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IL CONTRIBUTO

Calabria protagonista alla Giornata Dita Arbëreshe

La vicepresidente della Giunta della Regione Calabria, Giusi Princi, è intervenuta, in rappresentanza del presidente Roberto Occhiuto, alla Giornata Dita Arbëreshe a Tirana. Nella sessione di aper…

Pubblicato il: 23/11/2023 – 10:44
di DEMETRIO CRUCITTI
Calabria protagonista alla Giornata Dita Arbëreshe

La vicepresidente della Giunta della Regione Calabria, Giusi Princi, è intervenuta, in rappresentanza del presidente Roberto Occhiuto, alla Giornata Dita Arbëreshe a Tirana. Nella sessione di apertura plenaria, la vicepresidente ha esposto all’autorevole platea di partecipanti, tra cui il presidente della Repubblica Albanese, Bajram Begaj, il primo ministro Edi Rama, il ministro per l’Europa e gli affari esteri, Igli Hasani, le prospettive di collaborazione tra la  Regione Calabria e la Repubblica d’Albania. “Due realtà – ha sottolineato la vicepresidente – unite da forte legame storico. Da oltre cinque secoli, è presente la più numerosa e consistente comunità Arbëreshë italiana, che comprende, nella sola Calabria, quasi 60 mila persone distribuite su 33 comunità, tra paesi e frazioni, concentrati prevalentemente nella provincia di Cosenza”, ma presenti anche in comunità  nelle  provincie di Crotone e Catanzaro. “Sono estremamente lieta– ha affermato – di rappresentare la Regione Calabria in questo evento, consapevole della ricchezza che viene dalle diversità e della necessità di contribuire affinché le tradizioni, la lingua, la fede e la cultura millenaria di un popolo ormai ‘storico’ della Calabria, possano essere preservate e tramandate. Questo antico legame che lega la Calabria all’Albania deve quindi diventare la base di partenza per avviare nuove sinergie e percorsi virtuosi, che pongano sempre al centro la valorizzazione delle relazioni tra le comunità Arbëreshë e l’Albania, come attrattore ulteriore degli albanesi verso la Calabria tutta”. La vicepresidente Princi ha, poi, esposto la programmazione regionale degli interventi messi in atto dalla Regione destinati alla tutela, alla promozione e alla valorizzazione della cultura Arbëreshë in Calabria”, attraverso finanziamenti stanziati per la cultura e per il turismo “In particolare – ha specificato -, la Regione interviene attraverso forme di contribuzione attiva e di patrocinio per i principali eventi culturali e folkloristici, per permettere di far conoscere non solo alla Calabria, ma all’Italia tutta, le particolarità di questa cultura, e le bellezze dei luoghi Arbëreshë di Calabria, nei quali si ha la possibilità di muoversi all’interno dell’Italia riuscendo, allo stesso tempo, a sentirsi in una realtà diversa, immergendosi in una cultura ‘altra’, che consente di scoprire luoghi, colori, profumi e tradizioni orientali pur rimanendo, appunto, in occidente”. “Il popolo Arbëreshë – ha aggiunto Princi – è anche un popolo di immigrati ed emigranti, esattamente come lo siamo stati noi italiani, e anzi, è forse ancora più consapevole e memore di questa sua storia di quanto non lo siamo noi, ed è per questo che ha il pregio di riuscire a vivere la moderna immigrazione con un forte senso di accoglienza, capace di cogliere e capire, molto più di noi italiani, le problematiche della integrazione. Sono pertanto davvero lieta – ha dichiarato infine la vicepresidente Princi – della sincera amicizia e collaborazione che si sta realizzando, anche con questa iniziativa, fra la Repubblica di Albania e l’Italia – in particolare con la Regione Calabria – perché rappresenta un’occasione unica per permettere a entrambe le comunità di crescere non solo in termini economici, ma ancora prima sul piano culturale e sociale”. L’intervento della vicepresidente è stato molto apprezzato dalla numerosa platea e dalle autorevoli presenze, tant’è che anche il conduttore della  diretta  televisiva mondiale,  che  accompagnava  i vari  interventi  sul palco  della plenaria,   nel salutarla ha espresso parole di apprezzamento per il presidente Occhiuto affermando che prima aveva la convinzione, a questo punto errata, che solo il loro primo Ministro riuscisse a trovare leader valide.  Da oggi  in poi  il popolo  arbëreshe della  Calabria  potrà  contare   su due  teste  pensanti, come  scherzosamente  ha fatto  il Premier  Edi Rama  in un altro  passaggio della Plenaria alludendo all’aquila del simbolo che ha  la bandiera  albanese, mentre  per gli Arbërshe le teste pensanti  sono la vicepresidente  Giusi  Princi  e  l’Assessore  alle Minoranze  Linguistiche  On.le Gianluca Gallo  che  potranno  incidere  in maniera  solidale per il Bene Comune degli Arbëreshe  innanzitutto  avviando  un serio confronto  con tutte le realtà  degli Arbëreshe della  Calabria, è un principi fondamentale  della Carta  Europea e della recente  Risoluzione del Consiglio Europeo che investe   non solo lo Stato ma  anche le Regioni   sentendo per esempio:  l’  UNIARB, la  FAA, ecc. ecc.  per  annosi problemi  ancora  non risolti da decenni   quali l’insegnamento nelle  scuole nei  Comuni Arbëreshë  previste  dalla  Legge  nazionale  482/99  di attuazione dell’art. 6 della Costituzione Italiana per la lingua  Arbëreshë;   Servizi  Amministrativi ( dove si possono  utilizzare con continuità gli sportelli linguistici e  interpreti e traduttori); Servizi  di Comunicazioni di Massa radio e televisivi e web  da parte della  Concessionaria del servizio pubblico ma anche  da parte delle  emittenti private;  Sostegno  all’editoria letteraria e informativa, alle  Arti in particolar modo  al  mondo Musicale e al Teatro, veicoli fondamentali per  l’utilizzo  della  Lingua Arbëreshë, fin dalle  scuole;   Chiedere  ai centri  di ricerca delle  Università e del CNR presenti in Calabria  ricerche  mirate  al riconoscimento  vocale  della  Lingua  Arbëreshë anche per creare dei correttori  di bozza  per  verbali bilingue  dei Comuni  e delle Istituzioni Regionali e Provinciali dove insistono le Minoranze Linguitichee per iniziare ad usare  nei social anche la scrittura  Arbëreshë;  senza  contare  che un ricercatore di una Università della Germania  ha applicato i principi  del Trattamento Automatico del Linguaggio  per la lingu  Arbërshë  di Piana degli albanesi (PA), la stessa  ricerca come mai non è stata mai attivata  per l’Arbëreshë della Calabria?;   attivazione  di  centri accreditati  per la  formazione  continua di insegnati  e degli adulti specifici  per l’insegnamento  e la diffusione della lingua   Arbëreshë   e intervenire  in  tutte  quelle  aree previste dalla  carta europea;  esiste una Risoluzione del Consiglio d’Europa (Aprile 2023)  che investe  anche le Regioni e non solo lo Stato Italiano.   Gli  strumenti:  grammatica, dizionari, sussidiari esistono già  ma  dovrebbero    essere  stabilizzati, per esempio da una Autorità quale potrebbe  essere  la Regione Calabria  per la lingua  Arbëreshë  una volta per tutte, come hanno fatto  in Sardegna e in Friuli  Venezia Giulia  con scadenze ben definite, quelle istituzioni si sono imposte e i risultati  si vedono;  sarebbe  utilissimo   confrontarsi con altre  realtà  delle Minoranze  Linguistiche  Storiche riconosciute  dalla  Legge  482/99,  tanta disprezzata in Calabria (da taluni), mentre  punto di riferimento nelle  altre  realtà per esempio per la lingua Sarda e  per la lingua  Friulana  e  infine non meno importante  rapportarsi  con il Centro  Studi e Pubblicazioni Arbëreshë di  Tirana. La  stabilizzazione della  lingua  Arbërshë, CREA VALORE, come è riuscita a fare l’Eparchia di Lungro (CS), insieme ad altre Eparchia  di Piana degli Albanesi  (PA) e anche quella  di Grottaferrata (RM) nel corso dei circa 600 anni  di presenza  degli Arbëreshë in Italia con la loro costanza e presenza liturgica dal Piemonte fino alla Calabria per la Eparchia di Lungro  degli Italo-Albanesi dell’Italia Continentale sono riusciti  a mantenere  viva  la lingua Arbëreshë tra mille  difficoltà ed incomprensioni. Il  22  novembre  2023  andrebbe  ricordato  dalla Regione Calabria  come  la Giornata per la lingua Arbëreshë non solo in Calabria ma per tutta  l’ Italia, la  Calabria  si dovrebbe  fare  portavoce  di tale  iniziativa anche nelle altre  Giunte e Consigli  Regionali  da  cui partire  per   misurare  realmente  l’aumento dei  parlanti  Arbëreshë, aumento  del Valore socioeconomico in termini  occupazionali nell’  istruzione, (mancano docenti di lingua  Arbëreshë, si potrebbero  applicare  i fondi per la formazione recentemente annunciati dalla stessa  Vicepresidente  Princi, e questi corsi  potrebbero essere  attivati da Centri di Formazioni uno per provincia  oppure nella stessa città di Cosenza che ha il piu’ alto numero di emigrati  nel capoluogo  da tutti i centri  arbëreshë,  fra pochi giorni  sarà  avviata una  proposta  all’ Amministrazione  Provinciale  di Cosenza, Al  Comune di Cosenza e all’eparchia di Lungro (CS)   per attivare il Consiglio Provinciale per il riconoscimento della  delimitazione del Comune di Cosenza a Comune a vocazione Arbëreshë  per l’alta percentuale di Arbëreshë  residenti, anche per una importante  parrocchia della Eparchia di Lungro ed inoltre  Cosenza è stata sede  anche  di un Consolato  Onorario, mentre invece si potrebbe  chiedere  al Ministero degli Esteri  e della Cooperazione Italiano di attivare  per chiedere attraverso il Ministero degli Esteri della  Cooperazione Internazionale italiano  di  proporre  per la Calabria l’apertura di  un Consolato  della  Repubblica  Albanese  come già esiste  a Bari, e questo  sicuramente  migliorerebbe  i rapporti  istituzionali e commerciali basta solo pensare  all’articolo  19 della  Legge  482/99  mai  attuato in Calabria,che  prevede  il coinvolgimento del Ministero degli Esteri e della  Cooperazione allo sviluppo  aprendo  una finestra o meglio un portone  a tutti gli Arbëreshë  nel mondo, e questo ci fa subito  venire  alla mente  un nuovo  turismo “immateriale” che porta  le persone  a confrontarsi  per il bene comune della salvaguardia della lingua minoritaria  in genere  ed in particolare  della  Lingua  Arbëreshë la cui maggior  concentrazione  si trova in Italia ed in particolare in Calabria.

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