Ultimo aggiornamento alle 21:57
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

L’iniziativa

A Bivona Libera ricorda le vittime dei naufragi. «Contro indifferenza e disumanità» – FOTO

Dal cimitero, dove sono sepolti 35 migranti, un appello per la pace. «Le persone fuggono dalle guerre. Cutro tragedia dolorosa»

Pubblicato il: 05/01/2024 – 14:32
A Bivona Libera ricorda le vittime dei naufragi. «Contro indifferenza e disumanità» – FOTO

BIVONA «Dura l’esclusione, rara la parola, rara la mano tesa». Le parole sono quelle di Tahar Ben Jelloun, poeta franco-marocchino da sempre impegnato sul tema del razzismo e dell’immigrazione. A leggerle, nel cimitero di Bivona, è Rosario, giovane professore e volontario di Libera Vibo Valentia. Di fronte a lui i 35 loculi, di cui 17 senza nome, che ospitano i migranti giunti già morti nel 2016 nel vicino porto di Vibo Marina. Durante l’iniziativa, organizzata dal coordinamento provinciale vibonese di Libera, è stata deposta una corona di fiori in memoria, oltre che dei profughi seppelliti nel cimitero di Bivona, anche delle 2571 vittime dell’immigrazione nel 2023. «Un bilancio terrificante» dice la referente provinciale, Maria Joel Conocchiella, dal quale nasce la necessità di dedicare una giornata per ricordare tutte le vite di coloro che, mossi dalla disperazione, sono morti nella traversata verso un futuro migliore. All’incontro hanno preso parte, oltre ai cittadini, anche sindacati, associazioni locali e il sindaco del capoluogo vibonese Maria Limardo.

«Contro la globalizzazione dell’indifferenza»

«Ma chi ha pianto nel mondo oggi?». Parte dal discorso di Papa Francesco, che invitava a porsi questa domanda, l’intervento della referente provinciale di Libera, Maria Joel Conocchiella. «La speranza è che questa domanda, come dice Papa Francesco, possa bussare alle coscienze di tutti noi e portare a un impegno quotidiano a costruire dialogo, vicinanza e prossimità». Conocchiella ricorda i 2571 profughi morti del 2023, con un pensiero particolare, ovviamente, alla strage di Cutro. «Oggi è ancora più doloroso riunirci qui dopo quanto successo a Cutro, ma volevamo iniziare l’anno proprio in questo luogo simbolico». La referente provinciale parla di «lotta contro la globalizzazione dell’indifferenza riscoprendoci umani e ritrovandoci tutti dalla stessa parte». Il naufragio di Cutro «deve essere monito per le nostre coscienze affinché ognuno di noi, nel suo piccolo, sia costruttore di pace e di speranza». L’anno che si chiude «è stato caratterizzato da guerre e violenza, l’auspicio è che, oltre alla pace, si riscopra la responsabilità fraterna».

L’intervento di Borrello

Presente all’iniziativa anche il referente regionale di Libera Giuseppe Borrello. «Qui sono seppellite 35 persone tra uomini, donne e bambine». Alcune, specifica Borrello, senza nomi, altre addirittura «senza bare, come si evince da particolari emersi con Rinascita Scott». «Dobbiamo acquisire una maggiore consapevolezza per combattere il male comune dei nostri tempi: l’indifferenza». Il 2023 è stato un anno caldo, sia a livello climatico che «per quanto riguarda le guerre: se ne contano 59 in corso». «Queste – dice Borrello – sono le principali cause delle deportazioni indotte che costringono uomini, donne e bambini ad abbandonare la propria casa». Il referente regionale di Libera ricorda la tragedia di Cutro con una dura presa di posizione contro il governo Meloni: «Una grande tragedia umana avvenuta a pochi chilometri dalla costa calabrese a cui è stata data una risposta altrettanto disumana. Il governo mostra i muscoli contro i più deboli con un decreto che con cinismo e sfacciataggine è stato chiamato Cutro».

Una preghiera per le vittime

Ma la Calabria, conclude Borrello, «non è rappresentata da quel decreto ma dal modello Riace». «Da queste leggi ingiuste che determinano ingiustizie sociali ad approfittarne è sempre la mafia». Un momento di raccoglimento è stato condotto dai parroci della città, don Nicola Scordamaglia, don Enzo Varone e don Peppino Fiorillo. Quest’ultimo si è soffermato sulla responsabilità di chi «va a rubare le materie prime, impoverendo i paesi, e poi respinge i migranti». «Le famiglie di chi è seppellito qui non sanno neanche dove si trovano o che fine abbiano fatto i loro cari. Qui ricordiamo gente distrutta, annegata perché cercava di venire da queste parti. Noi, invece, li abbiamo respinti». (redazione@corrierecal.it)

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.r.l ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Effettua una ricerca sul Corriere delle Calabria
Design: cfweb

x

x