa in Calabria, a Catanzaro in occasione del Festival d’Autunno. Appuntamento il 15 settembre al Complesso monumentale del San Giovanni.

Il file rouge che lega musica e diritto

Brillante avvocato penalista, laureatosi a soli 24 anni, Remo Anzovino sceglie di dedicarsi soprattutto alla musica. Con oltre 23 milioni di stream su Spotify in 180 paesi nel mondo e il Nastro D’Argento nel 2019 per le sue colonne sonore, il compositore è uno dei più originali e influenti pianisti contemporanei ed è uno degli autori di spicco della grande tradizione italiana nella musica da film. «Non ho abbandonato la professione, semplicemente ho dovuto riorganizzarla e ridimensionarla, perché negli ultimi anni la musica è cresciuta veramente tanto. Mi dedico ancora ad un caso all’anno, lo seguo, perché il diritto penale e il processo penale – fuori dalla musica – sono l’unica cosa che mi interessa fare», racconta al Corriere della Calabria. L’amore per la musica e la passione per il diritto «si sono parlate sempre benissimo. Nella musica mi è sempre interessato raccontare le storie degli altri. E se ci pensa, il penalista è forse la figura più a contatto con le storie umane», aggiunge Anzonvino. Perché? «In un processo, in un procedimento penale, c’è un soggetto che viene accusato di un fatto e quando devi occuparti del caso quasi sempre come difensore sei di fronte ad una storia. E cosa fa un avvocato? Racconta attraverso gli strumenti tecnici la storia e i fatti legati a quel determinato imputato. Questo è il grande file rouge che lega le due cose».

Remo Anzovino (Ph Paolo Grasso)

«Le collaborazioni sono un po’ come le storie d’amore»

Remo Anzovino vanta numerose e trasversali collaborazioni artistiche: Franz Di Cioccio PFM, Lo Stato Sociale, Giuliano Sangiorgi, Roy Paci, Oliviero Toscani, Fabrizio Ferri, Gino Paoli, Dargen D’Amico, Simone Cristicchi, Enzo Gragnaniello, Davide Toffolo, Flavio Boltro, Francesco Bearzatti, Enzo Pietropaoli e Gabriele Mirabassi. Qual è il file rouge che lega artisti evidentemente agli antipodi? «E’ la musica ed essere liberi dai pregiudizi. Ho fatto decine di collaborazioni importanti dalle quali ho imparato tantissimo. Le collaborazioni vere sono sempre un po’ come delle piccole storie d’amore, ti lasciano sempre qualcosa, a prescindere se poi proseguano o meno. E’ un’attrazione, è una chimica che si crea tra artisti».

Lo spettacolo in Calabria

Entrato in poche ore nelle principali playlist mondiali di musica classica, Don’t forget to fly è ora pronto a volare nelle diverse città italiane. Unica tappa in Calabria è il Festival d’Autunno a Catanzaro. Nato come atto d’amore per il pianoforte, pensato e composto nella dimensione di un sogno, il titolo rivela già molto: non dimenticare di volare è un promemoria e un invito, nato da una frase appuntata sul taccuino dall’autore. «Sono molto felice perché torno sempre con grande piacere in Calabria, terra che amo moltissimo e poi i calabresi sono proprio un pubblico splendido, estremamente affettuoso e caloroso», confessa Anzovino. Che poi si sofferma sullo spettacolo. «Nella prima parte darò al pubblico la sensazione, quasi fisica, di volare. Suono il disco Don’t forget to fly, dove ho messo in musica un sogno che ti consente di tuffarti nell’infinito e di esplorare questo mondo che non conosci, è il pianeta dell’aria». «Nella seconda parte dello spettacolo – prosegue – suonerò i pezzi maggiormente ritmici, legati all’Africa, all’America tratti dal mio repertorio e dalle colonne sonore che ho realizzato». Il concerto consentirà al pubblico di vivere un’esperienza unica. «Scoprirete quante possibilità offre il pianoforte. Nel mio concerto è un oggetto inclusivo, quasi come un grande focolare posto al centro del palco con tutti quanti seduti intorno».

«Il mio sogno…»

Con oltre 23 milioni di stream su Spotify in 180 paesi nel mondo e il Nastro D’Argento nel 2019 per le sue colonne sonore, Remo Anzovino è uno dei più originali e influenti compositori e pianisti contemporanei ed è uno degli autori di spicco della grande tradizione italiana nella musica da film. Ha pubblicato 18 dischi tra album di studio e colonne sonore. Nel 2023 la sua colonna sonora accompagna le immagini del documentario “Respiro di Inverno”, realizzato dalla Croce Rossa Italiana per il primo anno della guerra in Ucraina. Come compositore, ha strettamente legato il suo nome al cinema firmando le colonne sonore di prestigiosi documentari: da “Ritratto di Regina” a “Pasolini Maestro Corsaro”, passando per le colonne sonore dei cinque film realizzati per la serie “La Grande Arte al Cinema” (Vincent Van Gogh, Frida Kahlo, Picasso, Monet e Gauguin) che gli sono valsi il Nastro D’Argento nel 2019 e la pubblicazione di un box set celebrativo intitolato “Art Film Music” uscito in tutto il mondo per Sony Classical. Ha composto e diretto la colonna sonora originale del film Borromini e Bernini. Sfida alla perfezione, regia di Giovanni Troilo (Sky/Quoiat/Nexo digital) dal 15 maggio al cinema. Le sue musiche sono utilizzate da importanti brand commerciali per le proprie campagne pubblicitarie (Alitalia, Bulgari) e da celebri trasmissioni televisive (Ulisse di Alberto Angela, Otto e Mezzo, I Dieci Comandamenti, Ballarò). Cosa ancora non è riuscito a fare? «Mi piacerebbe scrivere la mia prima opera e mi piacerebbe molto riuscire a mettere in musica una storia attraverso il linguaggio dell’opera che parli ai contemporanei. Le persone sono affascinate dall’opera, dal melodramma e continuano ad andare a teatro a vedere opere di enormi compositori, di 100 anni fa. Questa è forse, in questo momento, una delle sfide che più mi piacerebbe affrontare». (redazione@corrierecal.it)

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