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L’indagine Federconsumatori

Rientro di Natale in Calabria, il costo insostenibile della diaspora

Prezzi che salgono alle stelle e pochi posti disponibili. Con biglietti aerei che arrivano ad oltre 800 euro. Iannello: «Diritto negato ai calabresi»

Pubblicato il: 22/11/2023 – 11:11
di Roberto De Santo
Rientro di Natale in Calabria, il costo insostenibile della diaspora

CATANZARO Il tema doloroso della diaspora dei calabresi si rinnova ad ogni festività quando emigrati del lavoro e degli studi provano a rientrare nella loro terra d’origine. Una liturgia che diviene quasi “sacra” in occasione delle festività natalizie, ma che si trasforma in una sorta di odissea nel riuscire a trovare un mezzo per ritornare in Calabria. Biglietti di aerei e treni che nei giorni precedenti l’avvento del Natale diventano introvabili e prezzi che salgono alle stelle rendendo praticamente impossibile per molte famiglie – soprattutto se numerose – programmare quel tanto desiderato ritorno in terra di Calabria.
Un quadro reso ancor più problematico quest’anno, a causa dell’impennata del costo della vita che ha ridotto la capacità di spesa e dunque di risparmio di gran parte dei nuclei familiari soprattutto di quelli che per lavoro sono stati costretti a varcare i confini regionali. Il carovita per loro è divenuto quasi un macigno, rendendo decisamente problematico sostenere il costo del viaggio per ritornare per pochi giorni in Calabria.
A comprova delle difficoltà che stanno affrontando quanti vorrebbero rientrare in regione, ma anche chi vorrebbe venire a visitare le mete turistiche calabresi in inverno, ci sono i risultati dell’indagine svolta anche quest’anno da Federconsumatori Calabria. Uno studio che diviene la cartina al tornasole della “piaga” che colpisce migliaia di calabresi costretti a vivere fuori dalla regione.

Costi alle stelle e biglietti introvabili per l’antivigilia di Natale

Elaborazione Federconsumatori Calabria su dati Trenitalia al 17.11.2023

L’indagine svolta dall’associazione di consumatori ha preso a campione le proposte di viaggio offerte dalle principali società di trasporto aereo e ferroviario nei giorni clou delle partenze verso la Calabria: 21, 22 e 23 dicembre.
Un’indagine ripetuta nel giro di una settimana, la prima “caccia” ad un biglietto utile per la regione è stata svolta il 10 novembre e l’altra il 17 quando praticamente l’offerta di posti si è ridotta drasticamente. Ad essere attenzionato l’andamento della disponibilità e dei prezzi di Trenitalia, visto che le «proposte di viaggio del gestore concorrente Italo, per il giorno 22 e 23 dicembre e parte del 21 risultavano esaurite».
Ebbene dalla comparazione dell’offerta è emerso che «rientrare in Calabria in treno l’anti vigilia di Natale era davvero impossibile a meno che si optava per le sole soluzioni rimaste di regionali ed intercity con una media di 16/17 ore di viaggio per giungere a Lamezia o Reggio Calabria dalle più lontane Città». Dunque una vera e propria odissea.
Stando sempre alla ricerca effettuata da Federconsumatori Calabria, per il 23 dicembre l’offerta di viaggi complessiva monitorata da Roma, Firenze, Bologna, Genova, Torino e Milano verso Lamezia Terme Centrale e Reggio Calabria si è ridotta del 22% in solo una settimana.
In particolare per sabato 23 dicembre verso Lamezia Terme Centrale, secondo l’indagine, rimanevano disponibili solo 11 proposte di viaggio su 60, pari a poco più del 18% della capacità di offerta giornaliera dalle città monitorate.  Lo stesso giorno, per Reggio Calabria, rimanevano disponibili solo 16 proposte di viaggio su 60, poco più del 26% dell’offerta complessiva della giornata.
«Complessivamente, fra le 27 soluzioni di viaggio, sulle 120 a regime per la giornata – si legge nel report di Federconsumatori – rimaneva una sola offerta Freccia da Roma per Reggio Cal. mentre le restanti 26 soluzioni risultavano combinazioni con treni regionali, Intercity o IC notte con tempi di viaggio sino a h 16,3 m per un Torino/Lamezia T.C. o h 17,47 m per un Milano/Reggio Calabria». Per quanto riguarda i voli aerei, nel monitoraggio effettuato da Federconsumatori il 17 novembre, il sito Ita non dava alcuna disponibilità per il 23. Mentre oggi dà opzioni di viaggio da Milano per Lamezia da 423,43 euro a persona sino a 986,51 con 2 scali.

Prezzi alle stelle per le altre date

Elaborazione Federconsumatori Calabria su dati Trenitalia al 17.11.2023

Prezzi alle stelle invece per le altre date, cioè quelle del 21 e 22 dicembre e nella settimana di Capodanno. Per Lamezia Terme, ad esempio, il costo delle prenotazioni per i giorni 21 o 22 dicembre con un Freccia di Trenitalia si impenna decisamente: 128 euro da Roma, 265 euro da Firenze, 286,90 da Bologna, 349,90 euro da Genova, 350 euro da Torino, 337 euro da Milano.
Stesso quadro per le proposte Freccia per Reggio Calabria: 245 euro da Roma, 265 euro da Firenze, 306,90 da Bologna, 239,50 da Genova, 381 euro da Torino, 357 euro da Milano.

Il salasso per le famiglie

Prezzi alle stelle che si trasformano così in un vero e proprio salasso per le famiglie. Stando alle elaborazioni effettuate da Federconsumatori, per una famiglia composta da 2 adulti ed un bambino arrivare in treno il 23 dicembre per la Calabria da Milano Centrale verso Lamezia Terme o Reggio Calabria risulta impossibile per assenza di posti.
Mentre il 22 dicembre, stando all’elaborazione, «per la stessa famiglia comporta la scelta fra le 2 sole offerte di viaggio per un costo minimo familiare di 352,50 euro per Lamezia T.C. (partenza ore 6.35 combinazione intercity-freccia in 8h e 48m) e per Reggio Calabria 281,38 euro (con Intercity, 2 cambi e 17h e 47 m di viaggio) oppure, con le Frecce: 842,50 euro per Lamezia T. C. (in 8h e 22m con 1 cambio) e 892,50 euro per Reggio Calabria (in 9h e 49 m con 1 cambio)».
«Se al costo del viaggio di una famiglia con partenza in Freccia da Milano per Lamezia al costo di 842,50 euro (per il 22 dicembre) – scrivono gli analisti di Federconsumatori – si dovesse ora aggiungere il prezzo medio del ritorno di 512,50 per la domenica del 7 gennaio 2024 quando si registrano i prezzi più alti, si arriverebbe a spendere sino a 1.354,50 euro A/R. Tanto, da costo di un giro intercontinentale! Tanto da raccomandare di tenersi alla larga, quando possibile, dai giorni di massima domanda».

Iannello: «Limitato il diritto dei calabresi a viaggiare»

Mimma Iannello presidente Federconsumatori Calabria Aps

«Siamo alle solite, anzi peggio. Già a metà novembre non si trovano proposte di viaggio nei giorni in cui la domanda di viaggio è più alta». È il commento di Mimma Iannello presidente Federconsumatori Calabria Aps che aggiunge: «Se da un lato potremmo pensare che molti viaggiatori hanno imparato ad organizzare in tempo la partenza e magari approfittando delle offerte, dall’altra non si può pensare a quanti per svariate ragioni non possono prenotare con così tanto anticipo considerato che un viaggio impegna le famiglie anche dal punto di vista economico. Sia in aereo che in treno. Siamo in presenza di costi davvero esagerati ed in una fase post emergenza sanitaria e senza logiche comprensibili degli aumenti registrati e con viaggiatori sballottati a distanza di giorni su un’altalena di prezzi».
«In questi mesi – sottolinea Iannello – abbiamo assistito alla denuncia all’Autorità dei Trasporti del costo del viaggiare verso le Isole e della necessità di comprendere gli algoritmi che definiscono le dinamiche dei prezzi nei periodi festivi ed estivi. Una nostra rivendicazione sacrosanta ma non ancora esaustiva dei problemi del trasporto pubblico verso l’intero Sud».
Per la presidente di Federconsumatori, «vanno messi sotto i riflettori anche i costi dei biglietti aerei e ferroviari per la Calabria e le dinamiche che spingono verso piani tariffari divenuti socialmente insostenibili considerato che, in molti casi, il costo pieno delle frecce, dal Nord verso la Calabria, senza scontistica, è equiparabile al valore medio di proposte di volo seppure, per queste ultime si arriva ad offerte massime fuori dall’immaginabile».
«La variabilità dei prezzi che caratterizza l’offerta dei voli e di Trenitalia – denuncia – è incomprensibile e limita il diritto al viaggio. Abbiamo monitorato il costo di una stessa Freccia Milano-Lamezia nei 5 sabati antecedenti il Natale. Ebbene, il costo del biglietto ha registrato una variabilità da montagne russe: dai 104,90 euro del 25 novembre, agli 82,90 euro del 2 dicembre, ai 76,90 euro del 9 dicembre, agli 89,90 euro del 16 dicembre sino al picco dei 330 euro del 23 dicembre. Davvero tanto. Siamo alla quadruplicazione del prezzo minimo caricato tutto sulla fascia della domanda delle feste! Così è depredare i passeggeri in una fase di estrema vulnerabilità sociale, privarli della possibilità di dedicare parte del loro tempo e dei loro risparmi per altre spese in un momento in cui, con non pochi sacrifici, le famiglie si ricompongono nelle loro case di origine».
Per Iannello, «il controllo e la vigilanza sulle tariffe e sulle pratiche adottate dai gestori per determinarle, è un tema di giustizia da cui discende il diritto alla mobilità interregionale dei cittadini e su cui dov’essere concentrata un’attenta riflessione delle istituzioni e delle Autorità preposte. Ancor più se si considera che con questi prezzi è a rischio anche la competitività di un’intera regione visti i pacchetti turistici che a minor prezzo rispetto ad un viaggio dal Nord verso la Calabria, portano in giro per mezzo mondo compreso i costi di viaggio, vitto e alloggio».
«Viaggiare in condizioni confortevoli non può perciò essere un privilegio per pochi – afferma ancora la presidente di Federconsumatori. Non tutti gli studenti o i lavoratori residenti al Nord possono permettersi sino a 380 euro di Frecce per la sola partenza per non invecchiare su un treno intercity. Non tutte le famiglie possono spendere sino a circa 900 euro di biglietti di sola partenza in Freccia per evitare al loro bambino viaggi di 17 ore su un intercity notte. Non tutti possono sopportare i costi dei biglietti aerei altrettanto elevati ma che ci mostrano un’inedita concorrenza al rialzo frecce/aereo».
«Si meditasse su questo, sul diritto alla mobilità e su come renderlo esigibile – conclude Iannello – equo e con standard di maggiore qualità, efficienza e sostenibilità, da Nord a Sud e per ogni tasca considerato che c’è di mezzo una società di trasporto nazionale a partecipazione statale. Sarebbe il miglior regalo di Natale per quanti tornano a caro prezzo nella propria terra.   Per tutto questo, Federconsumatori Calabria invierà una “letterina natalizia” alle Autorità dei Trasporti». (r.desanto@corrierecal.it)

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