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L’anno scolastico è alle porte ma si riparte «con le scuole insicure di sempre»

Mariaelena Senese: «Tra le regioni con la percentuale più elevata di edifici non in regola la Calabria è in pole position»

Pubblicato il: 12/09/2023 – 8:10
L’anno scolastico è alle porte ma si riparte «con le scuole insicure di sempre»

CATANZARO «Sono diverse le problematiche riguardanti le condizioni strutturali degli istituti scolastici con problemi che vanno dalla staticità, alla sicurezza antisismica fino all’efficientamento energetico. Una situazione  estremamente preoccupante, nonostante la mole di risorse stanziate con il Pnrr, ben12,4 miliardi a cui si sommano 914,4 milioni provenienti da altre fonti di finanziamento. La maggior parte dei 40.293 edifici scolastici italiani è fatiscente ma soprattutto insicura. Il 57,9% delle strutture è addirittura priva del certificato di agibilità e il 54,92%, del certificato di prevenzione incendi. Il 41,4% dei plessi scolastici è privo di collaudo statico». E’ quanto sostiene, in una nota, Maria Elena Senese segretario generale della Feneal Uil Calabria. «Tra le regioni con la percentuale più elevata di edifici non in regola la Calabria è in pole position con il 18,75%, superata solo dalla Sardegna (22,81%). Sono sei le misure del Pnrr destinate alle scuole, con investimenti complessivi per 13,4 miliardi: 12,4 dal Pnrr e 914,4 milioni da altri fondi. Le Regioni con più progetti approvati sono la Lombardia (5.173 progetti per 1,6 miliardi); la Campania (4.773, 1,6 miliardi); la Sicilia (3.786, un miliardo); il Lazio (3.493, 962,6 milioni); la Puglia (3.143, 992,8 milioni); l’Emilia-Romagna (2.784, un miliardo) e il Veneto (2.845, 998,9 milioni). Sono 216 le nuove scuole finanziate con le risorse del Pnrr, rispetto alle 195 inizialmente previste, grazie ad un aumento dei fondi che ha portato lo stanziamento da 800 milioni a un miliardo di euro. Al Mezzogiorno andrà il 42,4% dei fondi. 
Davanti a queste ingenti risorse il quadro attuale è però decisamente allarmante: la spesa effettiva delle risorse complessivamente stanziate, ad oggi è ferma al 22,19% a fronte di una spesa prevista che doveva raggiungere il 55,46% entro fine settembre. È evidente che, in una situazione del genere, il timore che le risorse possano essere revocate è estremamente alto. Il Ministero dell’Istruzione e del merito ha di recente pubblicato l’elenco di 399 interventi di edilizia scolastica indicati dalle Regioni a seguito dello stanziamento di risorse aggiuntive avvenuto con decreto del Ministro del 7 dicembre 2022 e finanziati con circa 936 milioni di risorse proprio nell’ambito del Pnrr, che Comuni e Province potranno immediatamente attuare. Il 40% dei finanziamenti, ricordiamolo, è stato destinato al Mezzogiorno. Gli interventi sono dedicati alla messa in sicurezza degli istituti, riqualificazione, adeguamento sismico e antincendio ed eliminazione delle barriere architettoniche. Dando un’occhiata al sito dedicato del ministero dell’Istruzione e del merito, infatti, emerge come gli interventi per l’adeguamento antisismico e il risparmio energetico degli istituti sono in totale 21 per una spesa di 43 milioni di euro. A fare la parte del leone è la provincia di Cosenza con 15 progetti finanziati. Il Catanzarese si ferma a quota 4, per Crotone non ci sono finanziamenti previsti, mentre a Reggio Calabria e Vibo Valentia sono solo due i progetti ammessi a finanziamento. Il rispetto delle scadenze europee avrebbe consentito, in moltissimi casi, una ripresa dell’anno scolastico in condizioni migliori. Oggi, pero, è importante procedere con la massima sollecitudine per recuperare, nei limiti del possibile, il tempo perduto fino ad oggi. Il degrado dei quartieri e i fenomeni di devianza giovanile si contrastano anche, se non soprattutto, partendo da questi interventi. La scuola in Calabria deve essere una delle priorità assolute perché è la chiave di volta della costruzione della società del futuro. La sicurezza, la riqualificazione e l’efficienza energetica degli edifici scolastici costituiscono necessità improrogabili che non possono continuare a tradursi in promesse non mantenute».

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