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Conte: «Il Ponte sullo Stretto è uno specchietto per le allodole»

Così il leader del Movimento 5 Stelle in videocollegamento all’iniziativa di Villa San Giovanni sul tema “Oltre il ponte”

Pubblicato il: 01/12/2023 – 20:18
Conte: «Il Ponte sullo Stretto è uno specchietto per le allodole»

VILLA SAN GIOVANNI «Il Ponte è uno specchietto per le allodole a tutte le comunità del Sud Italia quasi a volerle compensare, dal punto di vista di Matteo Salvini e della Lega, del grande scippo che verrà realizzato dall’Autonomia differenziata, dove avremo le Regioni del Nord che correranno ancora di più e le Regioni del Sud che invece continueranno a stentare». A dirlo il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, intervenendo in videocollegamento all’iniziativa del Movimento sul tema “Oltre il ponte” organizzato a Villa San Giovanni dal coordinamento regionale calabrese dei 5 Stelle. «Il ponte – ha aggiunto – è una infrastruttura che avrà un grandissimo impatto nella prospettiva di programmazione che è stata presentata, dal punto di vista economico, finanziario e sotto tutti i punti di vista. Stiamo parlando di 11,6 miliardi spalmabili dal 2024 al 2032. Parliamo della riattivazione di una struttura che era già stata costituita nel 1981, un vero e proprio carrozzone. Poi, in qualche modo, era stata disattivata e ora riattivata, addirittura approvando un aumento di capitale di 370 milioni a carico del ministero dell’Economia e di Rfi. Mentre noi, in Parlamento imploriamo nuove risorse per le imprese, le famiglie, per aiutare il ceto medio impoverito e le fasce più deboli della popolazione, e siamo in questi giorni alle prese con una manovra economica che non dà nessun segnale in questa direzione, ma anzi dà il segnale di nuove tasse a carico dei cittadini, appare strano che si riescano a trovare 370 milioni per continuare ad alimentare le attività della società Stretto di Messina SpA guidata da Pietro Ciucci. Al di là del fatto che si vanno a drenare finanziamenti destinati altrove, il tema è più complessivo». «Ne faccio veramente – ha detto Conte – una questione di indirizzo politico. Prevedere un finanziamento di 3,6 miliardi che nasce insufficiente per il completamento di tutte le opere annesse e connesse. Veramente pensiamo di poter concentrare ed ipotecare tutte le scelte a cui sarà chiamato il ministero delle Infrastrutture, anche nel dopo Salvini? È possibile ipotecare il futuro e concentrare tutte le risorse in un’unica infrastruttura? È chiaro che si interviene in un Paese che ha bisogno di mantenere le proprie infrastrutture e crearne delle nuove». (Ansa)

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