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le polemiche

Ridimensionamento scolastico, crescono i malumori nel Crotonese

La proposta avanzata dall’amministrazione provinciale sta creando tensioni. Sul piede di guerra comitati cittadini

Pubblicato il: 26/09/2023 – 17:52
di Gaetano Megna
Ridimensionamento scolastico, crescono i malumori nel Crotonese

CROTONE Il papocchio del ridimensionamento scolastico nella provincia di Crotone. La bozza di proposta elaborata dall’amministrazione provinciale ha sollevato diverse perplessità e prese di posizioni contrarie. I primi a sollevarsi sono stati i genitori e gli insegnanti del Liceo Classico Pitagora, storica scuola superiore di Crotone. La prima ipotesi prevedeva la perdita dell’autonomia del “Pitagora”.
Il progetto è stato rivisto perché, nel giro di poche ore, sono state raccolte oltre 3.000 firme che chiedevano il contrario (mantenimento dell’autonomia). La polemica scoppiata intorno alla perdita dell’autonomia gestionale del “Pitagora” (la scuola non avrebbe avuto il dirigente scolastico e quello amministrativo) ha convinto l’amministrazione provinciale, guidata dal presidente Sergio Ferrari, a rivedere la proposta iniziale. Il “Pitagora” continuerà ad avere il proprio preside e il proprio segretario, a discapito del “Pertini”, altro istituto storico della città.
Il dimensionamento del “Pertini”, però, non riguarda solo la perdita del preside e del segretario (dirigente scolastico e dirigente amministrativo), perché la nuova proposta smembrerebbe il “Pertini” dividendo i corsi di studio, attualmente operativi nell’istituto, tra diverse scuole. Anche questa proposta, ovviamente, non è stata accolta con le fanfare. Sono state annunciate convocazioni di assemblee per contrastare questa scelta. A queste assemblee sono stati invitati anche i sindacati di categoria, non coinvolti dalla Provincia nell’operazione dimensionamento.
I sindacati di categoria dicono che hanno ricevuto una lettera dalla Provincia con la quale viene chiesto di esprimere un parere sulle scelte fatte entro e non oltre il prossimo 30 settembre. Se dal sindacato, però, non ci saranno indicazioni la proposta andrà avanti. I sindacati hanno il dubbio che anche se dovessero fare delle contestazioni, la situazione potrebbe non essere rivisitata. In passato i sindacati venivano convocati e insieme alla politica facevano le scelte degli istituti da ridimensionare.

Gli effetti negli altri comuni


Non tutti sono scontenti delle scelte fatte dalla Provincia. Si racconta che c’è soddisfazione a Cirò e Cirò Marina perché raddoppiano le autonomie: da due passano a quattro. Il sindaco di Cirò Marina è il presidente della Provincia. Una coincidenza. I sindacati dicono che, per realizzare, una delle autonomie di Cirò Marina è stata accorpata una sezione serale di Petilia Policastro. Le distanze tra i due comuni sono davvero enormi. I miracoli avvengono anche alle nostre latitudini. L’altro territorio che ci guadagna è quello di Isola Capo Rizzuto, dove si passa da due a tre autonomie: la nuova istituzione è un Polo scolastico (scuola superiore).
Isola Capo Rizzuto esprime il consigliere provinciale delegato Raffaele Gareri. Sarà anche questa una coincidenza.

Le rimostranze del comitato “Per Margherita”

Ci sono malumori anche negli istituti comprensivi che accorpano scuole dell’infanzia e medie. Proprio oggi il comitato di quartiere “Per Margherita” ha scritto una lettera a Ferrari e per conoscenza al prefetto di Crotone. Il comitato si pone l’obiettivo di convocare un incontro con il prefetto per rivedere la proposta di ridimensionamento che riguarda il quartiere della periferia Nord di Crotone. La proposta della Provincia accorpa le scuole di Margherita a Scandale, scorporandole dall’Istituto comprensivo di Papanice.
Quelli del quartiere temono due cose: il disagio dei genitori che devono parlare con il preside o con l’organizzazione della scuola e la possibile fuga degli insegnanti. Ci sono docenti che da anni insegnano nelle scuole di Margherita e non hanno chiesto mai il trasferimento, perché non perdevano la continuità didattica della sede di Crotone. Con l’accorpamento perderebbero la sede di Crotone e, quindi, prima che ciò succeda potrebbero chiedere il trasferimento.
Margherita così rischierebbe di diventare una sede di transito, con inseganti che cambiano tutti gli anni. Le proteste sono tante e l’idea che viene fuori è che sia stato fatto un pateracchio che scontenta molti e fa sorridere pochi. (redazione@corrierecal.it)

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